29 maggio 1985-29 maggio 2015: 30 anni fa la tragedia dell’Heysel (video)

Oggi, 29 maggio 2015, sono esattamente 30 anni dalla tragedia dell’Heysel, proprio mentre la Juve si appresta a giocarsi un’altra finale di Champions League (il 6 giugno prossimo, a Berlino, contro il Barcellona).

Ma l’intero popolo juventino – compresi i giovani che sono nati dopo quella data tragica – non dimentica. Allora si chiamava Coppa dei Campioni, oggi ha preso il nome di Champions League, ma l’evento e l’obbiettivo – stabilire la migliore squadra europea dell’anno – è lo stesso.

Purtroppo il nome Heysel non evoca una Coppa (alla fine vinta dalla Juve sul Liverpool in uno stadio attonito e traumatizzato) ma il dolore di una serata orribile per il gioco del calcio (e non solo). A Bruxelles, il 29 maggio di 30 anni fa, ci furono – infatti – 39 vittime innocenti davanti a telecamere che non poterono mostrare in diretta i dettagli dell’evento per non accrescere il panico (e il numero delle vittime).

 

aaaaajuvedue

Juventini a Bruxelles per una festa del calcio

I tifosi juventini – 32 erano italiani – erano andati a Bruxelles con la speranza di festeggiare la prima Coppa dei Campioni bianconera e invece trovarono una morte orribile nel settore Z dello stadio, travolti dalla furia degli hooligans inglesi ubriachi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate, poco prima che iniziasse la finale Juve-Liverpool.

 

Morti anche per le deficienze dell’Heysel e dell’ordine pubblico

Morti, però, anche per l’inadeguatezza dell’Heysel e dei servizi di sicurezza ed ordine pubblico.
Un ricordo ancora oggi terribile per i parenti delle vittime, per i sopravvissuti, per chi aveva seguito le cariche degli hooligans, il caos e la disperazione dei tifosi che cercavano scampo dagli altri settori dell’Heysel o in tv.

 

Una “Coppa maledetta”

La Coppa dei Campioni era “maledetta” per la Juve, che inseguiva un trofeo da 30 anni, trofeo sfuggito già due volte, nel ’73 a Belgrado, dieci anni dopo ad Atene.

Peraltro quella di 30 anni fa è una Coppa che oggi molti protagonisti dell’epoca non sentono come un trofeo conquistato, ricordando che in pratica furono obbligati a giocare.

Ma ci sono anche tifosi juventini che, al contrario, la considerano un premio alla memoria delle 39 vittime, allineate nelle stanze dello stadio mentre sul campo si consumava la partita più surreale nella storia del calcio europeo, vinta dalla Juventus con un calcio di rigore segnato da Platini. Una partita giocata con un intero spicchio dell’Heysel, senza più tifosi, transennato davanti alle macerie ed alle cose perse dai tifosi nella calca. Domenica scorsa, allo Juve stadium di Torino, una bellissima coreografia ha ricordato la strage dell’Heysel (nella foto in basso un’immagine).

aaaaaa39

“Non sapevamo cosa era successo”
“Non sapevamo cosa era davvero successo, avevamo avuto notizie di un morto, forse due, ma non potevamo immaginare una tragedia così grande”, avrebbero detto poi i giocatori bianconeri.
I neo campioni d’Europa avevano festeggiato sotto la curva dell’Heysel subito dopo il 90′, ma il giorno dopo, al rientro a Torino, quando le notizie sulle tragedia erano diventate ufficiali e chiare nella loro drammaticità, ogni traccia di gioia era scomparsa dai loro volti.

 

aaaaaabrio

Sergio Brio, una vittoria triste

Sergio Brio (nella foto), scendendo sulla scaletta dell’aereo, stringeva la Coppa, ma con una pacatezza che mai avrebbe potuto immaginare alla vigilia.

 

“La Juve accetta con animo pieno d’angoscia di giocare”

All’Heysel il club bianconero aveva consegnato al delegato Uefa Gunther Schneider la nota ufficiale spiegando perché aveva detto sì alla richiesta di giocare comunque: “La Juve accetta disciplinatamente, anche se con l’animo pieno di angoscia, la decisione dell’Uefa, comunicata al nostro presidente, di giocare la partita per motivi di ordine pubblico”.
Il presidente di allora, Giampiero Boniperti, non ha mai voluto riparlare di quella finale così dolorosa.

 

Anche Andrea Agnelli fa fatica a parlarne

Neppure per l’attuale massimo dirigente bianconero, Andrea Agnelli, è facile tornare sull’argomento: “Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa – ha detto in occasione del venticinquennale del’Heysel – anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera”.

E Marco Tardelli, in un’intervista alla Rai, qualche anno fa ha spiegato e chiesto scusa: “Era impossibile rifiutarsi di giocare, ma non dovevamo andare a festeggiare, l’abbiamo fatto e sinceramente chiedo scusa”.

 

Oggi il ricordo a Bruxelles e a Torino

Le vittime dell’Heysel saranno ricordate a Bruxelles con una cerimonia pubblica e a Torino in una messa alla Chiesa della Gran Madre di Dio, il 29 maggio alle 19,30.

“La giornata del 29 maggio – sottolinea la società bianconera – sarà dedicata al ricordo da parte di tutti i tesserati Juventus. Per troppi anni quelle 39 vittime – rimarca sul sito ufficiale – sono state oggetto di scherno finalizzato unicamente ad attaccare i colori bianconeri: un’azione vile che non dovrebbe trovare cittadinanza in nessuno stadio ed in nessun dibattito sportivo. Questo anniversario dovrà essere utile anche alla riflessione per evitare che simili comportamenti si ripetano”. Speriamo che sia così.

 

Qui uno dei tanti video che ricordano l’Heysel. Attenzione, le immagini potrebbero colpire le persone particolarmente sensibili.

 

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto