“Il corpo delle donne” alle 18,30: la maternità, la salute e il benessere a Bologna

Dare voce alla maternità attraverso le carte d’Archivio e il teatro. È questo il cuore del progetto “Il corpo delle donne. Corpo sociale. Una lunga storia di interazioni” che dà voce, con il teatro e le riflessioni, alle carte dell’Archivio storico provinciale attraverso storie di vita per raccontare come sono cambiate la maternità, la salute e il benessere femminile nel territorio metropolitano di Bologna.

 

Tre appuntamenti pubblici e laboratori nelle scuole

Il progetto è composto da tre appuntamenti pubblici e laboratori nelle scuole e nelle strutture coinvolte.

Si comincia domenica 28 ottobre

Alle 18.30, presso la Casa della Salute Navile (via Domenico Svampa, 8 Bologna) con il reading teatrale “Governare la maternità”. Storie bolognesi dai Bastardini agli anni ’70 a cura di Angela Malfitano con un gruppo speciale di “voci”: infermieri, ostetriche, insieme a Anna Del Mugnaio, responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Pianura Est, Daniele Ara, presidente del Quartiere Navile e altri ospiti della città.

Tra letture e riflessioni, si alterneranno sguardi storici e interventi teatrali sui temi della maternità e dell’adozione.

Biografie di giovani madri

Biografie toccanti di giovani madri, storie “esemplari e nascoste” attinte dalle carte dell’ONMI – Opera Nazionale Maternità e Infanzia dell’Archivio storico provinciale di Bologna che prendono corpo in forma di reading teatrale nello spazio inedito e simbolico della Casa della Salute Navile. Come le istituzioni e i servizi sociali della città si sono evoluti e trasformati in materia di assistenza alla maternità?

Al reading teatrale si intrecciano le riflessioni con Maria Giovanna Caccialupi, psicologa, Fausto Trevisani, Direttore Distretto Città di Bologna Azienda Ausl di Bologna. Introduce la giornalista Mara Cinquepalmi, che ha curato le ricerche d’archivio.

Coordina Federica Mazzoni, presidente Commissione Cultura – Comune di Bologna.

L’aula magna dell’ospedale Maggiore

Il teatro entra simbolicamente in luoghi come la Casa della Salute Navile di Bologna, l’Aula Magna dell’ospedale Maggiore e il Teatro Zeppilli di Pieve di Cento con spettacoli, laboratori e riflessioni sul tema della maternità e della gestione del rapporto madri/figli dagli anni Venti del Novecento ad oggi.

Il secondo appuntamento di questo originale ciclo di spettacoli e incontri  è venerdì 23 novembre, alle ore 19, presso l’Aula Magna Ospedale Maggiore (Largo Nigrisoli, 2 Bologna) con lo spettacolo Madri e figli. Amore e fragilità diretto da Angela Malfitano con in scena le studentesse e gli studenti dell’isArt Liceo Artistico Arcangeli di Bologna.

 

Un mosaico di storie dalle carte d’archivio

Lo spettacolo compone un mosaico di storie vere da quelle carte d’Archivio intrecciate a pagine emozionanti di grandi autori e autrici della letteratura italiana su temi della maternità difficile o in stato di fragilità. In scena, condotti dal respiro e dalla forza della scrittura di Moravia, Morante, Avallone, Ferrante, le giovani voci degli adolescenti coinvolti nel percorso laboratoriale curato da Angela Malfitano e Rossella Cabiddu nelle scuole superiori di Bologna.

L’appuntamento è promosso in collaborazione con il Circolo Ravone, Associazione Donne di Pianura, Casa delle Donne per non subire violenza e isArt Liceo Artistico F. Arcangeli, nell’ambito del Festival della Violenza Illustrata per la Giornata contro la Violenza alle Donne.

 

Il terzo appuntamento il 2 dicembre

Il terzo appuntamento è domenica 2 dicembre, alle ore 18, presso il Teatro Alice Zeppilli (Piazza Andrea Costa, 17 Pieve di Cento) con il reading teatrale Identità e comunità. Una storia di donne a Pieve con letture teatrali con Francesca Mazza e un gruppo speciale di ospiti del territorio.

Tra teatro, video narrazioni, riflessioni e attraverso la raccolta di materiali e memorie orali di donne, che sono state ostetriche, educatrici e lavoratrici dell’ONMI a Pieve di Cento, si compone un significativo affresco di comunità, tra storie di vita e di servizi sociali nella specificità della pianura bolognese. Come le difficoltà e fragilità di madri e figli sono diventate parte e forza di una comunità?

Allo spettacolo si intrecciano le riflessioni con Flavia Franzoni, esperta in politiche sociali, Bruna Zani, presidente Istituzione Gian Franco Minguzzi con una introduzione di Mara Cinquepalmi. Coordina Laura Pozzoli, assessora ai Servizi sociali, politiche scolastiche e integrazione del Comune di Pieve di Cento.

L’appuntamento è a cura di Collettivo Amalia e Associazione Tra un atto e l’altro.

 

Che cos’è il Collettivo Amalia

Il progetto, ideato da Silvia Napoli, è a cura del Collettivo Amalia, formato da professioniste, operatrici della cultura e del sociale, artiste di teatro, giornaliste. Realizzato da Associazione Culturale Tra un atto e l’altro con il contributo di Regione Emilia Romagna, Città Metropolitana di Bologna (nell’ambito del progetto metropolitano “Una Rete in Azione, finanziato all’interno del Bando regionale per la presentazione di progetti rivolti alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto alla violenza di genere), Circolo Aziendale Ravone, Ordine delle professioni infermieristiche Provincia di Bologna e con il patrocinio di numerose istituzioni del territorio.

 

 

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