Studente precipitato dall’hotel: “Boxer e pigiama lasciati accanto al cadavere”

Il pigiama e i boxer di Domenico Maurantonio sono stati messi accanto al cadavere dello studente padovano, precipitato dal quinto piano dell’Hotel Da Vinci di Milano la mattina del 10 maggio 2015 mentre era in gita scolastica. Dunque non sarebbero caduti insieme a lui, a giudicare da come sono stati trovati.

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Il risultato della perizia dopo 30 esperimenti

Si torna a parlare della morte del diciannovenne che frequentava il liceo Nievo di Padova e la novità emerge dalle perizie dei consulenti tecnici dell’avvocato Eraldo Stefani, legale della famiglia Maurantonio. Si tratta di 30 esperimenti condotti in provincia di Sassari dove è stato ricostruito un scenario compatibile a quello dell’hotel milanese. Di qui l’affermazione e il sospetto che qualcuno abbia assistito, forse provocato la caduta, e poi sia stato sulla scena per lasciare gli indumenti di Domenico.

Gli inquirenti: “Lo studente di Padova era solo quando è volato dal 5° piano”, le notizie del 19 giugno 2015

Domenico Maurantonio, lo studente padovano morto a Milano lo scorso 10 maggio dopo essere volato dal quinto piano dell’hotel dove era in gita con la sua classe, sarebbe stato da solo quando è precipitato dalla finestra. Dopo oltre un mese di indagini a 360 gradi è questa l’ipotesi di inquirenti e investigatori, che – allo stato attuale delle indagini – escluderebbero la presenza di altre persone.

“Non c’era una seconda persona”

A poco più di un mese dalla morte di Maurantonio, le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Claudio Gittardi e Giancarla Serafini, tenderebbero, da quanto si è appreso, ad escludere che, quando Domenico è volato giù, fosse presente con lui vicino alla finestra una seconda persona.

 

Sarebbe morto tra le 5,30 e le 7

È quanto emergerebbe dagli elementi raccolti finora dagli investigatori, tra cui intercettazioni (sono stati anche analizzati i messaggi WhatsApp dei compagni di classe) e verbali di testimonianze. Nessun ospite dell’albergo, tra l’altro, ha sentito urla o confusione in quel corridoio dell’hotel nelle prime ore del mattino (Maurantonio sarebbe morto tra le 5,30 e le 7).

 

Non si capisce se si era seduto sul davanzale

Quando saranno completate le analisi genetiche e tossicologiche e la sperimentazione cinetica sulla caduta ritenuta “a piombo”, e cioè rasente il muro dell’ala dell’albergo, si potrà avere anche un’idea più chiara della posizione di Domenico rispetto alla finestra quando è caduto, ossia se fosse, ad esempio, seduto o in piedi sul davanzale.

Devono essere ancora terminati anche gli accertamenti sul Dna trovato sotto le sue unghie, mentre non sarebbero state trovate tracce di materiale biologico sul livido riscontrato su un braccio dello studente. Al momento verrebbe escluso che il livido sia stato provocato da qualcuno nel tentativo di trattenere il braccio.

Si tratta, comunque, secondo le analisi, di un’ecchimosi “importante”, ma che nessuno avrebbe notato nelle ore precedenti. Sarà da stabilire se anche quel livido possa essere collegato alla caduta.

 

Nessun indizio di una volontà suicida del ragazzo

Infine, dalle tante testimonianze raccolte, tra cui quelle dei genitori (si sono presentati in Procura tre giorni fa), non sarebbero emersi motivi di una volontà suicida e gli inquirenti continuano ad indagare su qualche anomalo comportamento da parte del giovane, che aveva bevuto alcolici, nel corso della nottata.

Domenico si era sicuramente sentito male, tanto che nel corridoio sono state trovate feci. Ma sulle ragioni del volo dalla finestra non ci sono ancora elementi chiari.

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