Bufera su Apple: ripara gli iPhone con pezzi usati

L’iPhone si rompe? L’iPad è guasto? C’è poco da fare, gli unici in grado di ripararlo sono i negozi Apple o quelli convenzionati con la “Mela”, specie se l’apparecchio è in garanzia. Eppure, come ha scoperto Repubblica, i pezzi di ricambio utilizzati dalla casa non sono nuovi, bensì usati, o,  come si dice in gergo “rigenerati” o “ricondizionati”.

Una postilla scomoda 

Nel contratto che il cliente firma per acconsentire alla riparazione, e che chiunque abbi portato un gioiellino Apple a riparare ha modo di leggere, compare infatti una clausola in cui si legge:  “Accetto che i prodotti in riparazione potrebbero essere sostituiti con prodotti ricondizionati di tipo equivalente e che le riparazioni possono essere effettuate con componenti ricondizionati”.

 

Nuovo o usato? Non si sa

Al cliente non viene però chiarito se il pezzo usato nel caso specifico è nuovo o riciclato, e difatti il prezzo finale è sempre il medesimo. L’unica cosa che è data sapere è che quel ricambio “potrebbe” essere rigenerato.

 

 Codice del consumo violato

In questo modo, però, Apple viola, secondo gli esperti in diritti dei consumatori, sia codice del consumo, articolo 130, che la normativa europea (la 99/44/CE), e se l’apparecchio è ancora in garanzia, e quindi il pezzo deve essere sostituito a spese dell’azienda, lede il diritto alla garanzia del consumatore, in quanto il pezzo ricondizionato non ha lo stesso valore della nuova.

 

Interpellata da Repubblica, la Apple ammette di usare pezzi usati, ma “equivalenti” ai nuovi “in termini di prestazioni e affidabilità”. Ma ci sono tutti i termini per un ricorso all’Antitrust.

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