Carenza di ferro: ne soffre una donna incinta su 3, a rischio la gravidanza

Una donna incinta su 3 può andare incontro a complicazioni come aborto spontaneo o nascita pretermine a causa della carenza di ferro. Nel 10% dei casi inoltre questa carenza è collegata a problemi alla tiroide. È la conclusione di un studio pubblicato sulla rivista European journal of endocrinology.

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Gli apporti quotidiani

Il ferro è un minerale presente in una serie di alimenti, tra cui carne, fagioli, noci, cereali integrali e frutta secca. Per gli adulti tra 19-50 anni, il National institutes of health (Nih) raccomanda un apporto giornaliero di 8 milligrammi per gli uomini e di 18 per le donne, che salgono a 27 durante la gravidanza per consentire la crescita fetale e placentare.

Gli effetti di livelli insufficienti

Una carenza produce insufficienti livelli di emoglobina, proteina che trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti del corpo, provocando stanchezza, mancanza di respiro, palpitazioni. Per le future mamme e i loro figli, la carenza può però essere particolarmente dannosa. Il ferro aiuta infatti anche il funzionamento della perossidasi tiroidea (Tpo), enzima cruciale per la produzione dell’ormone tiroideo che favorisce lo sviluppo del cervello del feto, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, quando deve ancora sviluppare la propria tiroide.

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