“Io, Tonya”: pronto il film che riabilita la pattinatrice Usa “cattiva” (video)

Gli americani vogliono qualcuno da amare e poi vogliono qualcuno da odiare, in modo semplice. La storia di Tonya Harding, la pattinatrice su ghiaccio protagonista nel 1994 di uno dei più grandi scandali sportivi, racchiude tutto questo e lo sintetizza. Il film “I, Tonya” di Craig Gillespie, accolto con molti applausi alla Festa di Roma, racconta la storia della prima atleta americana ad eseguire il famoso difficilissimo triplo salto axel. Margot Robbie, che lo ha anche prodotto, si è trasformata in Tonya, la ragazzona di Portland, Oregon.

Cresciuta a suon di botte

Classe 1970, la pattinatrice che non ha mai conosciuto abbracci materni, è venuta su a botte, ma dentro ha talento innato e una notevole aggressività. Il film, scritto da Steven Rogers, ricostruisce la favola nera della Harding nel pieno degli anni Novanta. Poco prima che scoppiasse il caso O. J.Simpson la vicenda fu un caso eclatante e sconvolgente: la promessa del pattinaggio Nancy Kerringan, amica ma soprattutto rivale della Harding, fu colpita al ginocchio da uno sconosciuto e dovette ritirarsi.

L’indagine dell’Fbi

L’indagine dell’Fbi ricondusse al marito di Tonya e a lei stessa la colpa di aver pagato un killer per aggredire e mettere fuori gioco Nancy. Le cose andarono davvero così? Al termine del processo, Tonya fu espulsa dalle associazioni di pattinaggio, le fu vietato di pattinare ancora, di gareggiare, oltre a prigione e risarcimenti. Il film invece inquadra quello scandalo sportivo nel suo contesto sociale e I, Tonya, oltre che essere la “sua” versione dei fatti, ha anche il sapore della riabilitazione oltre 20 anni dopo.

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