Capodanno movimentato di una minorenne prima sulla neve poi a Barcellona

1° gennaio 2017, ah no, 2018, 6.20 a.m. paesino sperduto in mezzo alle Dolomiti, io, una fermata dell’autobus ed il buio.

Che succede, vi starete chiedendo. Beh come al solito non me ne faccio mancare nemmeno una e ho pensato bene di passare gli ultimi giorni del 2017, nonché l’ultimo dell’anno, con amici in montagna di una casa in affitto. Ma, sí, c’è un ma, alle 19 dell’1 gennaio un altro gruppo di amici parte per Barcellona, per passare i primi giorni del 2018 lì. Al che mi sono detta: ma perché rinunciare a una delle due cose, quando puoi uscire di casa alle sei di mattina del primo gennaio con sci, scarponi, zaino e valigia per prendere autobus e treno, arrivare a Bologna, starci un paio d’ore e poi ripartire in pullman per Barcellona? Ah, ovviamente avendo dormito un paio d’ore massimo.

Perchè farsi mancare qualcosa in questa vita? Alla fine cos’é la stanchezza ? Beh, ne riparliamo domattina, quando non mi alzerò dal letto nemmeno se tirata giù di peso. Oltre a questo si accettano scommesse per il numero di minuti che staró sveglia in viaggio verso la Spagna. Ma non mi lamento, ovviamente. Anzi, come inizio anno mi sembra ottimo, stancante, ma ottimo.

La convivenza in montagna mi ha fatto capire quanto la presenza di elementi femminili sia essenziale per avere un minimo di civiltà e ordine.

Posso solo dire che è stata all’insegna del caos nonostante noi tre ragazze. I giorni in cui erano i quattro uomini a dover lavare i piatti e pulire la tavola in modo particolare, vi lascio immaginare. Mia mamma non avrebbe retto un minuto, troppi germi, me la immagino che scappa di casa urlante.

L’unico letto dotato di lenzuola e federe era quello di noi donne, gli altri si limitavano a una coperta e un cuscino su un materasso. Ma il detto non diceva qualcosa come contenti loro contenti tutti?. A parte questo senza anche solo uno di loro non ci saremmo divertiti allo stesso modo, senza quattro spericolati quasi diciottenni che si piantano nella neve fresca in mezzo al bosco per qualcosa come cinquanta minuti nel tentativo di fare fuori pista o senza quattro figure che corrono con i pantaloni tirati giù in mezzo alla neve per festeggiare a loro modo l’anno nuovo.

Ansia da regali, 6 consigli per uscirne vive, con poco stress (e risparmiando)

Natale si avvicina e l’ansia dei regali si fa sentire sempre di più. Cosa gli regalo quest’anno? E a lei? Oddio e per la zia che vedo una volta l’anno cosa prendo?

Se può consolarvi vi capisco e perciò sono qui per dare a tutti qualche spunto e idea per regali carini e non troppo costosi.

1- Per la categoria femminile vi consiglio Lush: entrate e lasciatevi ammaliare dal profumo che pervade il negozio. Potrete trovare saponi, maschere, bombe da bagno e quanto altro per prendersi cura di sé e con un ampia varietà di prezzo.

2- Se si tratta di amiche invece, un’idea carinissima è quella di fare “Secret Santa”. Ovvero ognuno pescherà casualmente una persona del gruppo alla quale fare un regalo con un budget definito. In questo modo riceverete tutte un pensierino e non dovrete impazzire per cercare qualcosa per ogni persona. In questo caso un’idea possono essere le candele profumate, un paio di slip o un pigiama
.

3- Per zie e parenti vari potreste optare per profumi su misura. Sempre di più, infatti, stanno comparendo in giro per le città piccoli negozi che lasciano, a circa quindici euro, a te l’onore di creare la fragranza che preferisci. Altrimenti, online o in profumeria, pullulano di cofanetti natalizi adorabili
.

