Intestino problematico, l’endocrinologa: “Via glutine e lattosio per farlo ripartire”

Si soffre a causa di colite, disturbi intestinali costanti nell’arco della giornata, gonfiore addominale e depressione? Oppure si aumenta inesorabilmente di peso? Probabilmente il cibo assunto ha intossicato o non ha nutrito abbastanza creando uno squilibrio nella flora batterica. Come riequilibrarla? Abbiamo chiesto in merito un parere a Serena Missori, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio, dieta e integrazione Ams nonché docente di metodologie anti-aging e anti-stress che, nel suo libro Allenati, mangia e sorridi (Lswr Edizioni), propone il programma Re-Start.

Che peso ha il lattosio sul benessere psico-fisico?
Dipende dalla tollerabilità del singolo individuo. Escludendo dal discorso i celiaci e gli allergici al latte, occorre innanzitutto individuare e monitorare i disturbi nell’arco della giornata, dovuti soprattutto appunto a intolleranza al lattosio e al glutine. Il 70% circa della popolazione autoctona è intollerante al lattosio: anche se non beve latte vaccino, consuma prodotti caseari che provocano dolori addominali – stipsi, diarrea, colite – talvolta associati a un umore fluttuante, soprattutto nelle donne.

E il glutine invece?
Passando al glutine, il grano odierno ne contiene un 13-14%, contro un 3-4% di quello originale, commercializzato in passato. Di conseguenza forma una sorta di colla nell’intestino che irrita la mucosa e la rende permeabile alle tossine, batteri, cibo indigerito. Non importa essere celiaci per accusare i disturbi associati al glutine: basta esserne sensibili. Ecco perché – aspetto dai più sottovalutato – un’intolleranza, anche provvisoria, al glutine provoca dolori alle articolazioni, tiroiditi autoimmunitarie, mal di testa, spossatezza, difficoltà digestive, reflusso, stato d’animo turbato, talvolta perfino infertilità. Per lo stesso motivo, questi sintomi scompaiono in breve tempo sospendendo l’assunzione di glutine.

Cos’hanno di particolare le ricette che lei propone nel libro?
Pur essendo piuttosto appetitose, sono tutte senza glutine e senza latticini. Qualche esempio: pane, pasta, pizza preparate con farina senza glutine, il formaggio di anacardi che sostituisce lo stracchino. Il glutine, in generale, nuoce a tutti: è stata scoperta una correlazione tra questo e una ottantina di malattie, ivi comprese l’infertilità, le tiroiditi, l’ansia e la depressione. Se non vogliamo rinunciare alla pasta, possiamo optare per quella di farro e di farina Kamut, che sono a basso tenore di glutine (3%). Ma anche per la pasta di riso e per tutti i cereali, che di glutine non ne contengono proprio.

In cosa consiste il programma Re-Start?
È un programma che mette a riposo l’apparato digerente mediante l’inserimento di vegetali fermentati che apportano i probiotici all’intestino. Si sospende l’assunzione di glutine e lattosio ininterrottamente per 28 giorni – il tempo necessario a ripulire l’intestino – seguendo per quattro settimane una dieta differenziata ricca di semi oleosi (soprattutto i semi di lino che, unitamente ai fiocchi di avena, leniscono la mucosa dell’intestino). Nella prima, vengono tolti alcuni pasti solidi, sostituiti da estratti e frullati. Nella seconda, si introducono alimenti nuovi: miglio, quionoa, datteri, fichi secchi. Nella terza settimana – la più ardua da seguire ma la più incisiva – il pasto solido giornaliero è uno: sono ammessi un paio di snack e per il resto alimenti liquidi. Nella quarta settimana si reintroducono i pasti solidi: torte e crostate a colazione, per esempio. L’introito energetico aumenta ma non si sale di peso, poiché il metabolismo è stato ripristinato nelle settimane precedenti. Dalla quinta settimana o si prosegue come in quella precedente, oppure si reintroducono nella dieta i cibi trigger secondo la regola del “70-30”, modificabile in “90-10” o “80-20” a seconda della reattività individuale. In questo modo, è concesso uno sgarro, per esempio il sabato sera alla cena con gli amici.

Che cos’è il “cervello pancia”?
A chi pensa che l’intestino abbia esclusivamente funzioni di “carico-scarico”, dico che nell’apparato digerente convivono circa 1,5 Kg di batteri con vita autonoma organizzata, responsabile anche del nostro benessere. Se mangiamo male, la flora batterica si altera, non sorveglia e non nutre. Nel gut (intestino) devono convivere armoniosamente il microbiota e tre diversi sistemi: quello nervoso, quello immunitario e quello di parete. Basta uno di loro che non funziona bene e tutti gli altri ne risentono. Mangiare in maniera sana ed equilibrata è il primo passo da fare per assicurare questa convivenza.

Quanto è importante la relazione “mente-corpo-spirito” nel benessere psico-fisico?
È fondamentale, anche se noi, con la nostra razionalità, spesso la ignoriamo. Siamo noi a offrire al nostro corpo, a 360 gradi, la prima medicina. Per questo nel mio libro consiglio svariati esercizi per il rilassamento e contro la ritenzione idrica e la cellulite. Ma soprattutto la meditazione Re-Start: staccare la spina cinque minuti al giorno, in un luogo privato virtuale, associando una particolare tipologia di respirazione. È una tecnica introspettiva di yoga adattato alle situazione occidentale – utile per scaricare la tensione – che associa la respirazione addominale a quella toracica..

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