Oscar a Morricone e DiCaprio, Spotlight miglior film, la lista completa

Non ce l’aveva mai fatta, ma quando in Italia mancavano 6 minuti alle 6 di questa mattina, Leonardo DiCaprio è andato a ritirare il primo Oscar della sua lunghissisma e impegnata carriera cinematografica.

Premiati il protagonista e il regista di The revenant, un colossal molto particolare in cui la “nemica” è la forza ostile della natura.

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DiCaprio nel suo discorso parla anche del cambiamento climatico e della necessità di porsi seriamente il problema, contro “le grandi multinazionali che inquinano”. L’attore parla a nome dei “figli dei nostri figli”.

“Non diamo per scontato questo Pianeta – conclude – perché io non lo do per scontato”.

Ecco il video della premiazione di DiCaprio.

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I rivali battuti da Leo sono stati Michael Fassbender con il film sul fondatore di Apple, Steve Jobs (regia di Danny Boyle), Bryan Cranston con Ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo di Jay Roach, Matt Damon con Sopravvissuto – The Martian di Ridley Scott ed Eddie Redmayne con The Danish Girl di Tom Hooper.

Nell’insieme i premi di questa edizione hanno valorizzato il meglio della produzione cinematografica, senza segnalarsi – come in altre occasioni – per clamorose ingiustizie.

Qui i quattro vincitori delle statuette per miglior attrice-attore protagonista e non protagonista.

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(Nella foto da sinistra Mark Rylance, Alicia Vikander, Leonardo DiCaprio e Brie Larson)

Miglior film Spotlight

Arriva l’ultimo premio e non era tanto attesa. Va infatti al film-denuncia contro i preti pedofili Usa: Spotlight. I vincitori si rivolgono a Papa Francesco “perché faccia qualcosa e non sottovaluti il problema della molestie ai ragazzini. Il film aveva anche vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura, andato a Josh Singer e Tom McCarthy.

Prima era stato premiato Morricone

Erano le 5 e 20 di questa mattina quando è arrivato il riconoscimento che Ennio Morricone ha atteso per una vita. Stavolta il maestro, che ha 87 anni, non ha bisogno di un premio alla carirera (e quanti ne meriterebbe) ma vince per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight.

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Ringrazia in italiano e Tarantino per averlo scelto per la colonna sonora del suo film.  Ma si sa che l’apprezzamento tra il musicista e il regista è reciproco.

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“Dedico questa vittoria all’Oscar a mia moglie Maria”, conclude il maestro visibilmente emozionato, che un po’ è andato a braccio, un po’ ha letto i suoi appunt (marito e mogli nella foto qui sopra).

Immediato il tweet del presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Grandissimo Maestro, finalmente”, scrive Renzi.

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L’Oscar per la miglior regia a The revenant

 

L’Oscar per la miglior regia premia The revenant, assegnato a Alejandro Gonzales Inarritu, che dice: “È la possibilità per la nostra generazione di andare oltre il colore della pelle, che è irrilevante, come il colore dei capelli”. Inarruto ringrazia anche Leo DiCapri, “per aver dato la sua anima al film”.

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Brie Larson vince alla prima nomination

Brie Larson (vero nome Brianne Sidonie Desaulniers) ha 26 anni e una carriera iniziata con i telefilm nell’infanzia. Nella pellicola Room di Lenny Abrahamson (trasposizione cinematografica del romanzo di Emma Donaghue), interpreta Joy, rapita da adolescente, segregata e violentata dall’uomo che la tiene prigioniera da anni e che la rende madre. “Non accetto i ruoli alla leggera”, ha spiegato all’Independent, “sono interessata a imparare di più su di me e sull’umanità. Così da essere una persona diversa per quando il film è finito”.

L’attrice è stata premiata, un po’ a sorpresa, alla sua prima nomination agli Oscar.

 

I premi ai non protagonisti

Arrivano, finalmente, gli Oscar 2016: la miglior attrice non protagonista è la svedese Alicia Vikander, che era in nomination per The danish girl diretta da Tom Hooper e si porta a casa la statuetta. Nella foto sotto un’immagine del film in cui ha interpretato la parte della pittrice Gerda Wegener.

La favorita era Kate Winslet, vincitrice dell’Oscar quale miglior attrice protagonista nel 2008. Le altre in nomination con Alicia erano Jennifer Jason Leigh, Rooney Mara e Rachel McAdams. Ma l’attrice svedese ha bruciato tutte, anche i pronostici della vigilia. Alicia è la rivelazione della prima parte della serata. Silvester Stallone, atteso al riconoscimento come miglior attore non protagonista, invece non ce l’ha fatta.

