“Basta, fermati”: così morì Silvia Bergamo dopo una notte di sesso estremo

“Basta, fermati”: Silvia Bergamo lo ha gridato più volte nella notte del 3 giugno 2012, ma il suo fidanzato e convivente, Manuel Boccadifuoco, non si fermò. E ora deve rispondere di omissione di soccoroso (e moralmente di molto di più).

É stata un’udienza choc, quella di venerdì scorso, 28 maggio, a Padova, sul caso della commessa morta tragicamente il 3 giugno 2012, dopo una notte di sesso estremo con il compagno.

I periti dell’accusa, i professori Massimo Montisci e Giampiero Giron, hanno spiegato in aula la loro relazione.

Siliva, nel corso della serata di sesso estremo, aveva sniffato cocaina e consumato alcool. Poi si è sentita male e ha vomitato.

In aula anche sei video di quella notte

In aula sono state anche descritte le immagini di quella notte di sballo in sei video, che quella notte erano stati girati dallo stesso convivente.

Nell’ultimo delle 3,30 la commessa di 31 anni dell’Ipercity di Albignasego ha gridato più volte a Boccadifuoco “…Ti prego. Per favore basta, fermati…”. Ma secondo l’accusa il magazziniere non l’avrebbe ascoltata. Da tener presente che è d’obbligo, nelle pratiche di sesso estremo, fermarsi quando la “vittima” ne fa richiesta.

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