Ebbene sì: nevica e mia mamma ha pure scoperto il menù della settimana

Oggi mi sono alzata dal letto alle 10.32, non è domenica, lo so, ma non sono andata a scuola e la cosa più bella del non andare a scuola penso sia proprio questa. Ho aperto gli occhi e nevicava. Ho sbloccato il telefono e nevicava ancora di più. Il 70% dei miei amici e contatti, infatti, ha passato il lunedì mattina a documentare questo stranissimo è assolutamente mai visto fenomeno atmosferico, come se fossimo tutti chiusi in una cella senza finestre dall’altra parte del mondo. Il primo pensiero che ho avuto appena sveglia è stato: “ammazzo il criceto al prossimo che posta una foto della neve”.

Voglio dire, non serve che lo scriviate ovunque perché lo capisca. Quindi carissimo amico che posta foto per farmi vedere che c’è la neve, ce l’ho anche io una finestra, sai?
Lasciandomi alle spalle questi momenti di aggiornamento metereologico ho fatto colazione di corsa e ho preso l’autobus per andare a studiare in biblioteca. Eh sì l’autobus. Quello strano mezzo che mia madre pensa sia una discarica con più germi in assoluto, devo dire che non ha tutti i torti, ma non capisce che lo prendono tantissime persone tutti i giorni e, oh mio Dio un miracolo, sono ancora vive! Sull’autobus c’era una simpatica bambina sui tre anni, al momento di scendere le è caduto il ciuccio e puff se lo è rimesso in bocca disinvolta, mia madre avrebbe urlato di orrore.
La mattina si è conclusa al meglio con il tentativo della mamma di cucinare un nuovo piatto ma ehm… diciamo non con ottimi risultati, ma non importa, l’importante è provarci.

Ultimamente ho scoperto un nuovo lato di lei: quello organizzato. Prima di ieri ero io la donna organizzata di casa. Tutto è cambiato quando l’altro giorno sono tornata verso le sei e ho trovato appeso in cucina un menù della settimana con tanto di penna per modificarlo. Colazione, pranzo, cena e addirittura spuntino, tutto già deciso e programmato. Funzionerà?

Madrid: 7 cose utili per i giovani turisti che le guide non dicono

Se c’è un posto dove si incontrano pochissimi italiani, questo è Madrid. Peccato per loro perché si rivela una grande sorpresa. Ecco quindi le 7 cose che le guide non vi dicono e che possono trasformare in meglio un weekend di svago lontani dalla routine.

1 La zona a Sud della Madrid reale (fermata della metro La Latina) che si contraddistingue magicamente dalle vie madrilene (ricche di palazzi grandiosi con terrazzi in ferro battuto) per la sua somiglianza ad un borghetto medievale. Per mangiare un consiglio è “La musa latina” (nella foto in apertura). Si tratta di un locale carino, con un’ottima qualità prezzo e frequentato da gente del posto data la poca popolarità a livello turistico della zona

2 Le bici elettriche fornite dal comune per un giro turistico diverso dal comune o per un pomeriggio rilassante al parque de El Retiro. Per affittarle basterà registrarsi in una delle tante postazioni presenti in giro per la città, vi verrà fornita una card e con questa potrete prendere, restituire e segnalare qualsiasi problema comodamente.

3 Come si può andare in Spagna senza mangiare almeno una volta il famoso Jamon Iberico ? Beh, se volete farlo da veri abitanti del posto, un consiglio è la gastronomia Ferpal (dietro a Plaza Major). Lì potrete scegliere tra una immensa varietà di prosciutti e salami e potrete inoltre acquistare del pane per gustarvi un ottimo panino al prosciutto. Attenzione, però, agli scontrini perché succede che facciano i furbi vedendo turisti stranieri.