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Il riconoscimento è andato a Mark Rylance (nella foto qui sopra) che nell’accuratissimo film di Spielberg sulla Guerra Fredda, “Il ponte delle spie”, affianca in maniera superlativa Tom Hanks, facendo la parte della spia sovietica incorruttibile nella sua fedeltà all’Urss.

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La miglior sceneggiatura premia Spotlight

Charles Randolph e Adam McKay hanno vinto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale del film “La Grande Scommessa”.

Singer e McCarthy sul palco della sala stampa rispondono alle domande dei giornalisti. Ad un certo punto la presa di un faretto, sopra le loro teste cade e fa rumore “È stata la chiesa cattolica!”, esclama Tom McCarthy, e la sala scoppia a ridere. Più seriamente, sceneggiatore e regista hanno poi raccontato la loro esperienza nella redazione del Boston Globe che nel 2001 ha portato alla luce lo scandalo dei preti pedofili nella città di Boston. “Lavorando al film ci siamo avvicinati moltissimo a tutte le persone coinvolte, giornalisti e vittime, e questo premio è per loro. Dobbiamo essere sicuri che una cosa del genere non accada più, ci deve essere più trasparenza”.

 

Il primo premio per The revenant è per la fotografia

La prima statuetta per The revenant va a Emmanuel Lubezki per la miglior fotografia.

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Tanti premi tecnici a Mad Max

Poi sono arrivati alcuni premi tecnici per Mad Max: Fury Road. A Jenny Beavan ha vinto il premio Oscar per i miglior costumi del film  di George Miller.

La seconda è arrivata a  Margaret Sixel ha vinto il premio Oscar per il miglior montaggio in Mad Max: Fury Road. Con queste due il film di Miller è arrivato a 6 statuette sulle 10 nomination.

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Bear story miglior film di animazione

Il cileno Bear story vince la statuetta per il miglior film di animazione.

 

Il miglior film straniero

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Erano da poco passate le 5 di stamattina quando è stato assegnato l’Oscar per il miglior film straniero. La statuetta è andata all’intensa pellkicola ungherese Il figlio di Saul.

 Biden sul palco per Lady Gaga

Poco dopo le 5 il vicepresidente degli stati Uniti sale sul palco per lanciare un appello contro le molestie sessuali e presentare la canzone di Lady Gaga candidata all’Oscar: Til It Happens to You (scritta da Diane Warren e Lady Gaga).

La pop star si esibisce al piano (vedi foto). Da notare il vestito, misuratissimo.

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Ecco la lista completa dei premi assegnati
MIGLIOR FILM: Spotlight
MIGLIOR REGIA: Alejandro Gonzales Inarritu
MIGLIOR ATTORE: Leonardo DiCaprio
MIGLIOR ATTRICE: Brie Larson
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mark Rylance
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Alicia Vikander
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Spotlight
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: La Grande Scommessa
MIGLIOR FILM STRANIERO: Il Figlio di Saul
MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Inside Out
MIGLIOR FOTOGRAFIA: The Revenant
MIGLIOR SCENOGRAFIA: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR MONTAGGIO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR COLONNA SONORA: Ennio Morricone (The Hateful Eight)
MIGLIOR CANZONE: Writing’s on the Wall (Spectre)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Ex Machina
MIGLIOR SONORO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR COSTUMI: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR TRUCCO: Mad Max: Fury Road
MIGLIOR DOCUMENTARIO: Amy
MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: A Girl in the River: the price of forgiveness
MIGLIOR CORTO: Stutterer

Chris Rock ha condotto la serata

È la notte degli Oscar, finalmente. Sarà Chris Rock  a condurre la serata di quest’anno. L’attore, sceneggiatore e comico statunitense, ha già introddotto  l’edizione numero 77 degli Academy Award nel 2005.

Dopo l’annuncio, Rock ha scritto su Twitter: “Guardate chi è tornato”, con l’hashtag Oscars, poi ha insistito, “è bello essere tornati”.

Speranze per Morricone e per Leo DiCaprio, che non ha mai ricevuto un Oscar, nonostante la brillante carriera. Il film su cui ha puntato è The revenant, che potrebbe ricevere anche un Oscar a Alejandro Gonzales Inarritu, per la migliore regia. La cerimonia della consegna andrà in onda su SkyCinema notte  e su Mtv (quest’ultima, sul canale 8 del Dt, è una diretta gratuita). Le trasmisisoni da Los Angeles iniziano alle 22,50.