4- E per la nonna? Un pensiero originale potrebbe essere raccogliere le varie foto di famiglia e consegnargliele in un album fatto da voi

5- Per le persone a voi più vicine, come può essere un figlio o un fidanzato, invece, a mio parere la cosa migliore è un’esperienza insieme. Un esempio sono le Smartbox, una giornata alle terme, una gita di un giorno in una delle tante e splendide città italiane o un viaggetto di qualche giorno

6- Infine, se si tratta di uomini, potreste pensare ai biglietti per un evento sportivo o, se per esempio sono patiti di saghe come Star Wars, un gadget della stessa saga sarà sicuramente apprezzato.

Maledetto iPhone, perché la batteria si scarica così in fretta? Tre consigli utili

iPhone, iPhone, iPhone. Tutti sanno cos’è un iPhone, in molti ne posseggono o ne hanno posseduto uno.
Quasi tutti, quindi, conosceranno i problemi di batteria che può dare dopo neanche un anno di utilizzo. Quante volte vi si è spento all’improvviso magari con il livello di batteria ancora al 20/30%?

Quante volte l’avete maledetto perché dopo qualche ora l’indicatore di carica era già rosso?
Beh, oggi ho qualche consiglio per tentare (e sottolineo tentare) di far durare la vostra batteria di più. Non sono una scienziata, nè tanto meno una tecnica Apple, quindi questo è semplicemente ciò che in cinque anni con un iPhone a me ha aiutato, chiamiamoli pure rimedi della nonna.

Step numero 1: Innanzitutto disattivare il gps e i servizi di localizzazione. “E se mi serve google maps?” direte voi. Andate in impostazioni e attivate la localizzazione per l’applicazione “mappe” solo mentre è in uso. Così eviterete un consumo esagerato di carica in ogni momento della giornata ed eviterete di doverlo attivare e disattivare dalle impostazioni in continuazione.

Step numero 2: abbassare la luminosità e chiudere le applicazioni aperte. Per quest’ultima operazione basterà premere due volte il tasto centrale e chiudere le app che non utilizzate.

Step 3: passare dal 4G al 3G (impostazioni>cellulare>opzioni dati cellulare>rete dati cellulare> 3G) Internet sarà un po’ più lento ma se il telefono si spegne internet ve lo sognate sia lento che veloce quindi…

Infine, non chiedetemi su quale base scientifica, ho notato che caricando il telefono solo quando arriva al 1% e facendogli fare un ciclo di carica completa (evitando quindi di attaccarlo e staccarlo in continuazione) la batteria a lungo andare si usura meno. Ricordate inoltre che le bassissime temperature fanno spegnere il telefono (ad esempio se lo si tira fuori sulla seggiovia in montagna con -5 gradi molto probabilmente si spegnerà nel giro di qualche minuto).
E se la batteria continua ad essere comunque troppo poco duratura ? Un’ottima soluzione sono le cover con all’interno una batteria supplementare. In sostanza dei power bank dentro la cover. Si possono trovare su Amazon intorno ai 20€.

Ebbene sì: nevica e mia mamma ha pure scoperto il menù della settimana

Oggi mi sono alzata dal letto alle 10.32, non è domenica, lo so, ma non sono andata a scuola e la cosa più bella del non andare a scuola penso sia proprio questa. Ho aperto gli occhi e nevicava. Ho sbloccato il telefono e nevicava ancora di più. Il 70% dei miei amici e contatti, infatti, ha passato il lunedì mattina a documentare questo stranissimo è assolutamente mai visto fenomeno atmosferico, come se fossimo tutti chiusi in una cella senza finestre dall’altra parte del mondo. Il primo pensiero che ho avuto appena sveglia è stato: “ammazzo il criceto al prossimo che posta una foto della neve”.

