La Cei attacca ancora: “Unioni civili alternative alla famiglia”

Nuova offensiva della Cei contro le Unioni civili. L’ultima presa di posizione, rilanciata dall’Agenzia Ansa, sostiene che le Unioni sono alternative alla famiglia e che bisogna difendere il cosiddetto “modello naturale”.

Mentre anche dalla curia di Bologna arriva un giudizio piuttosto tranchant, per il quale “è sbagliato equiparare i matrimoni alle nozze gay”.

Tutto questa alla vigilia del Family day, promosso per domani dalle organizzazioni cattoliche più conservatrici.

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Il comunicato della Conferenza episcopale

I vescovi hanno ufficializzato la loro posizione nel comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente, che era stato aperto lunedì dal presidente della Cei Angelo Bagnasco (nella foto qui sopra), che si era mosso sulla stessa lunghezza d’onda.

“L’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili – con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia, chiarisce la nota – è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”. La Cei a conclusione del Consiglio episcopale ribadisce che “si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l’identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale”.

Martedì 2 febbraio il testo in aula a Palazzo Madama

La partita delle Unioni civili entrerà nel vivo subito dopo il Family Day. Approdano, infatti, in Aula al Senato a partire da martedì prossimo, il 2 febbraio. Il confronto più duro è sul nodo della stepchild adoption (le adozioni dei figli del partner) e rischia di portare ad un voto ‘al buio’ con la potenziale trappola dello scrutinio segreto. Intnati, già da martedì, con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità illustrate ieri, si vedrà di che pasta è fatta la solidità della maggioranza trasversale Pd-M5S-Sel che sostiene il testo.

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