Curcumina: formidabile rimedio naturale per l’artrite e anche contro l’Alzheimer

La cucina orientale ormai da anni ha preso piede in larga scala nella nostra società. Cibi cinesi, giapponesi, indiani, thailandesi sono diventati alimenti che sempre più vengono consumati dagli italiani. Cosa li differenzia così tanto dai nostri sapori? Senza dubbio l’alta concentrazione di spezie e gusti molto più forti dei nostri.

Zenzero, coriandolo, habanero, anice stellato, cardamomo e curcuma fanno parte dell’elenco di spezie più utilizzate dalla cucina orientale. In questi ultimi tempi, soprattutto la curcuma, dal colore giallo e dal sapore deciso, ha destato molto interesse da parte di scienziati e ricercatori. Andiamo a vedere perchè…

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Proprietà antiossidanti e antinfiammatorie
La curcumina, estratto della curcuma, è tra i nutraceutici (sostanza alimentare che ha proprietà benefiche per l’uomo) più studiati. Si è visto, in quest’ultimo secolo, avere molte proprietà: antinfiammatorie e antiossidanti in primis.
Studi cellulari hanno evidenziato che questa spezia provoca evidenti miglioramenti nei casi di artrite, riducendo l’infiammazione.

Allo stesso tempo si è potuto appurare che è uno dei più potenti antiossidanti naturali, molto più potente della vitamina E che per anni è stata indicata come principale nemico dei radicali liberi ritenuti responsabili nella formazione di neoplasie.

Per la prevenzione dell’Alzheimer
E non finiscono qui le eccellenti qualità di questa spezia. La curcumina è stata oggetto di studi sul rallentamento della progressione dell’Alzheimer. Ma è necessario fare un passo indietro e inquadrare questa temuta malattia.
Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in età adulta (dopo i 60 anni). Come è noto il sintomo più comune è la difficoltà a ricordare eventi recenti.

Una stima epidemiologica dell’Alzheimer’s Disease International del 2015 ha evidenziato che oggi abbiamo 46,8 milioni di persone affette da malattie degenerative e che cresceranno fino a raggiungere quota 131 milioni nel 2050.
Ricerche effettuate nel marzo di quest’anno da un gruppo di ricercatori capeggiati da Gooze ha messo in risalto come la curcumina possa essere una forma di prevenzione.

Somministrazione e biodisponibilità
Dire che la curcumina sia la cura è un’utopia. Ma potrebbe essere un fattore di prevenzione importante. Questo “zafferano delle Indie” ha la capacità di legarsi con l’amiloide β, una proteina che va a creare gli ammassi fibrillari ritenuti responsabili della malattia, e di rallentarne la progressione.
Perchè allora non propendere per una cura a base di curcumina? I limiti per ora sono sulla biodisponibilità, cioè sulla capacità della curcumina di essere terapeutica in una data quantità. Ma in futuro, con la nanotecnologia, si pensa si possano effettuare passi da gigante.
Intanto si può affermare con discreta sicurezza che un cucchiaino di curcumina al giorno levi il medico di torno. A patto che la mela non si offenda…

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