Fabrizio Corona al Maurizio Costanzo show litiga con Cecchi Paone che se ne va

Fabrizio Corona torna in tv dopo l’arresto, il 25 gennaio 2013, e l’affidamento ai servizi sociali nella comunità di don Mazzi, 18 giugno 2015. Ieri, giovedì 28 aprile, ha registrato la prima puntata del Maurizio Costanzo show che andrà in onfa giovedì prossimo 5 maggio.

E ha litigato con il direttore del Tg4, Alessandro Cecchi Paone, che se n’è andato sentendosi offeso

Alessandro Cecchi Paone (Tg4), che però ha lasciato il teatro offeso quando Corona afferma che il giornalista avrebbe sfruttato la sua omosessualità dichiarata per essere personaggio e ottenere visibilità. Dopo l’abbandono di Cecchi Paone, la puntata è stata tutta dedicata a un vero e proprio “processo” alla vita e alle opere di Corona.

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L’annuncio della prima partecipazione in tv dopo il carcere

Lo fa partecipando al Maurizio Costanzo Show nella puntata in onda il prossimo 5 maggio. “Maurizio era legato a mio padre Vittorio”, dice in un’intervista rilasciata al settimanale Chi. Corona senior, morto nel 2007, è stato un giornalista e art director che ha fatto un pezzo di storia dell’editoria italiana e proprio in nome dell’amicizia con Costanzo, Fabrizio ha deciso di essere al suo fianco davanti alle telecamere: “Lui nutre affetto per me”.

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“In tanti volevano intervistarmi”

“In questi anni”, aggiunge, “ho ricevuto proposte per fare la mia intervista da chiunque. Vespa, Giletti, la d’Urso, Floris, Formigli… ma Maurizio è una scelta di cuore e sarò onorato di essere al Maurizio Costanzo Show per la prima volta in video dopo quattro anni di assenza”. Ma non c’è solo la scelta di tornare a mostrarsi, nel racconto che ha affidato a chi. C’è il carcere.

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“In carcere mi è successo di tutto”

“Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente”, spiega Fabrizio Corona che preferisce non rispondere a proposito dei denti saltati per le botte. “Ero un sorvegliato speciale per via della mia popolarità. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione. I primi due anni li ho trascorsi chiuso in cella. Ventidue ore al giorno in una cella di tre metri quadrati. Ho imparato il codice penale a memoria”.

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“Amavo Belen, ma vivevamo come in una fiction”

E poi parla di Belen Rodriguez e della loro storia. “Ho visto le sue nozze a Verissimo e le ho lette su Chi”, racconta. “L’ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l’evolversi della sua carriera. Negli alti e nei bassi. Ho seguito il tutto con molta, molta indifferenza. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente e che avevano fatto della loro storia, innegabile, un romanzo nazionalpopolare con molti pro e pochi contro. Un amore che non distingueva più la realtà dalla fiction”.

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