Referendum, Sabrina Ferilli: “Vado a votare e voto sì”

Sabrina Ferilli, intervistata da Marco Travaglio, direttore de Il Fatto quotidiano, nel numero del giornale oggi in edicola non ha problemi a dichiarare che va a votare e a dire perché vota Sì. Ecco il testo dell’intervista, pubblicata su carta da Il Fatto e rilanciata on line da Dagospia.

 

L’intervista di Marco Travaglio

Sabrina Ferilli, oggi che fa: vota?


E certo, come sempre. Il voto è troppo prezioso per lasciarlo agli altri. O per svilirlo con l’ astensione.

Vota Sì o vota No?
Voto Sì, convintamente. Sia per il merito della questione. Sia perché chi vota dà fastidio a quasi tutti i governi.

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Non sa che, se si supera il quorum e vince il Sì, 11 mila persone rischiano di restare disoccupate anche per colpa sua?


L’hanno detto Renzi e la Boschi. A parte il fatto che, se così fosse, dovrebbero invitare a votare No, e non a non votare, questi raccontano fregnacce. E io non ci casco. Mi sono documentata, come spero tutti: i posti in ballo non sono 11 mila, ma molti meno; e poi le concessioni per trivellare vicino alla costa restano valide fino alla scadenza, che non è domani, ma in quasi tutti i casi tra 15 anni. Quindi c’ è tutto il tempo per impiegare i lavoratori nello smantellamento e nella riconversione degli impianti, e poi per ricollocarli in attività meno pericolose e inquinanti.


Tipo?

Le energie più pulite e più moderne. Ma le pare possibile che mentre tutti i grandi della terra, dal Papa a Obama, insistono sulla difesa della natura, sulla green economy e sulle energie rinnovabili, e mentre tutti i vertici mondiali si impegnano a ridurre le emissioni inquinanti, noi stiamo ancora qui a programmare il nostro futuro sui carburanti fossili? E poi l’ Italia è una penisola immersa nel mare: tutti i posti di lavoro che si perdono o non si creano nel turismo e nella pesca per colpa delle piattaforme petrolifere, chi li conta?


Il ricatto dell’ occupazione a rischio fa comunque breccia, soprattutto nel popolo della sinistra.


Ma è una sciocchezza! E poi, scusi, ma non ci sono solo i posti di lavoro. Ci sono anche la salute e l’ ambiente, valori altrettanto tutelati dalla nostra Costituzione.
 Altrimenti, siccome certi Paesi dell’ America Latina e dell’ Asia campano sulla coltivazione, la raffinazione e il commercio della coca, che facciamo? Non combattiamo il narcotraffico perché troppa gente ci campa? Ma andiamo, che discorso è? Invece di dirci di non votare, i politici pensino a creare o a favorire posti di lavoro più puliti e meno inquinanti: li paghiamo per quello.


Molti oggi non andranno a votare perché danno per scontato che non si raggiungerà il quorum.

Lo so che il quorum è difficile, perché il governo e il Pd fanno campagna per l’ astensione e l’ informazione, soprattutto in tv, è scarsissima. Così molta gente pensa che stavolta la questione sia complicata, incomprensibile, per addetti ai lavori. Ma non votare perché non si farà il quorum è una contraddizione: per fare il quorum bisogna votare.

Come nel 2011, al referendum per l’ acqua pubblica, contro il nucleare e il “legittimo impedimento”: tutti dicevano “tanto non si fa il quorum” e poi, sorpresa, il quorum si fece eccome.

 

Che impressione le fa, da donna di sinistra ed elettrice del Pd, vedere il premier e segretario del suo partito che si dice “di sinistra” e il presidente emerito della Repubblica, l’ ex comunista Napolitano, fare campagna per l’ astensione?

Un misto di tristezza e rabbia. Istigare all’ astensione, tanto più in un momento di così grande crisi dei valori e della democrazia, è da irresponsabili. Era dai tempi di Berlusconi che non mi sentivo così estranea, distante e distaccata da un governo. E pensare che questo dovrebbe essere il governo mio, del partito che ho votato anch’ io! Guardi un po’ cosa mi doveva capitare. Ma non credo di essere la sola, a provare questa estraneità.

 

L’inchiesta di Potenza l’ ha colpita?

E certo. Un motivo in più per non stare a casa. Con tutto quel che è venuto fuori dalle intercettazioni sui rapporti fra le grandi compagnie italiane e straniere e tanti politici locali e nazionali, che deve ancora succedere perché il popolo si dia una svegliata?

Lei ha sempre votato?

Sempre. Mai perso un’ elezione o un referendum. A casa mia mi hanno insegnato così, e ne sono fiera. Quorum o non quorum, io sto dalla parte mia. Non mi faccio dire cosa devo fare da chi comanda. E voglio essere a posto con la mia coscienza. Questo referendum è una grande occasione per dare un segnale di cambiamento e per far capire a chi non ci sente che noi cittadini ci siamo, non mandiamo il cervello all’ ammasso, vogliamo contare. E io la colgo al volo.

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