Lenti a contatto: i consigli e tutti gli errori da evitare

Le lenti a contatto sono pratiche e comode, tanto che chi ne fa suo spesso non riesce più a farne a meno.

Attenzione, però: un utilizzo non corretto o una manutenzione non adeguata possono provocare l’insorgeza di infezioni anche gravi.

Quali sono gli errori più comuni?
Ne parliamo con il dottor Francesco Loperfido (nella foto qui sopra), Responsabile del Servizio di Oftalmologia generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

“Partiamo da una premessa fondamentale: la lente a contatto è un presidio medico-chirurgico e come tale la sua scelta dovrebbe essere orientata da un oftalmologo, dopo un’attenta valutazione della superficie corneale e del film lacrimale”, afferma l’esperto.

“Non solo: l’utilizzo di farmaci, l’uso di contraccettivi orali o la gravidanza nella donna, lo stesso trascorrere degli anni potrebbero portare a delle modifiche dell’occhio. Per questo sarebbe opportuno ripetere questo check up a distanza di tempo per vedere se la lente scelta può essere ancora considerata idonea”.

Anche l’ambiente di lavoro può avere un’incidenza

“Per chi lavora otto ore al giorno davanti allo schermo di un computer, per esempio, il rischio che la lente diventi troppo asciutta è maggiore, dato che i ridotti ammiccamenti palpebrali tendono a limitare il passaggio dell’ossigeno e quindi l’idratazione della stessa”, spiega il dottor Loperfido. “Un piccolo campanello d’allarme che ci aiuta a capire che la lente tende a disidratarsi è il fatto che la sera ci capiti di vedere un po’ appannato o di scorgere degli aloni attorno alle fonti luminose. Il suggerimento, in questo caso, è di istillare nell’occhio di tanto in tanto, nel corso della giornata, delle lacrime artificiali”.

Un altro segno di scarsa idratazione

Pure il fatto di far fatica, a fine giornata, nel togliere la lente dall’occhio può essere un segno di scarsa idratazione: “Succede perché la lente resta come bloccata, appiccicata sulla cornea”, spiega l’esperto. “Insistere per tirarla via può provocare piccole lesioni: meglio, anche in questo caso, istillare una goccia di lacrima artificiale che ne faciliti la rimozione”.

Altri comportamenti scorretti?

“Addormentarsi con le lenti a contatto è sconsigliabile”, risponde l’esperto. “Chiudendo le palpebre, il ricambio di ossigeno sulla superficie corneale è estremamente ridotto e questo crea una sofferenza del tessuto che, se protratta, può provocare danni”.

Attenti anche alla piscina

Attenzione anche alla piscina: è un ambiente in cui il rischio di contrarre infezioni da lenti a contatto è molto elevato.

“Se non si trovano alternative (oggi esistono anche occhialini da piscina con lenti graduate) il suggerimento è di indossare delle lenti usa e getta, da togliere quando si esce dall’acqua”.

Meglio quelle giornaliere

Dal punto di vista igienico, la sicurezza maggiore si ha con le lenti a contatto giornaliere. Per le altre, fondamentale è la manutenzione. “I contenitori migliori, da questi punto di vista sono quelli più alti, in cui le lenti vengono conservate in un apposito spazio reticolato”, spiega ancora lo specialista. “In questo modo, infatti, esse restano sospese nel liquido, mentre le particelle di sporcizia tendono a depositarsi sul fondo. Il liquido di immersione, naturalmente, va rinnovato ogni giorno”.

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