Nasce il 4° gruppo al mondo dalle nozze tra Fca e Psa

La conferma ufficiale è arrivata: il matrimonio tra Fca (ex Fiat) e Psa (Peugeot e Citroen) per creare un nuovo colosso mondiale dell’auto è allo studio.

Anzi, secondo il Wall Street Journal, il primo ad annunciare l’operazione, il via libera è già arrivato e i governi americano e francese sono stati informati.

L’annuncio è atteso per domani, venerdì 1° novembre.

I dettagli ricalcano il mancato accordo con la Renault

I consigli di amministrazione delle due società sono stati tenuti in preallerta tutta la giornata di ieri. L’operazione, come si è visto subito, piace ai mercati.

Molti dettagli dell’operazione, che porterà alla nascita del quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute, sono noti e somigliano a quelli del progetto poi saltato con Renault.

Una società paritetica

La nuova società dovrebbe essere paritetica (50% Fca e 50% Psa), guidata da Carlos Tavares, amministratore delegato e John Elkann (nella foto sopra), presidente.

E secondo il Wall street journal Psa dovrebbe avere sei posti in cda, Fca cinque. Fca starebbe valutando 5 miliardi di euro di dividendi straordinari, mentre la società francese – che tra suoi advisor ha Mediobanca – potrebbe decidere per lo spin off o la vendita del 46% nella società di componentistica Faurecia.

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione di Fca e Psa, se si raggiungerà l’accordo, sarà il quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute, alle spalle di Gm, Volkswagen e l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.

Oltre 400.000 i dipendenti. Il fatturato sfiorerà i 200 miliardi di euro.

 

Questi sono i numeri dei due gruppi (fonte Agenzia Ansa)

 

 

FCA
– MARCHI: Sono dieci: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram e Maserati
– STABILIMENTI: 102 – DIPENDENTI: 199.000 – FATTURATO: 110 miliardi di euro nel 2018
– AUTO VENDUTE: 4,8 milioni

PSA
– MARCHI. Sono cinque: Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall –

-STABILIMENTI: 45 (assemblaggio e componentistica)
– DIPENDENTI: 211.000 (68.000 in Francia)
– FATTURATO: 74 miliardi di euro nel 2018 (+18,9% sul 2017)
– AUTO VENDUTE: 3,9 milioni (il 90% in Europa).

 

 

Il via libera alla fusione datato 30 ottobre

Via libera alla fusione fra Fca e PsaLo riporta il Wall Street Journal, citando alcune sue fonti, secondo le quali John Elkann sarà il presidente della nuova società mentre Carlos Tavares l’amministratore delegato.

Il consiglio di amministrazione di Psa ha approvato la fusione e quello di Fca è in programma – riporta il Wall Street Journal – in serata.

Psa dovrebbe avere sei posti nel consiglio di amministrazione nella società che nascerà dall’accordo con Fca. Secondo quanto riporta il giornale la fusione fra le due società è stata approvata. A Fca dovrebbero andare cinque posti.

Una svolta nel mercato delle auto

 

Forse c’è una svolta nel vasto mondo dell’industria automobilistica. Dopo qualche mese di silenzio, tornano le voci di un matrimonio per Fiat Chrysler Automobiles. Ancora in Francia. Questa volta, però, il possibile partner è Peugeot-Citroen (Psa).

A ipotizzare una fusione, dalla quale potrebbe nascere un gigante automobilistico da 50 miliardi di dollari (circa 45 miliardi di euro), è una fonte molto autorevole, come il Wall Street Journal.

Secondo il quotidiano americano la discussione è in corso e la fusione non è l’unica opzione sul tappeto.

L’amministratore delegato di Peugeot, Carlos Tavares, diventerebbe ceo della nuova società, mentre il presidente di Fca, John Elkann, manterrebbe la carica attuale. Non solo voci, visto che già nel pomeriggio è convocato il consiglio di amministrazione di Psa in via straordinaria proprio per esaminare il progetto.

Risposta positiva del mercato americano: il titolo del gruppo guidato da Mike Manley vola a Wall Street con un balzo del 7,48%.

 

Il tentativo fallito con la Renault

In questo modo, torna a sorpresa l’ipotesi di un accordo in terra francese, dove Elkann, numero uno anche della holding Exor, aveva lanciato a maggio un’offerta per fondersi con la grande rivale di Peugeot, Renault.

Il tentativo naufragò per le resistenze dei giapponesi di Nissan, partner di Renault, ma soprattutto del mancato sostegno all’operazione del governo francese, azionista della Renault.

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