Condannato a 24 anni l’untore Hiv: contagiò 32 persone

Valentino Talluto, il trentenne accusato di aver contagiato con l’Hiv 32 persone tra cui molte sue ex partner, è stato condannato a 24 anni di carcere. Lo hanno deciso i giudici della III Corte di d’Assise di Roma dopo oltre 10 ore di camera di consiglio.

È caduto – invece – il reato di epidemia dolosa.

Al momento della lettura della sentenza, Talluto non ha avuto reazioni, mentre le vittime si sono abbracciate piangendo. I giudici hanno riconosciuto nei confronti dell'”untore” il reato di lesioni aggravate. La Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

 

 

Le notizie del 7 giugno

 

“Mi ha contagiato quando avevo 14 anni”: un’altra pesante accusa contro Valentino Talluto (nelle foto) sotto processo a Roma perché identificato come “l’untore” dell’Hiv. La vittima più giovane dell’uomo sieropositivo all’Hiv che ha volutamente infettato più di una trentina di donne ha oggi 24 anni.

In aula, durante il processo a carico di quello che è stato rinominato “l’untore”, ha risposto alle domande del Pm e ha raccontato che all’epoca del contagio aveva solo 14 anni ed era la sua prima volta.

“L’ho conosciuto quando avevo 7 anni”
La donna ha raccontato anche di aver conosciuto Valentino all’età di sette anni: “Su incarico dei miei genitori qualche volta mi veniva pure a prendere a scuola”, ha spiegato piangendo, “ad un certo punto il nostro rapporto è cambiato. E in una occasione ho avuto delle intimità con lui. Avevo quattordici anni, è stata la mia prima volta. La volta in cui mi ha anche contagiata. Mi fidavo di lui e invece mi ha fatto la cosa più brutta che potesse farmi. Ero ancora una bambina”.

Solo nel 2015 ha scoperto la sieropositività

La giovane ha scoperto di essere sieropositiva nell’estate del 2015, qualche mese prima che Valentino venisse arrestato.

“Avevo avuto problemi dermatologici. Mi è crollato il mondo addosso. “Quando lo hanno arrestato, per me è stata una liberazione”.

Respinta la richiesta di scarcerazione

Intanto la difesa di Talluto ha provato a giocare la carta della scarcerazione, ma l’istanza è stata respinta per motivi tecnici: non tutte le parti civili erano state informate.

“Potremmo riproprorla”, ha poi concluso l’avvocato Barca,”l’appartenenza allo stesso cluster epidemico non indica la direzionalità del contagio. Non si sa chi ha contagiato chi”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto