Cardito, bimbo di 7 anni ucciso dal compagno della madre: “Aveva rotto il lettino”

Avevano rotto giocando la sponda del lettino appena comprato. Sarebbe stata questa la motivazione che ha portato il ventiquattrenne di Cardito (Napoli) Tony Essoubti Badre, fermato per omicidio volontario e tentativo di omicidio, a picchiare a morte Giuseppe, il bimbo di 7 anni figlio della compagna, e a ferire gravemente la sorellina di 8. I bambini sarebbero stati colpiti – ha detto – a pugni e calci ma non, come trapelato, con il manico di una scopa.

Preziosa la testimonianza della sorellina

“Avevamo fatto sacrifici per comprarlo”, ha aggiunto Tony Badre riferendosi al letto nuovo per tentare di giustificare il suo gesto. Intanto, continua il lavoro degli investigatori per cercare di definire tutti gli aspetti della vicenda, a cominciare dal ruolo avuto dalla madre dei bambini e compagna dell’uomo mentre preziosa è stata la testimonianza della bimba.

Bimbo di 7 anni morto a Cardito: fermato per omicidio il compagno della madre, le notizie del 28 gennaio 2019

Per la morte del bimbo di sette anni, avvenuta nel pomeriggio di ieri in un’abitazione di Cardito, nel Napoletano, la Procura della Repubblica di Napoli Nord ha emesso, all’alba di oggi, un provvedimento di fermo per omicidio volontario.

Indiziato del delitto è il compagno della mamma della vittima,  che è stato fernato dopo un lungo interrogatorio nella notte. Si chiama Tony Sessoubti Badre, ha 24 anni, è nato in Italia da genitori tunisini, faceva l’ambulante (nella foto “schermata” sotto).

Interrogato per tutta la notte

Il provvedimento è stato firmato dal sostituto di turno, Paola Izzo. L’uomo è stato interrogato per l’intera notte negli uffici del commissariato di polizia di Afragola. La sua versione è stata messa a confronto con quella fornita dalla mamma del bimbo e dalla sorellina della vittima.

Il giovane ha respinto le accuse sostenendo che il bambino sarebbe caduto dalle scale. Ma oltre al bimbo morto anche la sorellina di 8 anni ha subito percosse: è tuttora ricoverata all’ospedale pediatrico “Santobono” di Napoli. Sul movente, gli accertamenti degli investigatori sono ancora in corso. Forse l’uomo non tollerava le attenzioni che la donna, 31 anni, riservava ai suoi bambini.

 

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