Melfi, moglie ucraina uccisa a 7 mesi dalle nozze: la famiglia di lui non l’accettava

La crisi si era presentata presentata presto, secondo alcuni conoscenti della coppia, e lei, che veniva dell’Europa orientale, se ne voleva andare. Secondo la giovane donna, infatti, la famiglia del marito l’avrebbe osteggiata proprio per la sua origine straniera. Ma lui non ha accettato la separazione e l’ha uccisa.

Il delitto l’8 maggio

La storia è quella della guardia giurata di 33 anni, Antonio Girardi, che lo scorso 8 maggio a Melfi (Potenza) ha assassinato con un colpo alla testa la moglie ucraina, Marina Novozhylova, 27, e si è poi suicidato. L’omicidio-suicidio è avvenuto in vico Gelso, nell’abitazione di famiglia, vicino a Porta Venosina, nel centro storico della cittadina.

Indagano i carabinieri

Sull’episodio le indagini sono condotte dai carabinieri del comando provinciale di Potenza. Sul posto, subito dopo il delitto, si sono recati anche il magistrato di turno e gli uomini per i rilievi scientifici. A dare l’allarme è stato un vicino che, intorno alle 7.30, ha sentito degli spari provenire dall’abitazione in cui sono stati scoperti i cadaveri.

Alla ricerca di conferme sul movente

L’uomo, apprezzato sul posto di lavoro, era sposato dal 23 ottobre 2017. Al momento il movente è ancora al vaglio degli inquirenti, ma sembra che la coppia fosse in fase di separazione e l’uomo non lo accettava. Secondo le prime informazioni, alle 6 di ieri mattina avrebbe dovuto terminare il turno, ma ha staccato in anticipo. Per questo i colleghi erano andati a cercarlo trovando la sua auto davanti all’abitazione che divideva con Maryna.

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