Capodanno: a Bologna il Vecchione da bruciare “costruito” da tutta la città

Non sarà un artista di grido, ma tutta la città – famiglie con bambini, privati cittadini, vecchietti e studenti creativi – a costruire quest’anno il Vecchione, cioè il pupazzone che ogni anno si brucia in Piazza Maggiore la notte del 31 dicembre.
Una svolta. Anzi una vera rivoluzione per la città emiliana.

Negli ultimi anni sotto le Due Torri, il Vecchione da bruciare nel rogo di mezzanotte, era stato progettato da artisti famosi o designer di tendenza.

L’anno scorso Andrea Bruno (illustratore apprezzato a livello internazionale) aveva realizzato un meraviglioso ussaro impettito con tanto di sciabola. Prima di lui c’erano stati Francesca Ghermandi, Ericailcane, Paper Resistence e To/Let. Insomma più che un pupazzo, una vera opera d’arte.

 

Tutti possono mettere mano al Vecchione

Quest’anno la novità. Tutti possono mettere le mani in pasta nella costruzione del “Vecchione partecipato” del Capodanno di Bologna. Come prima cosa, basta presentarsi questa domenica 2 dicembre al Parco del Cavaticcio dalle 11 alle 17 (nella foto qui sotto, è poco distante dalla stazione ferroviaria).

Si parte domenica 2 dicembre

Domenica si comincerà a mettere insieme un po’ di idee e a far partire le prime fasi. Il lavoro si completerà poi con altri due appuntamenti sempre al Parco del Cavaticcio: domenica 9 dicembre in Piazza dei Colori e domenica 16 dicembre davanti al cosiddetto “treno” della Barca.
Ma non è finita. La cosa più bella, infatti, è che il Comune invita la gente a portare da casa qualcosa di vecchio e che non serve più.

Potre, finestre, tacoli, secie

Oggetti di legno come porte, cassetti, finestre, tavoli e sedie. Insomma una svuota cantine. Tutti i materiali contribuiranno a dare forma alla figura del Vecchione 2019. Come sarà? Sarà un pupazzo ispirato a un tema: “A chi e a cosa ci apriremo nell’anno che verrà?”
A coordinare il mega laboratorio ci saranno gli operatori del Dipartimento educativo MAMbo (è il Museo di arte moderna di Bologna), di “Senza titolo” – Progetti aperti alla cultura, e di Cantieri Meticci.

Uno spazio per i bambini

Quanto ai bambini, alcuni educatori li prenderanno sotto la propria ala per fare piccoli disegni, pensierini, oggetti che finiranno nella pancia del pupazzo. Ma poi questo pupazzo verrà fuori o no? Beh l’ultima parola spetta agli scenografi di Cantieri Meticci che sistemando tutto questa montagna di legno insieme alle persone, dovranno elaborare la forma definitiva del Vecchione 2019. Quel che è certo è che sarà un esperimento mai fatto prima in una grande città, costruita, proprio come vuole la tradizione con gli oggetti che non servono più.

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