Archivi tag: censura

I Bastardi di Pizzofalcone stracciano L’Isola dei Famosi: lo share vola al 26,8%

I Bastardi di Pizzofalcone stracciano L’Isola dei Famosi: lo share vola al 26,8%

Chiusura con un lusinghiero 26,8% di share. È il dato registrato dalla fiction I Bastardi di Pizzofalcone, la cui ultima puntata è stata seguita da 6.948.000 spettatori. Stracciata così l’Isola dei famosi su Canale 5 che si è fermata al 18,9% (3.780.000 spettatori). Lo share delle altre trasmissioni Le altre trasmissioni del prime time di

Dario Fo bandito dalla Turchia, il premio Nobel: “Veto pesante, è censura”

“C’è una strana notizia sui giornali. Un veto duro e pesante, imposto dai dirigenti turchi, per cui tutti gli autori di teatro stranieri saranno vietati: in particolare Shakespeare, Brecht, Checov e poi un certo Dario Fo. È un grande onore essere censurati insieme a questi grossi personaggi. Un altro premio Nobel, ha detto qualcuno, dovresti

Integratore contro la cistite, sanzionata la pubblicità: “Ambigua e illusoria”

Censura da parte del presidente del comitato di controllo dello Iap (Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) per l’inserzione pubblicitaria dell’integratore alimentare NoCist che, nella versione pubblicata lo scorso 14 luglio sul settimanale Donna Moderna prometteva, assumendo il prodotto: “Non ci pensi più” alla cistite” (nella foto sotto). Come racconta il FattoAlimentare.it, l’inserzione è risultata “fortemente ambigua e

Much loved: da oggi al cinema le marocchine scandalose (il trailer)

Noha, Soukaina, Randa e Halima sono marocchine e hanno deciso di riscattare la loro voglia di vivere vendendo il proprio corpo. Con il denaro che guadagnano, vogliono prendersi cura di sé, ma provvedere anche alle famiglie – parenti in miseria, figli piccoli, fidanzati tossicodipendenti – consentendo loro una vita dignitosa. E così facendo sfidano la

“Bimba come oggetto sessuale”: l’Authority inglese blocca lo spot di Prada

Quella foto in Italia non è mai stata pubblicata. Ma nel Regno Unito è finita nel mirino dell’Advertising Standards Authority (Asa) , il Garante per la pubblicità, che accusa il marchio italiano di avere “trasformato una bambina in un oggetto sessuale”. Nel mirino Prada, o meglio Miu Miu, la grande casa di moda del gruppo,

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