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Aringhe, sardine e burro: la vitamina D rafforza i muscoli delle bambine

Aringhe, sardine e burro: la vitamina D rafforza i muscoli delle bambine

Avere alti livelli di vitamina D, che in natura si trova in alcuni tipi di pesce (in particolare aringhe o sardine) ma anche nel burro o nelle uova, rafforza i muscoli delle bambine, ma non quelli dei bambini. È questo il singolare risultato di uno studio dell’Università della Danimarca meridionale, recentemente pubblicato sul Journal of

SENZA BURRO: la Francia fa i conti con una crisi mai vista (video)

Cercasi burro disperatamente. Sono ridotti così i francesi da quando il burro, alimento principe della cucina d’Oltralpe, ha cominciato a scarseggiare sugli scaffali dei supermercati. Una crisi mai vista prima e che sta davvero diventando un’emergenza nazionale, con tanto di interventi di ministri e autorità varie. In Francia è una questione molto seria Il burro

Il burro costa il doppio, ma la produzione cresce per la crisi dell’olio di palma

Buone notizie per i produttori, ma non allo stesso modo per i consumatori. Il prezzo del burro in Italia è raddoppiato in un solo anno (+113%) per l’aumento della domanda dovuta al riconoscimento di proprietà salutistiche, soprattutto in alternativa a grassi come l’olio di palma che un numero crescente di grandi gruppi industriali sta abbandonando.

Roma: caramelle e burro scaduti da un anno, chiuso negozio del centro

Negozio sequestrato a Roma perché vendeva caramelle, dolciumi e panetti di burro scaduti da oltre un anno. È accaduto a valle di un blitz degli agenti del gruppo sicurezza pubblica emergenziale del corpo di polizia di Roma Capitale in un esercizio commerciale etnico che si trova in Corso Vittorio Emanuele II. Prezzi per nascondere date

Grassi saturi: “Formaggio, burro e panna non provocano danni alla salute”

Formaggio, burro e panna, spesso considerati una causa di malattie cardiache, non per forza sono dannosi a causa dei grassi saturi, ma sono portare a benefici se si limitano i carboidrati. Questo perché non c’è il rischio di un aumento del colesterolo cattivo, secondo quando ha verificato uno studio dell’università di Bergen, pubblicato sull’American Journal

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