Conad: dal 1° luglio 2019 stop alla vendita di uova da galline in gabbia

Nei supermercati continua l’eliminazione delle uova da galline in gabbia. A fare il passo “animalista” si aggiunge ora Conad. Il colosso della grande distribuzione annuncia che dal 1° luglio 2019 nei suoi negozi saranno escluse tutte le marche di uova ottenute da ovaiole in gabbia.

Un passo atteso dai consumatori, che a settembre scorso con la petizione “End the Cage Age” avevano sollecitato Conad a dire addio a un prodotto a elevato tasso di sofferenza animale.

Lo strazio delle ovaiole

Le condizioni di allevamento delle galline in gabbia sono estreme. Gli animali sono immobilizzati in uno spazio grande come un foglio A4. Per evitare che si feriscano a vicenda, viene loro praticata l’amputazione del becco pochi giorni dopo la nascita. E l’intera esistenza si consuma nel chiuso di una gabbia, dove è impossibile aprire le ali, e si sviluppa una fragilità ossea causa di frequenti lesioni. In Italia gli allevamenti di questo tipo riguardano ancora circa 21 milioni di galline, il 65% del totale. Per la quota destinata all’industria non c’è modo di scegliere, visto che nessuno rivela la tipologia di uova impiegate nelle ricette.

Occhio alle etichette

Per la parte destinata al commercio al dettaglio è invece possibile scegliere. È infatti obbligatorio specificare il tipo di allevamento delle galline sulla confezione. Un dettaglio che merita di essere verificato, per sottrarsi all’inganno delle etichette falsamente bucoliche.

L’informazione è contenuta anche nel primo numero della sigla alfanumerica impressa sul guscio dell’uovo. In ordine crescente di rispetto del benessere animale, le diverse modalità di allevamento sono “Biologiche” (codice 0)”, “Allevate all’aperto” (codice 1), “Allevate a terra” (codice 2), Allevate in gabbia” (codice 3).

In alcuni casi, su base volontaria, alcuni allevatori decidono di alimentare le galline con mangime non Ogm. E lo comunicano sulle etichette con grande evidenza. Ma soltanto le uova biologiche provengono certamente da allevamenti in cui è garantito l’impiego di mangime biologico e non Ogm.

Il primato di Coop Italia

Nella grande distribuzione, Coop Italia è esemplare. La prima insegna della Gdo italiana già nel 2010 ha escluso dai propri scaffali le uova da galline allevate in gabbia. Dopo quasi un decennio gli altri seguono. Auchan, Carrefour ed Esselunga hanno avviato iniziative analoghe solo nel 2017. Conad arriva ultima. Meglio tardi che mai.

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