Epatite C: sì della Lorenzin agli acquisti dei generici all’estero

I farmaci generici contro l’epatite C si potranno acquistare anche all’estero. Dopo le decisione dell’Aifa di finanziare i trattamenti per 240.000 paziwnti in tre anni con una spesa di un miliardo e mezzo di euro, arriva una circolare della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che allarga la platea.

Secondo la Lorenzin i pazienti che non rientrano nei criteri di cura fissati dall’Aifa per ottenere i farmaci anti epatite C, potranno acquistare il medicinale generico all’estero, per uso personale.

Una rivoluzione per migliaia di persone

La ministra, così, rivoluziona il sistema di assistenza per decine di migliaia di persone e apre una strada nuova.

Nella circolare della Lorenzin (nella foto sopra) non si parla espressamente di epatite C e questo rende il provvedimento applicabile anche ad altri medicinali nel caso in cui si verificassero situazioni simili.

La storia – purtroppo – è ben nota: per ottenere gratuitamente il farmaco contro la malattia bisogna rientrare in determinate categorie cliniche. Fino ad ora potevano accedere alla cura solo i pazienti più gravi, di recente Aifa ha allargato di molto i criteri di reclutamento fino ad estenderli a pressoché tutti i malati.

Ora la circolare della Lorenzin rende possibile un altro allargamento, molto gradito dai pazienti in attesa del farmaco e dai loro familirari

 

 

Le decisioni dell’Aifa del 22 marzo

Accesso ai trattamenti per 240.000 pazienti in tre anni. È questo l’obiettivo del Piano di eradicazione dell’epatite C e per renderlo possibile è stato reso strutturale un fondo dedicato di 1 miliardo e mezzo di euro (500 milioni annui). A fare il punto è il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Mario Melazzini (nella foto sotto), in un incontro per presentare i nuovi criteri per l’accesso ai farmaci di seconda generazione anti epatite C, definiti dall’Aifa in accordo con le società scientifiche.

Le aziende farmaceutiche dovranno contrattare i prezzi

L’accesso a un maggior numero di pazienti dipenderà ovviamente, è stato spiegato, anche dalla disponibilità delle aziende produttrici a contrattare prezzi più bassi per il servizio sanitario nazionale. Inoltre, i nuovi farmaci che arriveranno a breve sul mercato avranno un prezzo inferiore rispetto a quelli utilizzati finora e alcuni di essi non dovranno essere utilizzati in associazione ad altri farmaci, consentendo una riduzione del costo unitario dell’intero ciclo di cura.

Già trattate 70.698 persone

Finora sono stati avviati ai trattamenti 70.698 pazienti, sulla base di sette criteri di rimborsabilità che hanno previsto l’accesso modulato dei malati di epatite C in base al principio di urgenza clinica. Con i nuovi 11 criteri di trattamento elaborati dall’Aifa sarà però possibile trattare tutti i pazienti per i quali è indicata e appropriata la terapia. I nuovi criteri non rispondono infatti a un ordine gerarchico e saranno implementati nei Registri di monitoraggio dell’Aifa.

I criteri per l’accesso

Si tratta di criteri di trattamento, non di rimborsabilità, e per questo tutti i pazienti avranno la possibilità di mettersi in lista essendo presi in carico dagli specialisti dei centri prescrittori e, a seconda della scala di priorità e del quadro clinico, potranno essere trattati entro i tre anni stabiliti.

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