“Mi fa male la spalla”, ma le patologie sono tre: che fare e come affrontarle?

Il dolore alla spalla è un disturbo estremamente diffuso. Il 30-40% degli italiani ne soffre almeno una volta nella vita.

Quali sono le patologie più frequenti a cui può rimandare?

La più comune è la lesione alla cuffia dei rotatori

“La prima è sicuramente quella che coinvolge la cuffia dei rotatori, un complesso muscolo-tendineo che avvolge la testa dell’omero come, appunto, una sorta di cuffia”, spiega il dottor Pietro Ciampi (nella foto sopra), specialista in Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Ortopedico “Galeazzi” di Milano. “Col passare del tempo, i tendini che compongono questa struttura si indeboliscono e si sfilacciano progressivamente e possono provocare dolore”.

L’esame principe per diagnosticarla è la RM

“Generalmente si inizia con una radiografia ed un’ecografia della spalla che consentono di avere un quadro generale della situazione”, risponde lo specialista. “Ma in presenza di una lesione vera e propria dei tendini l’esame principe è la Risonanza Magnetica, che consente di capire con esattezza il numero dei tendini coinvolti, il grado di retrazione degli stessi (quando il tendine si rompe tende piano piano ad allontanarsi dalla sua sede di inserzione nell’osso) e il livello di degenerazione muscolare, in base al quale si può anche stabilire da quanto tempo la patologia si è sviluppata”.

La terapia

Nel caso di un’infiammazione o di un semplice sfilacciamento dei tendini, in genere si ricorre ad un trattamento conservativo: “Si va dalla terapia farmacologica anti-infiammatoria alle classiche terapie elettromedicali (tecarterapia, onde d’urto)”, spiega l’esperto.

“Di fronte ad una lesione più seria, invece, si suggerisce l’intervento chirurgico, specialmente se il paziente è ancora relativamente giovane (sotto i 65 anni) e conduce una vita attiva. Se anche il dolore può non essere particolarmente intenso (perché si è messa in atto una serie di meccanismi muscolari di “compensazione” che fanno  funzionare l’articolazione), la lesione va comunque incontro ad una degenerazione, diventando sempre più estesa.

L’obiettivo dell’intervento, oggi eseguibile anche in artroscopia, è quello di riportare il lembo di tendine strappato nella sua sede di inserzione all’osso della testa femorale e di fissaverlo”.

La tendinopatia calcifica: una patologia più diffusa al femminile

Un’altra malattia piuttosto comune che può celarsi dietro il dolore alla spalla è la tendinopatia calcifica: “L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un problema congenito, che porta alla formazione di materiale calcifico nelle sacche all’interno dei tendini della spalla (il tendine più coinvolto è il sovraspinato)”, spiega il dottor Ciampi.

E aggiunge:“Fattori predisponenti sono il diabete e le patologie tiroidee, ma anche le alterazioni degli ormoni femminili, gli estrogeni, sembrano favorire l’instaurarsi di questo processo. La patologia è più diffusa al femminile, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini; la fascia di età più colpita è quella che va dai 25-30 ai 50-55 anni”.

Una patologia, due tipi di dolore

La sintomatologia è data dal dolore, che tuttavia può essere differente, a seconda del tipo di calcificazione: “Ci sono pazienti che avvertono un dolore molto acuto, con insorgenza soprattutto notturna, che li porta a rivolgersi al Pronto Soccorso; altri avvertono invece un dolore cronico, sordo, non sempre presente”, spiega lo specialista. “La terapia antidolorifica prevede l’assunzione di antiinfiammatori, riposo, applicazioni di ghiaccio. Per cercare di alleviare il dolore acuto si può ricorrere ad un’infiltrazione di cortisone e anestetico”.

Tre step per contrastare le calcificazioni

Una volta alleviato il dolore, il trattamento più efficace è l’onda d’urto: “Si tratta di onde ad alta energia acustica, che vengono trasmesse attraverso la pelle e sono in grado di colpire la superficie della calcificazione, rompendo il materiale calcifico e riducendo il processo infiammatorio”, afferma l’esperto. “Di solito, ci si basa su cicli standardizzati di 3 sedute.

Se questa metodica non sembra funzionare, si può passare ad uno step successivo: l’asportazione eco-guidata della calcificazione (che viene disciolta e “lavata via” tramite un ago collegato a una siringa). Si tratta di una procedura ambulatoriale, asintomatica e veloce, che però è indicata esclusivamente per calcificazioni che non superino il centimetro.

Se la calcificazione ha dimensioni superiori, diventa necessario il ricorso all’artroscopia (si entra con una microscopica telecamera e con appositi strumenti viene evacuata la sacca calcifica)”.

L’artrosi della spalla

Una terza patologia che può dare dolore alla spalla è l’artrosi, meno diffusa rispetto a quella di anca e ginocchio, ma comunque presente, specie negli over 65.

“È dovuta all’usura della cartilagine, che ha la funzione di ammortizzare le sollecitazioni e ridurre gli attriti fra le teste ossee”, spiega il dottor Ciampi. “Le conseguenze: dolore, rigidità, una limitazione dei movimenti”.

La ginnastica può essere di aiuto

“In questo caso, oltre a farmaci antiinfiammatori, terapie elettromedicali (tecarterapia, onde d’urto), infiltrazioni di cortisone può essere un valido aiuto anche una ginnastica specifica, costante (almeno 2 volte la settimana), suggerita da uno specialista”, afferma l’esperto.

“Solo in caso di artrosi avanzata, con dolore intenso e forte compromissione della funzionalità diventa necessario un intervento di impianto protesico, con cui l’articolazione viene ripristinata”.

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