La fiaba della vita di Hans Christian Andersen

Nelle foto, Hans Christian Andersen, si mostra spesso di profilo, il naso imponente a segnare lo spazio, un accenno di sorriso sul volto, i pochi capelli arricciati e i vestiti sobri ad abbigliare una figura che si intuisce allampanata e un po’ sgraziata.
Viene subito alla mente la fiaba de “Il brutto anatroccolo” ed è facile pensare che quel racconto, come molti altri, sia stato il frutto di una sorta di lunga e ininterrotta autobiografia intima, trasformata in novelle che hanno fatto e fanno ancora da specchio per l’umanità.

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La fiaba della vita di Andersen
Leggere “La fiaba delle mia vita” di H.C. Andersen, (Donzelli, 500 pagine, 35 euro) è come immergersi in una dimensione narrativa che, magistralmente, mescola verità e finzione, cronaca e storia, diario e stile letterario.
È l’autore che fa della sua vita letteratura e storia, che narra la fiaba a se stesso e a noi. Ed è racconto fin dalle prime battute, quando troviamo il piccolo Hans appena nato, in una stanzetta di Odense, con un babbo ciabattino e sognatore, innamorato dei libri e delle storie.

La morte del padre ciabattino

Un perfetto “C’era una volta” che prosegue con il primo dolore – la morte del padre – e non risparmia difficoltà e tristezze al piccolo Christian, per poi riscattarne il destino con la scrittura e il successo che, però, non gli garantirà la felicità.
Splendida autobiografia che si legge come un romanzo.

Qui il link a una Photogallery su Hans Christian Andersen

Qui il link al sito delle fiabe di H.C. Andersen

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