Amanti del vintage? La zona di Justicia è quella giusta per voi. In particolare Calle Velarde pullula di negozietti carini (fermata metro Tribunal).
5  Amanti dell’arte, ma senza troppi spicci in tasca? Nessun problema: a Madrid l’ingresso è gratuito ogni giorno (tranne il martedì) dalle 19 alle 21 al Reina Sofia (attenzione a come programmate la vostra visita perché alle 20.45 vi fanno uscire) e al museo Thyssen-Bornemisza ogni Lunedì dalle 12 alle 16. Entrambi meritano una visita!

6 E se dopo i musei vi viene un languorino ? Qualsiasi ora sia El Azul (Calle Fúcar 1 ) propone piatti e spuntini deliziosi in un ambiente che lo è ancora di più a prezzi buoni. E se invece preferite prendere un piatto da mangiarvi in appartamento o albergo di fronte c’è la gastronomia del locale El ciel pronta per voi

7 Infine un tour insolito: la visita guidata alla borsa di Madrid. Ebbene sì: ogni giorno lavorativo, prenotando anticipatamente tramite l’e-mail visitas@grupobme.es la Borsa madrilena aprirà le sue porte per un giro lungo circa 60 minuti.

Tredici giorni a Melbourne, diario della trasferta di una teenager

Bilancio del sabato da una diciassettenne in trasferta a Melbourne? Sono passati tredici giorni (se vogliamo contare anche le circa venti ore di volo) e sono ogni giorno più contenta.

A parte le mie mani che stanno diventando sempre più gialle a forza di mangiare pietanze con burro OVUNQUE e il fatto che mi mancano le insalate enormi che fa il mio papà, il resto non potrebbe andare meglio.

Sono ospitata da una famiglia adorabile: mamma, papà, Jess di quattordici anni ed Alex e Jordan (due pesti iper attive di sette e dodici anni).

Melbourne è uno strano mix di America e Inghilterra: ci sono i grattacieli moderni e in vetro stile New York affiancati da casette e negozietti bassi ed in mattone più in stile inglese.

L’arte è ovunque, davvero ovunque ! Tre quarti dei palazzi ha un tocco di colore, una forma anomala, finestre strane, materiali diversissimi accostati. Il ponte di ingresso per la città è composto da “chicken sticks” (enormi pali Rossi inclinati) e da un “cheese stick” giallo ancora più grande.

Gli australiani? Organizzati. Todd (il mio papà australiano) va al lavoro in bici. Fin qui tutto normale direi… Una volta arrivato, però, l’azienda gli fornisce doccia, acqua calda, shampoo e asciugamani, nonché un garage apposito per la sua fantastica bici da corsa in carbonio o qualche altro materiale super innovativo.

Todd sale poi al diciottesimo piano del grattacielo in cui lavora e pronto per lui ci sono caffè, un cassetto rifornito regolarmente di fazzolettini, salviette e gel igienizzante mani (meglio conosciuta come Amuchina) nonché la vista su tutta la città. In centro, invece, i tram sono completamente gratuiti.

L’ospedale pediatrico contiene all’interno un acquario pieno di pesci particolari apposta per i bimbi ricoverati.
Noi per il resto ce la stiamo spassando: quando non stiamo con la famiglia seguiamo le lezioni, progetti inerenti alla fisica, astronomia, biologia e tanto altro, oppure andiamo in giro a vedere spiagge mitiche, canguri e addirittura pinguini accompagnati da un esilarante guida e il suo piccolo van. Van che, per inciso, qualche ora fa si è piantato nel fango sul ciglio di una stradina di campagna e perciò l’Australia ha avuto l’onore di vedere ventidue studenti italiani (in costume perché avevamo appena fatto il bagno) spingere da dietro un camioncino scassato. Come è finita ? Dopo una quindicina di tentativi ce l’abbiamo fatta e la nostra “scampagnata” può continuare.

Ciao, parto per l’Australia dove mi aspettano 3 nuovi “fratellini” e tante cose

Ottobre è iniziato e ormai nessuno pensa più alla cara vecchia estate nonostante sia finita da neanche un mese. La routine è cominciata, o meglio, la routine dei buoni propositi di inizio anno è cominciata: sveglia un’ora prima per fare tutto con calma, vestiti abbinati non in modo casuale e strampalato, trucco curato… ah e vado a scuola in bici tanto per essere ecologica. In realtà il motivo di fondo iniziale era che non avevo ancora l’abbonamento dell’autobus, poi però ho scoperto che ci metto meno che in macchina e meno che con qualsiasi altro mezzo a mia disposizione, quindi perché no.
L’unica pecca è che mi capita di incontrare per la strada una delle mie professoresse. Per educazione non la supero ai semafori partendo velocissima come faccio di solito. Il problema é che lei va con moooolta calma. Quando ho una sua ora alla prima non si pone il problema, ma quando ho una verifica di matematica e prendere il posto diventa essenziale, allora sì che diventa un ostacolo. Perciò giro in vie un po’ casuali per cercare di seminarla e inizio ad andare ancora più veloce.

Ormai è diventata una gara con me stessa, ogni giorno ci metto meno tempo. Aspettatemi alle Olimpiadi (sempre che non mi investano prima).
La seconda novità è che, beh, la mia routine scolastica durerà ancora poco perché sabato mattina parto per l’Australia… Non starò via tantissimo, due settimane. Mia mamma è più carica di me, mentre mio papà è terrorizzato dalla sola idea che vado nella terra di ragni e serpenti.
Starò in una famiglia che, almeno per email, sembra davvero adorabile! Avrò tre fratelli più piccoli e devo dire sono in un misto di curiosità e timore al pensiero di vivere non più da figlia unica come ho sempre fatto. In realtà sono contentissima di partire, ma non faccio troppo l’entusiasta perché mi dispiace per le persone che rimangono a Bologna sommerse dalle verifiche e dalle interrogazioni che, ovviamente, sono tutte le prossime due settimane.

La città è Melbourne, il progetto è gestito dalla scuola: faremo sia attività scientifiche, sia visite in giro per il paese, sia vita in famiglia (pomeriggio e sera solitamente).
Ansia? Beh, al momento sì, non per partire, ma per la splendida interrogazione su un anno di programma di filosofia che mi attende domani, tanto per darci il buon viaggio.

L’aperitivo del venerdì e le uscite del sabato: mai più adolescenti spiantate, ecco come

La stagione autunnale è iniziata e, tra i mille impegni lavorativi e scolastici, gli aperitivi del venerdì sera e le uscite del sabato diventano linfa vitale per sopravvivere alla routine. L’unico piccolo problema che potrebbe insorgere è solo uno, sempre lui: l’aspetto economico. Perciò mi sono ingegnata e ho pensato a qualche modo (diverso dal banale, semplice, ma non scontato, lavoretto pomeridiano) che sarebbe potuto tornare utile a una semplice studentessa per tirare su qualche euro.

Il primo è fare pulizia dell’armadio: alzi la mano chi non ha paia su paia di pantaloni e magliette estive che non mette ormai più, ma che tiene perché “magari prima o poi…”. Bene, tirate fuori tutti questi capi, fate loro una foto, caricatela sull’applicazione Depop o su Shpock (gratuite sugli App Store), aggiungete una piccola descrizione e un prezzo (basso se volete vendere), e il gioco è fatto! Potrete effettuare scambi a mano nella vostra zona o spedire via corriere espresso.

Il secondo metodo nasce dall’applicazione Ebates. Si tratta di un sito che restituisce parte dei soldi spesi in shopping online quando ordini da uno dei tantissimi negozi virtuali ai quali è associato (spazia da Amazon a Michael Kors a Ebay). Anche in questo caso è facile e fattibile dal divano: basta iscriversi e iniziare a mettere nel carrello ciò di cui avete bisogno (sottolineo “avete bisogno”).

