Rai2, flop “C’è Grillo”: 1.031.000 gli spettatori pari al 4.3% di share

Non si placano le polemiche per il cachet di 30.000 euro a Beppe Grillo, in onda nella prima serata di ieri, lunedì 28 gennaio, su Rai2. E ora arrivano i dati Auditel, che sono impietosi, bel al di sotto delle attese del direttore di rete, Carlo Freccero: 4.3% di share per un totale di 1.031.000 spettatori. La sfida del prime time la vince invece Rai1 con “La Compagnia del Cigno”, che ha totalizzato 5.460.000 spettatori (23.3% di share).

Male anche Celentano

Tonfo Anche per “Aspettando Adrian”, in onda su Canale 5, che ha raccolto davanti al video.000 spettatori pari all’11.9% mentre “Arian” si è qualificato ancora sotto (10.6%, spettatori). Su Rai3 “Presa Diretta” ha ottenuto 1.116.000 spettatori pari al 4.5% mentre su La7 la serie cult “Grey’s Anatomy”, giunta alla stagione numero 14, non va oltre i 787.000 spettatori con uno share del 3.1%.

“C’è Grillo” in prima serata su Rai2, polemiche sui 30.000 euro, le notizie del 28 gennaio 2019

A 24 ore dalla messa in onda, prevista per stasera in prima serata su Rai2, sono cresciuto le polemiche per la trasmissione “C’è Grillo”.

Il programma non prevede il ritorno live del fondatore dei 5Stelle, ma solo un montaggio di pezzi dei suoi monologhi sui palcoscenici Rai o teatrali (ma qui c’è un altro problema, perché quelli del comico nei teatri negli ultimi anni sono stati eventi prevalentemente politici).

E infatti il programma è stato largamente pubblicizzato dalla manchette sul blog di Grillo, che vedete in basso.

Ma “C’è Grillo” – fanno notare a Rai2 –  segue il “C’è Celentano” di una settimana fa e anticipa un “C’è Benigni” che andrà in onda prossimamente.

Tutti messi insieme con la stessa formula. Mentre però la puntata sul Molleggiato andò in onda di sabato, quella di Grillo è stata spostata dal direttore di Rai2 Carlo Freccero a stasera, lunedì 28 gennaio, quando andrà a fare concorrenza proprio all’Adrian di Adriano Celentano su Canale 5.

Diverse critiche a Freccero

Già diversi esponenti politici si sono espressi contro la decisione di Freccero (nella foto qui sopra) di dedicare una puntata del nuovo format al fondatore del M5S: “Uno speciale-revival su #Grillo su @RaiDue ? Il servilismo malattia senile del comunismo”, aveva twittato il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia.

“Il nuovo regime giallo-verde ha trovato il suo nuovo cantore da valorizzare sul servizio pubblico: è Beppe Grillo. Non è lai Rai, è una specie di Istituto Luce”, aveva detto il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

 

La Rai: “Non c’è nessun compenso”

Ma l’annuncio del deputato Pd Roberto Morassutdi un’interrogazione al ministro Tria come principale azionista della Rai sul “contratto tra la Rai e Grillo” aveva provocato la risposta di Viale Mazzini: “Non si tratta di uno spettacolo di Grillo – precisava la nota della Rai – ma di una puntata che ripercorrerà oltre 40 anni della sua carriera di comico, attraverso filmati di repertorio. Non c’è nessun tipo di contratto né compenso per Grillo, né per gli altri protagonisti del nuovo format della Rai”.

In realtà poi la tv pubblica ha dovuto ammettere che un compenso di 30.000 euro andrà all’agente dell’attore e fondatore dei 5Stelle.

 

La replica del direttore di Rai2

Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore di Rai2, Carlo Freccero: “Io mi occupo di audience – sottolinea il direttore di Rai2 – e porto risultati. Altro che politica. In pochi hanno notato che lavorando per la Rai ho spostato il programma su Grillo al lunedì per controprogrammare Celentano, nonostante sia un grandissimo estimatore e direi debitore di Adriano, perché mi ha regalato una della più belle avventure televisive della mia carriera che è stata ‘Rockpolitik’. Io devo far sopravvivere Rai2 anche di fronte alla programmazione dei mostri sacri della concorrenza. E non guardo in faccia a nessuno. Faccio il mio mestiere”.

 

 

 

 

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