Voglio dire, non serve che lo scriviate ovunque perché lo capisca. Quindi carissimo amico che posta foto per farmi vedere che c’è la neve, ce l’ho anche io una finestra, sai?
Lasciandomi alle spalle questi momenti di aggiornamento metereologico ho fatto colazione di corsa e ho preso l’autobus per andare a studiare in biblioteca. Eh sì l’autobus. Quello strano mezzo che mia madre pensa sia una discarica con più germi in assoluto, devo dire che non ha tutti i torti, ma non capisce che lo prendono tantissime persone tutti i giorni e, oh mio Dio un miracolo, sono ancora vive! Sull’autobus c’era una simpatica bambina sui tre anni, al momento di scendere le è caduto il ciuccio e puff se lo è rimesso in bocca disinvolta, mia madre avrebbe urlato di orrore.
La mattina si è conclusa al meglio con il tentativo della mamma di cucinare un nuovo piatto ma ehm… diciamo non con ottimi risultati, ma non importa, l’importante è provarci.

Ultimamente ho scoperto un nuovo lato di lei: quello organizzato. Prima di ieri ero io la donna organizzata di casa. Tutto è cambiato quando l’altro giorno sono tornata verso le sei e ho trovato appeso in cucina un menù della settimana con tanto di penna per modificarlo. Colazione, pranzo, cena e addirittura spuntino, tutto già deciso e programmato. Funzionerà?

Madrid: 7 cose utili per i giovani turisti che le guide non dicono

Se c’è un posto dove si incontrano pochissimi italiani, questo è Madrid. Peccato per loro perché si rivela una grande sorpresa. Ecco quindi le 7 cose che le guide non vi dicono e che possono trasformare in meglio un weekend di svago lontani dalla routine.

1 La zona a Sud della Madrid reale (fermata della metro La Latina) che si contraddistingue magicamente dalle vie madrilene (ricche di palazzi grandiosi con terrazzi in ferro battuto) per la sua somiglianza ad un borghetto medievale. Per mangiare un consiglio è “La musa latina” (nella foto in apertura). Si tratta di un locale carino, con un’ottima qualità prezzo e frequentato da gente del posto data la poca popolarità a livello turistico della zona

2 Le bici elettriche fornite dal comune per un giro turistico diverso dal comune o per un pomeriggio rilassante al parque de El Retiro. Per affittarle basterà registrarsi in una delle tante postazioni presenti in giro per la città, vi verrà fornita una card e con questa potrete prendere, restituire e segnalare qualsiasi problema comodamente.

3 Come si può andare in Spagna senza mangiare almeno una volta il famoso Jamon Iberico ? Beh, se volete farlo da veri abitanti del posto, un consiglio è la gastronomia Ferpal (dietro a Plaza Major). Lì potrete scegliere tra una immensa varietà di prosciutti e salami e potrete inoltre acquistare del pane per gustarvi un ottimo panino al prosciutto. Attenzione, però, agli scontrini perché succede che facciano i furbi vedendo turisti stranieri.

Amanti del vintage? La zona di Justicia è quella giusta per voi. In particolare Calle Velarde pullula di negozietti carini (fermata metro Tribunal).
5  Amanti dell’arte, ma senza troppi spicci in tasca? Nessun problema: a Madrid l’ingresso è gratuito ogni giorno (tranne il martedì) dalle 19 alle 21 al Reina Sofia (attenzione a come programmate la vostra visita perché alle 20.45 vi fanno uscire) e al museo Thyssen-Bornemisza ogni Lunedì dalle 12 alle 16. Entrambi meritano una visita!

6 E se dopo i musei vi viene un languorino ? Qualsiasi ora sia El Azul (Calle Fúcar 1 ) propone piatti e spuntini deliziosi in un ambiente che lo è ancora di più a prezzi buoni. E se invece preferite prendere un piatto da mangiarvi in appartamento o albergo di fronte c’è la gastronomia del locale El ciel pronta per voi

7 Infine un tour insolito: la visita guidata alla borsa di Madrid. Ebbene sì: ogni giorno lavorativo, prenotando anticipatamente tramite l’e-mail visitas@grupobme.es la Borsa madrilena aprirà le sue porte per un giro lungo circa 60 minuti.