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Morricone è già a Los Angeles
Ennio Morricone ha già vinto qualcosa, prima ancora che inizi – questa notte – la cerimonia degli Oscar, che sarà trasmessa in diretta sia da Sky che dall’ex Mtv gratis sukl digitale terrestre (è il canale 8).

Il musicista ha ottenuto, intanto, la sua stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Alla cerimonia, che si è svolta ieri a Los Angeles, ha partecipato lo stesso compositore,arrivato negli Usa con due giorni di anticipo, pregustando la statuetta di zio Oscar,

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Commosso, accolto da una standing ovation, Morricone ha detto del suo lavoro: “Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista che al pubblico, ma che soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devono essere contento prima del regista”.
 

Tarantino: “Felice di essere amico di Morricone”

“Il regalo più grande che ho ricevuto facendo questo film è l’amicizia con il maestro Morricone”: ha detto, invece Quentin Tarantino, partecipando alla cerimonia in onore del compositore italiano a cui è stata assegnata una stella nella Walk of Fame di Hollywood (i due insieme nelle foto).

“Ho realizzato solo di recente che nella mia infinita collezione di dischi, Morricone è più presente di Elvis, Bob Dylan e i Beatles”, ha detto il regista americano che domani notte parteciperà alla cerimonia degli Oscar con il suo ultimo film, The Hateful Eight, insieme con Morricone, che ne ha realizzato la colonna sonora.

Sale la febbre della statuetta

Cresce la febbre da Oscar, che saranno assegnati nel corso della cerimonia che si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles domenica prossima, 28 febbraio. In lizza, tra gli uomini, per l’edizione numero 88, Leonardo DiCaprio, 6 nomination (5 come interprete e una come produttore) per Revenant di Alejandro Gonzalez Inarritu.

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Cate Blanchett, vittima lei stessa di discriminazioni

Cate Blanchett, 46 anni e alla settima nomination (con 2 Oscar vinti per The aviator e Blue Jasmine), è in lizza con Carol, diretto da Todd Haynes e tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith. È la storia di un amore lesbico nell’America degli anni Cinquanta e fa emergere il perbenismo mai morto quando vengono tirati in ballo argomenti come la sessualità. La stessa Blanchett è stata oggetto di discriminazioni quando una sua frase sulle amicizie femminili è stata intesa come relazioni. A quel punto era stata indicata come bisessuale. “Non è vero”, aveva ribattuto, “ma anche se lo fosse, non dovrebbe più fare notizia un tema di questo tipo”.

 

Jennifer Lawrence: “Quanto è importante credere in se stessi”

Jennifer Lawrence, ventiseienne anche lei, nel suo curriculum un Oscar ce l’ha già. È accaduto nel 2013 con il film Il lato positivo di American Hustle e l’anno dopo torna tra le nomination con American Hustle. Nella pellicola Joy, che le è valsa nel 2016 la quarta nomination agli Academy, interpreta un personaggio reale, Joy Mangano, mamma divorziata di Long Island nei guai economicamente che si inventa una specie di “mocio” e altri strumenti che propone in televendite e che la strappano alla miseria. “Joy racconta cosa significhi credere in se stessi”, dice Jennifer Lawrence. “La sua è una storia che veramente può essere d’ispirazione”.

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Charlotte Rampling e lo scivolone alla Berlinale sul razzismo

Charlotte Rampling arriva alla nomination dopo 50 anni di carriera. Dopo una vita trascorsa a lavorare registi del calibro di con Luchino Visconti, Woody Allen, Liliana Cavani, Sidney Lumet e Lars Von Trier, Charlotte interpreta Kate. Alla vigilia dei 45 anni di matrimonio (il film di intitola proprio 45 anni ed è diretto da Andrew Haigh), scopre le menzogne alla base del suo rapporto con il marito. Tra le candidate, lei è una di quelle meno quotate dato il suo recente scivolone alla Berlinale 2015, quando ha dichiarato che il festival era “razzista verso i bianchi”. Poi è intervenuta dicendo di essersi espressa male.

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Saoirse Ronan, l’ex bambina prodigio che preserva “l’incanto infantile”

Saoirse Ronan – già tra le nomination a 14 anni, nel 2008, con Espiazione di Joe Wright – torna in gara per la statuetta d’oro con Brooklyn di John Crowley, tratto dal romanzo di Colm Toibin. Interpreta Ellis, giovane irlandese che negli anni Cinquanta migra negli Stati Uniti in cerca di una vita migliore. Ex bambina prodigio (debuttò a 9 anni), Saoirse suò suo lavoro ha detto al Daily Telegraph che “la cosa più bella è riuscire a mantenere quell’incanto infantile verso il mondo dell’immaginario”.

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