Referendum, i ricorsi del Codacons bocciati dalla Cassazione e dalla Consulta

Le Sezioni unite della Cassazione hanno respinto come inammissibile il ricorso del Codacons contro il quesito referendario e l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum. Tale ordinanza –  hanno stabilito le Sezioni unite – non ha natura di atto giurisdizionale e quindi non può essere impugnata per via giurisdizionale, “men che mai dinanzi alla corte di Cassazione” di cui l’Ufficio per il referendum “costituisce un’articolazione interna”, si legge nella sentenza.

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Attesa anche un pronuncia della Consulta
Si riunirà oggi alle 15,30 una camera di consiglio straordinaria della Corte Costituzionale convocata per esaminare un’istanza del Codacons e relativa al referendum. La decisione di della riunione del consesso dei giudici è stata assunta nel fine settimana. L’associazione dei consumatori ha promosso una serie di azioni – al Tar Lazio e in Cassazione – contro il quesito referendario.

“Conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato”

Codacons lo fa perché ritiene, in sostanza, che la sua formulazione violi la libertà di voto dell’elettore. Il Codacons ha chiesto alla Consulta di valutare un conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato. Ma la prima cosa che deve valutare in camera di consiglio, prima di poter entrare nel merito della questione, è se i soggetti chiamati in causa siano titolati a essere parte in un conflitto. Solo in questo caso la Corte potrà ritenere ammissibile il conflitto stesso e passerà all’esame di merito. In caso contrario lo dichiarerà inammissibile e l’istanza sarà chiusa.

No anche dalla Corte Costituzionale

E nel rpimo pomeriggio è arrivato il No al Codacons anche dalla Corte Costituzionale, che aveva convocato una camera di consiglio straordinaria per esaminare un’istanza dell’associazione di difesa dei consumatori che chiedeva di sollevare un conflitto di attribuzione tra l’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione e i cittadini elettori rappresentati dallo stesso Codacons.

La Consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo che i ricorrenti non avessero i requisiti per esercitare l’azione, non essendo “poteri dello Stato” come richiede l’art. 134 della Costituzione.

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