Vaccini, l’esperto: “Ecco come e quando farli”

Sequenziamento del genoma dei virus e “immunità di gregge” per “sviluppare vaccini estremamente specifici” nel primo caso e nel secondo, superata una determinata percentuale di cittadini vaccinati, per ottenere una copertura dalla comunità in cui si vive (il “gregge”) “che ci protegge dal ‘lupo’, ovvero dalla malattia”. Come nel caso della meningite. Per Davide Gori, attualmente dottorando presso il dipartimento di medicina e sanità pubblica dell’università di Bologna, oggi ci sono “vaccini sempre più raffinati, in grado di andare incontro a sempre meno effetti collaterali” e la loro somministrazione avviene dopo “un’approfondita anamnesi della persona”.

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“Vanno valutati i fattori di rischio”

Per il medico, infatti, la sicurezza dei vaccini passa anche attraverso “l’ascolto, da tenere in altissima considerazione” e importante è anche “sondare quelli che possono essere determinati fattori di rischio di un bambino. Si pensi, ad esempio, all’allergia alle uova. Dato il sistema produttivo del vaccino antiinfluenzale tale allergia diventa sicuramente una controindicazione assoluta alla somministrazione di questo vaccino. Penso inoltre che dedicare tempo per parlare con le famiglie e spiegare loro l’utilità delle vaccinazioni siano le armi comunicative più importanti che abbiamo per rassicurare i pazienti”.

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Altri strumenti, in tema di vaccinazioni infantili, per fugare i dubbi residui di genitori “spaventati”?

“A mio avviso sono sconsigliabili la calendarizzazione e la scelta dei vaccini da fare come se scegliessimo i diversi piatti da un menu del ristorante. Le vaccinazioni e il calendario vaccinale che sono redatti dal ministero della salute, dalle Regioni e dalle nostre società scientifiche. Le tempistiche e le dosi che troviamo sul Calendario vaccinale per la vita non sono distribuite sulla base di scelte personalistiche o di interessi economici, ma sulla base di scelte scientificamente motivate per garantire la massima protezione per i bambini”.

Le vengono poste domande prive di fondamento?

“Trovo assurdo sentire mamme che, allertate in modo fuorviante sul vaccino esavalente, preferiscono fare più iniezioni per dilazionare la vaccinazione. Che dire del rischio di effetti collaterali nel fare sei punture invece di una sola? E dei rischi collegati al rimanere scoperti per malattie mortali per più tempo? Sono fattori da non sottovalutare”.

Oggi più che mai la parola d’ordine in campo sanitario è “prevenzione”. Cosa occorre sapere e a cosa si deve credere?

“Oggi siamo davvero in un mondo più fluido, dove le informazioni sono alla portata di tutti, ma questa facilità ha purtroppo come contraltare la diffusione capillare di informazioni spesso prive di controllo e senza filtro che ha portato a quello che si definisce “information overload”: siamo sommersi da troppi dati e abbiamo troppo poco tempo (o voglia) per filtrarli. Il mio personale consiglio è quello di continuare ad avere fiducia negli operatori sanitari e consultare fonti ufficiali, a iniziare dal sito VaccinarSì, nato dalla collaborazione tra la Società italiana di igiene di cui faccio parte, dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute.

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