A scuola basta organizzarsi: ecco come faccio i compiti salvando il tempo libero

Penso di essere andata a scuola un totale di 33 ore sulle abituali (33×4, sto calcolando) 123 nel mese di marzo. Tra “gita” in Inghilterra rivelatosi poi meravigliosa, Pasqua e uscite varie in giro per musei sto dimenticando cosa significhi studiare davvero e ho tanta paura che riprendere la solita routine sarà un bel colpo.

Mi sto però rendendo sempre più conto di quanto sia importante, almeno per me, essere organizzata. Voglio dire, sarebbe frustrante ogni giorno svegliarsi alle 6.50, vestirsi, lavarsi, prendere il caffè, andare a scuola e non avere idea di come passerò le restanti 10 ore della giornata. Voi potrete dire “be’, ogni giorno più o meno son quelle le cose che si fanno: studio, palestra, cena, letto” e invece no.

È proprio grazie all’organizzazione che nell’ultimo periodo quasi ogni giorno sono libera di fare altro, qualsiasi cosa che non sia studiare mantenendo in ogni caso una media alta di voti. Penso stia tutto nello stare attenti in classe e sfruttare al massimo i momenti vuoti (appello, momento comunicazioni inutili, cambi d’ora) per fare i compiti che ci hanno appena dato e avere così tre quarti del lavoro fatto.

Per esempio: alla prima ora abbiamo lezione di matematica e alla seconda interroga in storia non me perché sono già stata interrogata, che cosa bellina. Alla prima ora quell’angelo della nostra prof ci dà 15 equazioni per il giorno dopo. Alla seconda ora pensate sia più utile chiacchierare e fare bordello rischiando di prendere una nota o iniziare a fare le equazioni con la spiegazione (alla quale sarebbe stato stare attenti) fresca?

La risposta mi sembra evidente a meno che le equazioni non le si vogliano proprio fare per principio sperando poi in un miracolo divino per non essere rimandati. Una volta a casa, soprattutto ora che c’è bel tempo, in questo modo posso uscire, scrivere, leggere e fare un po’ ciò che voglio…

La cosa frustrante però è un’altra: essendo poche le persone che sfruttano questo metodo è una faticaccia riuscire a trovare qualcuno che possa uscire e cosa ancora peggiore è riuscire a trovare quel qualcuno sapendo che sarà un forse fino all’ultimo perché non si sa mai che il giorno stesso lo riempiano di compiti,. Penso mi darò all’ippica che forse mi dà più soddisfazione.

Ah, tra l’altro mi è venuta l’illuminazione l’altro giorno, voglio assolutamente imparare a camminare su quelle corde che tendono al parco tra un albero e l’altro. Ci sono passata un paio di settimane fa e mi ispirava un sacco… Chissà magari divento bravissima e mi vedrete presto su tutte le prime pagine.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto