Lo studio: ecco perché i farmaci costosi funzionano meglio

I farmaci costosi? Funzionano meglio, ma non perché siano migliori: è per via del nostro cervello, o meglio, di quel meccanismo che ci porta apensare che un licidalabbra da 20 euro sia necessariamente migliore di uno da 5.
Lo dimostra uno studio condotta all’Università di Cincinnati su un gruppo di pazienti ammalati di Parkinson’s, al termine del quale i ricercatori hanno concluso che l’effetto “placebo” e la nostra psiche hanno un ruolo fondamentale nel successo delle terapie.

Se un medicinale da 1000 dollari guarisce meglio di uno da 65
Nel corso dello studio, i volontari sono stati divisi in due gruppi: ai primi è stato detto che veniva loro somministrato un medicinale del costo di circa 1.000 dollari, ai secondi che la terapia era a base di un farmaco molto più economico, pagato 65 dollari appena.
Nessuno di loro però ha ricevuto nulla più che un placebo, una miscela di acqua e sale che nessun effetto può avere su un malato di Parkinson’s.

Il ruolo del cervello
Fatto sta che a fine terapia il gruppo di coloro che credevano di avere assunto il medicinale costoso ha registrato netti miglioramenti clinici, cosa che non è avvenuta tra coloro che erano stati trattati con il “finto” medicinale low cost.
Di più: chi nel primo gruppo aveva riposto grandi aspettative nel farmaco costoso, ha ottenuto miglioramenti più evidenti.
Un esito che ha sorpreso gli studiosi, e che spinge a indagare sul ruolo del cervello nell’efficacia delle terapie e nella guarigione.

Il problema degli equivalenti
Lo studio, d’altra parte, potrebbe spiegare il perché molti pazienti rifiutano di assumere i cosiddetti medicinali equivalenti, perché – dati alla mano – hanno sul loro organismo meno efficacia di quelli “griffati”. È la nostra psiche a condizionare a tal punto il nostro corpo da decretare il successo o meno di una terapia.

 

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