Lotta al super batterio, l’Aifa: allo studio 37 nuovi antibiotici

Sono 37 i nuovi antibiotici in sviluppo da parte delle aziende farmaceutiche, alcuni dei quali si prevede possano essere efficaci contro patogeni classificati come “minacce urgenti” da parte delle autorità sanitarie.

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Ma solo 1 su 5 sarà autorizzato

Quasi sicuramente però, solo 1 molecola su 5 riuscirà a ricevere l’approvazione delle agenzie che stabiliscono le regole in materia, negli Stati Uniti e in Europa. A sottolinearlo è il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani (nell’immagine sopra), dopo il primo caso registrato negli Usa di una paziente infettata da un ceppo di escherichia coli “resistente” a tutti gli antibiotici.

Un approccio che abbraccia più settori

“Per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è innanzitutto necessario un approccio multi settoriale”, spiega Pani, “che coordini all’interno di un unico piano strategico, come avviene nel nostro Paese sotto l’egida del Ministero della Salute, le iniziative mirate alla riduzione e all’utilizzo responsabile di antibiotici sia per uso umano che veterinario”.

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Le strategie in campo

Rispetto all’utilizzo nell’uomo, sottolinea inoltre il presidente dell’Aifa Mario Melazzini (nella foto sopra), “sicuramente sono due le strategie che possono offrire risultati a breve termine. La prima è il controllo delle infezioni in ambito ospedaliero attraverso misure adottate da parte del personale sanitario (come il lavaggio frequente delle mani e il cambio del camice) che entra a contatto con soggetti infetti. La seconda è la cosiddetta antimicrobialstewardship, ovvero una serie di interventi mirati a controllare e a migliorare l’uso responsabile degli antimicrobici promuovendo l’uso del farmaco appropriato, nel corretto dosaggio, per la durata corretta della terapia”.

Usa: donna colpita da un super batterio che resiste agli antibiotici, le notizie del 28 maggio 2016

Per la prima volta è arrivato negli Stati Uniti un super-batterio resistente a qualsiasi tipo di antibiotici. A lanciare l’allarme gli scienziati del dipartimento alla difesa Usa, che hanno individuato la specie di escherichia coli nelle urine di una donna della Pennsylvania. L’agente patogeno in questione – spiega il rapporto pubblicato sulla rivista della Società americana di microbiologia Antimicrobial agents and chemotherapy – è resistente persino all’antibiotico di ultima generazione Colistin.

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“Impiego di antibiotici quasi alla fine”

La scoperta in Usa, “ci sta mostrando che la strada di impiego degli antibiotici può essere arrivata quasi alla fine”, ha detto in un’intervista ai media Usa, Thomas Friedman (nella foto sopra), direttore dei Cdc, “una situazione in cui non abbiamo nulla da offrire a pazienti in reparti intensivi o con semplici infezioni urinarie”.

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Infezione forse contratta in ospedale

Il rapporto non rende nota la condizione della donna portatrice del batterio, ma spiega che esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) stanno indagando sulle modalità in cui la paziente avrebbe contratto il microrganismo. Tra le possibilità anche quella di un suo ricovero in ospedale.

Per gli esperti è il “batterio degli incubi”

Le autorità sanitarie della Pennsylvania stanno contattando familiari e conoscenti per accertare che l’infezione non si sia diffusa. Questo particolare agente patogeno è stato definito dagli esperti il “batterio degli incubi”, che in alcuni casi può arrivare a uccidere il 50% delle persone che ne vengono contagiate.

Allarma scattato in novembre in Cina

A novembre scorso, la preoccupazione degli scienziati mondiali era scattata quando ricercatori cinesi e inglesi avevano trovato batteri del ceppo resistente al Colistin in maiali e in alcune persone in Cina. Il ceppo letale di escherichia coli – spiegano i media Usa – è stato successivamente individuato in altre zone dell’Europa.

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