Vacanze all’estero? L’esperta: “Evitate i rischi, ecco i vaccini a cui sottoporsi”

Gli italiani, secondo le ultime statistiche, riprendono a poco a poco a fare progetti per le vacanze estive. E sono molti quelli che scelgono mete esotiche, magari con un last minute. Ma quale profilassi vaccinale sarebbe bene avere prima di partire per questi luoghi? E quanto tempo prima bisognerebbe pensarci? “Le vaccinazioni raccomandate sono diverse a seconda del tipo di viaggio, più o meno avventuroso, del periodo di permanenza, delle condizioni di salute personali”, sottolinea la professoressa Antonella Castagna (nella foto sotto), infettivologa dell’Irccs Ospedale San Raffaele Turro di Milano.

Profilassi più frequenti

“Tra le più frequenti”, continua l’esperta, “sono la vaccinazione per l’epatite A e per l’epatite B e quella per il tifo, oltre ad altre specifiche a seconda del Paese in cui si è diretti. L’anti-febbre gialla, per esempio, è raccomandata a tutti i viaggiatori che hanno come meta i Paesi dell’Africa centrale, occidentale e orientale e del Sud America, in cui la malattia è endemica. E un altro capitolo importante è quello della profilassi antimalarica, dato che anche la malaria è una patologia ancora diffusa a livello endemico in molti Paesi dell’Africa e del Sud Est Asiatico”.

I tempi ideali

Pensarci un mese e mezzo, due mesi prima della partenza è l’ideale: “Nei mesi estivi gli ambulatori in cui si effettuano i vaccini sono sovraffollati”, osserva l’esperta. “Muovendosi per tempo si avrà la garanzia di riuscire a fare la vaccinazione in tempo debito, gestendo il tutto senza inutili corse”.

In risposta agli scettici

Molti sostengono che è inutile sottoporsi alla profilassi vaccinale dato che il rischio di contrarre patologie è comunque molto basso, se si viaggia con un po’ di buon senso. “Il rischio è basso, è vero, ma è comunque presente”, commenta la professoressa Castagna. “Oltretutto, non sempre è possibile sapere quali sono le risorse sanitarie del Paese in cui si è diretti. Vale quindi la pena considerare che quella che può sembrare al momento una piccola ‘noia’ in realtà è un gesto importante al fine di assicurarci una vacanza tranquilla e piacevole, senza fastidi inutili come la ricerca affannosa e urgente di una terapia antibiotica una volta sul posto…”

Partenze last minute

E chi parte con un last minute? “In questo caso, ovviamente, il tempo necessario per una profilassi adeguata manca”, osserva la specialista. “Il suggerimento è comunque quello di informarsi adeguatamente sul tipo di vaccinazioni richieste per quel tipo di viaggio. In alcuni Paesi, per esempio, la vaccinazione contro la febbre gialla deve obbligatoriamente essere attestata da un certificato valido, anche solo per il transito aeroportuale. Si rischia quindi di andare incontro a spiacevoli sorprese”.

Troppi ceppi?

E che cosa dire a chi si lamenta che le vaccinazioni da effettuare sono “troppe”? “Oggi il viaggio fa parte della nostra vita, molto più frequentemente di un tempo”, afferma la professoressa Castagna. “È bene tenere presente che le varie vaccinazioni assicurano una copertura piuttosto lunga. La anti-tifica, per esempio, dura 3-5 anni. Quella per la febbre gialla si effettua addirittura una sola volta nella vita. Non è che ad ogni viaggio sarà necessario ripeterle. Vaccinarsi significa assicurarsi una protezione nel tempo, in una prospettiva di tranquillità e sicurezza”.

Il kit da portare con sé

Un’ultima domanda: quale kit di medicinali è bene avere con sé in viaggio? “Direi che un antiinfiammatorio, un antistaminico e un antinausea possono essere i farmaci base per affrontare eventuali inconvenienti”, dice la professoressa. “Se il viaggio è abbastanza lungo, anche un antibiotico ad ampio spettro può essere utile”.

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