Tredici giorni a Melbourne, diario della trasferta di una teenager

Bilancio del sabato da una diciassettenne in trasferta a Melbourne? Sono passati tredici giorni (se vogliamo contare anche le circa venti ore di volo) e sono ogni giorno più contenta.

A parte le mie mani che stanno diventando sempre più gialle a forza di mangiare pietanze con burro OVUNQUE e il fatto che mi mancano le insalate enormi che fa il mio papà, il resto non potrebbe andare meglio.

Sono ospitata da una famiglia adorabile: mamma, papà, Jess di quattordici anni ed Alex e Jordan (due pesti iper attive di sette e dodici anni).

Melbourne è uno strano mix di America e Inghilterra: ci sono i grattacieli moderni e in vetro stile New York affiancati da casette e negozietti bassi ed in mattone più in stile inglese.

L’arte è ovunque, davvero ovunque ! Tre quarti dei palazzi ha un tocco di colore, una forma anomala, finestre strane, materiali diversissimi accostati. Il ponte di ingresso per la città è composto da “chicken sticks” (enormi pali Rossi inclinati) e da un “cheese stick” giallo ancora più grande.

Gli australiani? Organizzati. Todd (il mio papà australiano) va al lavoro in bici. Fin qui tutto normale direi… Una volta arrivato, però, l’azienda gli fornisce doccia, acqua calda, shampoo e asciugamani, nonché un garage apposito per la sua fantastica bici da corsa in carbonio o qualche altro materiale super innovativo.

Todd sale poi al diciottesimo piano del grattacielo in cui lavora e pronto per lui ci sono caffè, un cassetto rifornito regolarmente di fazzolettini, salviette e gel igienizzante mani (meglio conosciuta come Amuchina) nonché la vista su tutta la città. In centro, invece, i tram sono completamente gratuiti.

L’ospedale pediatrico contiene all’interno un acquario pieno di pesci particolari apposta per i bimbi ricoverati.
Noi per il resto ce la stiamo spassando: quando non stiamo con la famiglia seguiamo le lezioni, progetti inerenti alla fisica, astronomia, biologia e tanto altro, oppure andiamo in giro a vedere spiagge mitiche, canguri e addirittura pinguini accompagnati da un esilarante guida e il suo piccolo van. Van che, per inciso, qualche ora fa si è piantato nel fango sul ciglio di una stradina di campagna e perciò l’Australia ha avuto l’onore di vedere ventidue studenti italiani (in costume perché avevamo appena fatto il bagno) spingere da dietro un camioncino scassato. Come è finita ? Dopo una quindicina di tentativi ce l’abbiamo fatta e la nostra “scampagnata” può continuare.

Ciao, parto per l’Australia dove mi aspettano 3 nuovi “fratellini” e tante cose

Ottobre è iniziato e ormai nessuno pensa più alla cara vecchia estate nonostante sia finita da neanche un mese. La routine è cominciata, o meglio, la routine dei buoni propositi di inizio anno è cominciata: sveglia un’ora prima per fare tutto con calma, vestiti abbinati non in modo casuale e strampalato, trucco curato… ah e vado a scuola in bici tanto per essere ecologica. In realtà il motivo di fondo iniziale era che non avevo ancora l’abbonamento dell’autobus, poi però ho scoperto che ci metto meno che in macchina e meno che con qualsiasi altro mezzo a mia disposizione, quindi perché no.
L’unica pecca è che mi capita di incontrare per la strada una delle mie professoresse. Per educazione non la supero ai semafori partendo velocissima come faccio di solito. Il problema é che lei va con moooolta calma. Quando ho una sua ora alla prima non si pone il problema, ma quando ho una verifica di matematica e prendere il posto diventa essenziale, allora sì che diventa un ostacolo. Perciò giro in vie un po’ casuali per cercare di seminarla e inizio ad andare ancora più veloce.