Se invece siete una di quelle persone fissate con il fitness e la dieta, questa modalità fa al caso vostro: scommettete su di voi e guadagnate soldi in base agli obiettivi raggiunti. Una possibilità è il sito Dietbet, un altro Gympact. Si tratta di applicazioni che danno premi in denaro ogni volta che si completa il training prefissato. Se c’è determinazione, si rischia di fare un bel gruzzoletto.

Infine tenete da anni un preistorico IPhone 4s nell’armadio? Siete dei partiti di tecnologia e comprate sempre l’ultimo modello uscito di smartphone (be’, in tal caso si spiegherebbe il vostro bisogno di soldi per fare aperitivo il venerdì)? Bene, nessun problema: Apple monetizza il vostro vecchio dispositivo (che sia un telefono, un computer o un iPad) proponendovi uno sconto sul vostro prossimo acquisto.

Una valida alternativa, altrimenti, è darlo a siti o negozi esterni che li ricondizionano. Ne è esempio iphoneme. Per ultimo c’è il vecchio e caro metodo fai da te della vendita su Ebay o Subito.it, bisogna starci un po’ più dietro per gestirla, ma il guadagno è senza dubbio più alto.

15 milioni di italiani col mal di schiena (ma la ginnastica posturale può molto)

“Quindici milioni di italiani soffrono di mal di schiena”. Lo dicono gli specialisti del campo (Gruppo Italiano Scoliosi), ed è una statistica incontrovertibile. Considerando che in Italia siamo all’incirca 60 milioni, vuol dire che il 25% della nostra popolazione soffre di questi tipi di dolori. Un numero elevatissimo di queste persone combatte e non riesce a “sconfiggere” fastidi continui e invalidanti.

Un buon metodo per cercare di combattere e superare le algie della colonna è sottoporsi a corsi di ginnastica posturale.

Cos’è la posturale?

La ginnastica posturale è un metodo fondato sulle più innovative analisi di teoria e metodologia dell’allenamento, fisiologia applicata al movimento umano e biomeccanica. I problemi della postura, i dolori, gli indolenzimenti sono sempre esistiti.

Nella società moderna però sono andati aggravandosi, tanto da diventare un vero e proprio limite. Il protrarsi di posizioni “sbagliate”, di posture ingiuste e l’aumentata abitudine nel praticare attività particolarmente sedentarie ha incrementato questi nodi.

Fondamentale, per un giusto inizio della pratica posturale, è capire la causa dei dolori che si andranno a cercare di eliminare o contenere: si sta molto in piedi, molto seduti, si portano borse, tacchi, scarpe basse, si praticano sport con molto contatto o particolarmente dispendiosi…

Grazie agli studi svolti negli ultimi 20 anni è ormai evidente che i problemi legati a cervicalgia, lombalgia, sciatalgia, tendinite derivano da una postura scorretta.

La ginnastica posturale si incentra su posizioni che assumiamo giornalmente, associate ai dolori che altrettanto quotidianamente si ripresentano.

La posturale per prevenire i dolori

L’errore più comune che si commette è, però, tanto evidente quanto stupidamente incorreggibile: non preveniamo mai, ma curiamo molto.

La prevenzione è l’ultimo dei pensieri degli italiani, tanto che la ginnastica posturale, a scopo non terapeutico, è praticamente inutilizzata.

Questo porta molto spesso a dover intervenire sui pazienti in condizioni di dolori esagerati o con enormi limiti di mobilità. La ginnastica posturale invece andrebbe utilizzata principalmente per evitare dolori e fastidi che soprattutto in particolari soggetti tendono a presentarsi in maniera ineluttabile.

È stato provato che soggetti che si allenano durante l’arco della vita e che sviluppano in maniera corretta i muscoli della schiena, delle spalle, e gli addominali difficilmente presentano problemi legati alla postura.

