La Gotta malattia del Re colpisce il cibo spazzatura: consigli per la dieta

La Gotta nota come malattia del Re, indicando le persone che mangiano tanto, oggi colpisce chi fa uso del famoso cibo spazzatura.

Quando l’organismo non riesce a smaltire alcuni acidi nucleici (purine) aumentano i livelli di acido urico, che si deposita nelle articolazioni ed è quindi che oltre ai farmaci la differenza sta nella giusta alimentazione.

Si manifesta con attacchi di artrite infiammatoria acuta, con arrossamento, gonfiore e dolore alle articolazioni.

 

Quattro punti per la dieta

La dieta per l’iperuricemia è un regime alimentare finalizzato alla riduzione dei livelli di acido urico nel sangue; qualunque dieta per l’iperuricemia possiede 4 caratteristiche fondamentali:

1. Abbatte l’introito di purin

2. Aumenta significativamente l’apporto di acqua

3. Elimina qualunque fonte di alcol etilico

4. Induce o mantiene il normopeso e combatte l’obesità.

 

Gli alimenti con più e meno purine

Gli alimenti che contengono più purine sono: alici o acciughesardineanimellefegatorognone, cervello, estratto di carneselvaggina.
A medio contenuto di purinecarni, pollame, pescecrostaceisalumi insaccati in genere; pisellifagiolilenticchieasparagispinacicavolfiori, funghi.
Concludendo con quelli a basso contenuto di purine: latte, uova, formaggi, ortaggi (eccetto quelli sopraelencati), fruttapasta e gli altri cereali (fatta eccezione per germe di grano prodotti integrali).

Bisogna tenere in considerazione che una dieta ricca di glucosio e suoi polimeri favorisce l’escrezione di acido urico, mentre una dieta ECCESSIVAMENTE ricca di fruttosio grassi ne facilita la ritenzione. Ed inoltre ricordiamo che la dieta per l’iperuricemia e la gotta è spesso povera di fibra alimentare.

 

Il problema del sovrappeso

Come in molte altre malattie del metabolismo, anche per l’iperuricemia è stato dimostrato che i parametri biochimici subiscono un maggior beneficio dalla riduzione del sovrappeso/obesità piuttosto che dalla riduzione delle purine dietetiche.

Prevenire è meglio che curare

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