Ormai è diventata una gara con me stessa, ogni giorno ci metto meno tempo. Aspettatemi alle Olimpiadi (sempre che non mi investano prima).
La seconda novità è che, beh, la mia routine scolastica durerà ancora poco perché sabato mattina parto per l’Australia… Non starò via tantissimo, due settimane. Mia mamma è più carica di me, mentre mio papà è terrorizzato dalla sola idea che vado nella terra di ragni e serpenti.
Starò in una famiglia che, almeno per email, sembra davvero adorabile! Avrò tre fratelli più piccoli e devo dire sono in un misto di curiosità e timore al pensiero di vivere non più da figlia unica come ho sempre fatto. In realtà sono contentissima di partire, ma non faccio troppo l’entusiasta perché mi dispiace per le persone che rimangono a Bologna sommerse dalle verifiche e dalle interrogazioni che, ovviamente, sono tutte le prossime due settimane.

La città è Melbourne, il progetto è gestito dalla scuola: faremo sia attività scientifiche, sia visite in giro per il paese, sia vita in famiglia (pomeriggio e sera solitamente).
Ansia? Beh, al momento sì, non per partire, ma per la splendida interrogazione su un anno di programma di filosofia che mi attende domani, tanto per darci il buon viaggio.

L’aperitivo del venerdì e le uscite del sabato: mai più adolescenti spiantate, ecco come

La stagione autunnale è iniziata e, tra i mille impegni lavorativi e scolastici, gli aperitivi del venerdì sera e le uscite del sabato diventano linfa vitale per sopravvivere alla routine. L’unico piccolo problema che potrebbe insorgere è solo uno, sempre lui: l’aspetto economico. Perciò mi sono ingegnata e ho pensato a qualche modo (diverso dal banale, semplice, ma non scontato, lavoretto pomeridiano) che sarebbe potuto tornare utile a una semplice studentessa per tirare su qualche euro.

Il primo è fare pulizia dell’armadio: alzi la mano chi non ha paia su paia di pantaloni e magliette estive che non mette ormai più, ma che tiene perché “magari prima o poi…”. Bene, tirate fuori tutti questi capi, fate loro una foto, caricatela sull’applicazione Depop o su Shpock (gratuite sugli App Store), aggiungete una piccola descrizione e un prezzo (basso se volete vendere), e il gioco è fatto! Potrete effettuare scambi a mano nella vostra zona o spedire via corriere espresso.

Il secondo metodo nasce dall’applicazione Ebates. Si tratta di un sito che restituisce parte dei soldi spesi in shopping online quando ordini da uno dei tantissimi negozi virtuali ai quali è associato (spazia da Amazon a Michael Kors a Ebay). Anche in questo caso è facile e fattibile dal divano: basta iscriversi e iniziare a mettere nel carrello ciò di cui avete bisogno (sottolineo “avete bisogno”).

Se invece siete una di quelle persone fissate con il fitness e la dieta, questa modalità fa al caso vostro: scommettete su di voi e guadagnate soldi in base agli obiettivi raggiunti. Una possibilità è il sito Dietbet, un altro Gympact. Si tratta di applicazioni che danno premi in denaro ogni volta che si completa il training prefissato. Se c’è determinazione, si rischia di fare un bel gruzzoletto.

Infine tenete da anni un preistorico IPhone 4s nell’armadio? Siete dei partiti di tecnologia e comprate sempre l’ultimo modello uscito di smartphone (be’, in tal caso si spiegherebbe il vostro bisogno di soldi per fare aperitivo il venerdì)? Bene, nessun problema: Apple monetizza il vostro vecchio dispositivo (che sia un telefono, un computer o un iPad) proponendovi uno sconto sul vostro prossimo acquisto.

Una valida alternativa, altrimenti, è darlo a siti o negozi esterni che li ricondizionano. Ne è esempio iphoneme. Per ultimo c’è il vecchio e caro metodo fai da te della vendita su Ebay o Subito.it, bisogna starci un po’ più dietro per gestirla, ma il guadagno è senza dubbio più alto.

Alto