Rivolgersi a terapeuti e professionisti

Ormai su internet è facile trovare ogni tipo di rimedio a qualsiasi tipo di problema. Il più grande errore che si può commettere è cominciare ad incamminarsi per una strada che non si conosce: si rischierebbe di fare più danni rispetto al non fare nulla.

È fondamentale ricordare che per praticare in maniera corretta la ginnastica posturale sono necessarie specifiche conoscenze di fisiologia e anatomia. Per questo è bene rivolgersi a terapeuti o ad allenatori qualificati,che sappiano indicarvi i migliori esercizi e le modalità di svolgimento. Anche per chi non vuole effettuare un intero corso in palestra è opportuno rivolgersi a un trainer che vi faccia percepire il vostro corpo nella maniera ottimale.

Impegno, fatica e dedizione

Al contrario di quanto si possa immaginare, osservando esercizi dal vivo o in video, la ginnastica posturale non è una passeggiata. Una seduta di mezz’ora è molto dispendiosa e performante se ben effettuata! Questa attività richiede quindi, come qualsiasi altro tipo di “sport”, dedizione, impegno e sacrificio per poter raggiungere risultati ottimali. Approcciarsi a questa ginnastica è quindi, soprattutto in via preventiva, altamente consigliato. Altrimenti i dolori alla schiena, al collo o alle spalle saranno sempre presenti. Poi non dite che non ve l’avevo detto…

Fuga per chiudere l’estate prima di tornare a scuola: le 5 chicche per cui voto per la Sicilia

Vi siete appena svegliati delusi rendendovi conto che la spiaggia caraibica in cui stavate passeggiando era solo un sogno? Avreste voglia di mare, ma è settembre e credete che ormai sia troppo tardi? Be’, magari programmare un weekend nei mari tropicali a nove ore di aereo è un po’ infattibile, ma vi siete mai resi davvero conto di quante bellezze ci sono qui in Italia, dietro casa (o quasi)? Inutile dire che la Sicilia è assolutamente una di queste e, ulteriore lato positivo, settembre è il periodo ideale per una visita fatta non solo di bagni in mare e pomeriggi a prendere il sole. Troverete infatti meno turisti, meno afa, temperature perfette sia per girare le città, sia per un tuffo.

Ecco qui quindi 5 chicche per un giro nella Sicilia Occidentale tra Palermo, Trapani e Agrigento.

  • 1. Sicilia è sinonimo di buona cucina e tra le tante delizie tipiche di questa terra c’è indubbiamente la granita. La più buona tra le tante provate è, a mio parere, a Porto Empedocle nella caffetteria Azzurra, nel centro storico. Oltre alla granita anche i cannoli sono veramente deliziosi.
  • 2. Voglia di terme senza spendere un soldo? Le acque sulfuree di Segesta fanno per voi: lungo il corso del fiume, infatti, la natura offre vasche naturali di acqua di ogni temperatura. Si passa dai 47 gradi, ai 41, alla possibilità di fare bagni della esatta temperatura corporea (insomma ce ne è per tutte le stagioni). Inoltre i fanghi sulfurei sono perfetti per una maschera al viso 100% naturale. Unica pecca? Un po’ difficili da trovare e forse per questo poco frequentate da turisti. Sono esattamente sotto lo stabilimento termale a pagamento di Segesta.
  • 3. Dopo le terme vale la pena di fermarsi a visitare il parco archeologico Segestano e, perché no, assistere a uno spettacolo teatrale nell’ anfiteatro greco durante il tramonto.
  • 4. Mazara del Vallo, a sud di Trapani, vale una visita. Cittadina incantevole, abbellita dai locali grazie a ceramiche decorate con pitture o aneddoti sul paese, nonché ricca di indicazioni per percorsi “turistici” tra le viuzze di questa piccola meraviglia. La sera, invece, una visita a Marsala calza a pennello, soprattutto perché poco distante si trova il ristorante Le Lumie. Ottima qualità prezzo e consigliato con una chioccolina sulla guida Slow Food.
  • 5. Agrigento ovviamente non può mancare di una visita. Oltre alla valle dei templi (incantevole e ben gestita), vale la pena fare un salto alla scala dei turchi. Meraviglioso tratto di costa, contraddistinto da una scogliera bianchissima che si tuffa nel mare dai colori caraibici. Dall’alto della scogliera, dove passa la strada, il panorama è bellissimo ma scendendo e guardandolo da vicino non si può non rimanere a bocca aperta.

