Nave a Lampedusa: arrestata la comandante, sbarcati i migranti

Svolta nella vicenda della Sea Watch.

La nave, fermata per tre giorni al largo di Lampedusa, è entrata ieri sera nel porto dell’isola.

La comandante Carola Rackete ha deciso di procedere nonostante la mancanza di autorizzazioni da parte delle autorità. La nave è rimasta per qualche minuto all’esterno del porto, bloccata da una motovedetta della Gdf, e si è poi diretta verso la banchina, dove ha attraccato. “Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto”, ha scritto la ong su Twitter.

A bordo la Guardia di finanza

Successivamente, i militari della Guardia di Finanza sono saliti a bordo della nave ed hanno prelevato la comandante, che è stata portata in caserma. Secondo quanto si è appreso, Rackete è ora in stato di arresto per violazione dell’Articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, un reato che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione.

Infine, all’alba, è arrivata l’autorizzazione e i 40 migranti sono scesi finalmente a terra e sono stati portati nel Centro di contrada Imbriacola.

5 parlamentari a bordo della nave con i migranti

I migranti al momento sono tutti sul ponte superiore della Sea Watch, dove si trovano anche i cinque parlamentari dell’opposizione che due giorni fa erano saliti a bordo. Anche tutto l’equipaggio è a bordo della nave, mentre sul molo sono schierate le forze dell’ordine. I parlamentari a bordo della Sea Watch sono Matteo Orfini, Nicola Fratoianni, Riccardo Magi, Graziano Delrio e Davide Faraone.

Scontro politico sul molo

‘Scontro’ tra opposte fazioni sul molo di Lampedusa dopo che la Sea Watch ha violato il divieto d’ingresso e ha attraccato: da una parte i sostenitori della ong che hanno applaudito la scelta della comandante, dall’altra un gruppo di lampedusani tra cui l’ex vicesindaco Angela Maraventano, che ha urlato e inveito contro i volontari dell’organizzazione.

“È una vergogna – ha urlato Maraventano rivolta verso la nave -. Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo”. E poi, “fate scendere i profughi – ha aggiunto rivolgendosi alle forze dell’ordine – e arrestateli tutti”.

All’ex vicesindaco ha risposto l’ex sindaco Giusi Nicolini: “Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no”. Prima di attraccare, una motovedetta della Guardia di Finanza ha tentato più volte di impedire l’ormeggio fino a quando si è dovuta sfilare per non rimanere incastrata fra la Sea Watch e la banchina.

 

“Alla comandante non è stata lasciata scelta”

“Non avevamo scelta, al comandante, iscritto nel registro degli indagati, non è stata data nessuna soluzione di fronte a uno stato di necessità dichiarato trentasei ore fa e quindi era sua responsabilità portare queste persone in salvo”, la portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi, ha commentato così la scelta della comandante della nave, Carola Rackete, di entrare in porto.

“La violazione – ha aggiunto Linardi – è stata non del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni”.

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