Ustioni da medusa, i rimedi: sì a bicarbonato e acqua di mare, mai quella dolce

Gel astringente al cloruro d’alluminio. Se vi preparate ad andare al mare, è da mettere in conto un incontro fin troppo ravvicinato con una medusa e l’ustione che consegue all’antipatico contatto. Dunque un prodotto del genere da tenere nella corsa da spiaggia è consigliato perché contiene il prurito e il bruciore, oltre a impedire al diffusione delle tossine rilasciare dai tentacoli.

Come intervenire senza il gel

In mancanza del gel (o in aggiunta a esso), rimangono validi però altri consigli. Tra i principali, quello di lavare come prima azione con acqua di mare, che rimuovere i nematociti, responsabili dell’effetto urticante. Se poi si avesse a disposizione anche del bicarbonato, ottimale è una pasta fatta mescolandolo all’acqua di mare.

I presunti “rimedi” da evitare assolutamente

Da evitare invece di usare l’acqua dolce (soprattutto fredda o, peggio ancora, ghiaccio) e anche prodotti a base di cortisone o antistamici. L’acqua dolce, infatti, incentiva la produzione di tossine che possono creare problemi al sistema nervoso mentre i secondi hanno un effetto ritardato rispetto alla fase acuta del bruciore, agendo dopo una trentina di minuti dall’applicazione. Non usare nemmeno aceto e alcol, nonostante rientrino tra i consigli “tradizionali”.

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