Vacanze di fine stagione: qualche trucco per una perfetta valigia tardo-estiva

È ormai la fine di agosto, il che significa che l’estate è quasi alla fine – lo so, non riesco ancora a crederci nemmeno io. È stato un attimo, ma seriamente, quest’anno, tutto, è volato. Comunque, spero che voi stiate programmando qualche vacanza last minute per godervi gli ultimi giorni di tempo meraviglioso.

Io lo sto facendo e infatti questa mattina mi sono svegliata nelle bellissime Cinque Terre, in Liguria. Sono qui con la mia famiglia e ci stiamo ricaricando prima che tutta la vita frenetica e ansiosa dovuta a scuola, lavoro e routine ricominci.

Ho deciso di mostrarvi cosa ho messo in valigia per questa vacanza e approfittarne per darvi alcuni consigli per le vostre valige tardo-estive. Per me dover preparare i bagagli è sempre moooolto stressante, ma nel tempo ho imparato qualche trucchetto per sbrigarmela più in fretta e spero risulterà utile anche a voi.

Giocate con gli accessori

La chiave per tirare fuori da semplici abiti un look elegante durante una vacanza al mare è portare in valigia diversi accessori. Assicuratevi di avere sempre con voi una borsetta neutra arricchita da un dettaglio particolare per le serate e una borsa da mare, più grande, per andare in spiaggia o in piscina.

Potrebbe capitare che indossiate lo stesso top o gli stessi pantaloncini più di una volta, ma cambiando collana o anche semplicemente orecchini (un esempio potrebbero essere delle anelle argentate un po’ più grandi e vistose del solito) nessuno si accorgerà di nulla.

Portatevi dietro capi versatili

Decidere cosa mettere in valigia partendo da outfit pre-impostati è sempre un’ottima idea, ed è ciò che consiglio, ma ahimè non si possono portare venti completi per le mille cose che avete in programma di fare durante la vostra vacanza al mare. Perciò inserire alcuni capi estremamente versatili può diventare la carta vincente. Per esempio non dimenticate un paio di jeans lunghi, un top bianco, una camicetta e pantaloncini neutri adatti a giorno e sera.

Prendete una palette componibile

Trucchi? Non sono un problema. Anziché riempire trousse enormi di palette di cui vi piace un ombretto su dieci, componete voi la vostra e aggiungete ombretti colorati, nude, più chiari per illuminare, scuri per il contouring, rosei da mettere sulle guance e uno adatto a disegnare le sopracciglia. Aggiungete poi mascara, correttore e fondotinta e siete a posto per tutta la vacanza.

Ultimo consiglio: fatevi una lista di cose essenziali da portare via e salvatela in modo che possa tornare utile anche per il prossimo viaggio. Ecco la mia:

  • 2 vestitini neutri
  • 2 vestitini a motivo floreale
  • 1 paio di denim shorts
  • 1 paio di jeans
  • 2 top neutri
  • 1 paio di pantaloni neutri
  • 1 gonna
  • 2 costumi interi
  • 2 bikini
  • 1 borsa da spiaggia
  • 1 borsa da sera
  • 1 paio di tacchi
  • 1 paio di sneakers
  • 2 paia di sandali
  • 1 tutina intera
  • 1 cappello
  • 1 vestito bianco
  • 2 paia di occhiali da sole
  • 3 paia di orecchini
  • 2 collane
  • 2 bracciali
  • 2 anelli
  • intimo
  • infradito
  • 1 cardigan-giacca neutri
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