Olio di palma: la Ferrero sceglie il Sì a colpi di spot (video)

“Quella di utilizzare l’olio di palma nella produzione industriale può essere una scelta responsabile e sostenibile, basata sulla scienza”. È la posizione dell’industria dolciaria piemontese Ferrero, giunta a 70 anni dalla fondazione e diventata ormai una multinazionale, nell’annunciare la sua scelta a favore dell’olio di palma, ha organizzato un convegno ad hoc. A cui ha aggiunto anche uno spot: un tecnico in rosso cpmpare con una piantagione sullo sfondo e afferma tranquillo: “Come tutti gli oli vegetali di qualità, il nostro olio di palma è sicuro, proviene da fonti sostenibili ed è lavorato a temperature controllate”.

Qui il video dello spot, netto fin dal claim: “Ferrero da 70 anni la qualità prima di tutto: olio di palma”.

 

 

L’alleanza con Greenpeace e Wwf

C’è da aggiungere che a garantire la “sostenibilità” del suo olio ha schierato anche Greanpeace e Wwf, due firme che “pesano” nel mondo ambientalista. All’attacco, invece, negli ultimi tempi si sono schierati colossi come la Barilla, che stava perdendo quote di mercato e ha deciso di fare dell’ostilità all’olio di palma il suo punto di attacco (ripagata dal mercato), la Galbusera e diverse altre aziende. La sfida, insomma, vede concorrenti forti dall’una e dall’altra parte.

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“Comunicazione che non è sempre trasparente”

“Sentiamo i consumatori spaventati e disorientati da una comunicazione che non è sempre trasparente”, ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Ferrero commerciale Italia, Alessandro d’Este (nella foto sopra). “Noi alla cultura del ‘senza’ opponiamo la cultura di parlare e di raccontare cosa c’è nei nostri prodotti”. Dunque L’olio di palma utilizzato “nei nostri prodotti è di qualità e noi verifichiamo e controlliamo tutta la filiera”.

“Il nostro è un olio sicuro”

L’olio infatti, come spiegato dal gruppo, proviene solo da frutti spremuti freschi ed è lavorato a temperature controllate, una parte importante del processo come quella finale è svolta in Italia. “È un olio sicuro”, ha aggiunto d’Este, “oltre che sostenibile. Ferrero si approvvigiona solo di olio di palma 100 per cento sostenibile”, come richiesto da una delle più stringenti certificazioni rilasciate, la Rspo.

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Quanto viene usato e le ragioni del no

Ma in generale quanto viene usato l’olio di palma? Secondo i dati di dicembre 2015 della Oil World, l’olio vegetale più usato al mondo (35% del totale) dopo quello di soia (27%), colza (14%), girasole (8%) e oliva. In Italia nel 2015 se ne sono importate per usi alimentari 386.000 tonnellate (nel 2005, dice l’Istat, erano 325.000). Chi si batte per rimuovere l’olio di palma lo fa in base a due assunti: la potenziale pericolosità per l’organismo umano e il problema dello sfruttamento di risorse naturali nei Paesi in via di sviluppo, dove ci sono coltivazioni intensive che provocano danno ambientali e all’ecosistema.

Il problema: il consumo di grassi saturi

Con l’olio di palma, ha spiegato Michele Fino, docente di diritto alimentare e coordinatore dell’area alimentare dell’Unisg (Università degli studi di scienze gastronomiche, “il vero problema è che l’olio di palma non fa male in sé, ma rientra nel problema più ampio del consumo di grassi saturi nella nostra dieta. Questi, infatti, sono gli unici grassi rispetto ai quali ci sono delle soglie massime raccomandate per non incorrere in problemi cardiovascolari e sviluppo di tumori. Sarebbe meglio che le aziende alimentari si riproponessero di ridurre gli acidi grassi in generale, soprattutto il miristico e il laurico”.

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La sicurezza arriva da una dieta equilibrata

Insomma, in una dieta equilibrata, ci sarebbe posto anche per l’olio di palma, basta consumarlo nella giusta misura e variando il più possibile le scelte alimentari. A sostenerlo è anche la nutrizionista Manuela Mapelli (nella foto sopra). “Se utilizzato in dosi congrue con il fabbisogno medio di una persona in buono stato di salute, non crea alcun danno all’organismo”. E aggiunge: “Non esiste alcuna prova scientifica che altri oli, come quello di girasole, siano migliori, soprattutto se sottoposti alle alte temperature”.

Attenzione anche al quantitativo di vitamina E

A stabilire la qualità di un olio, spiega ancora Mapelli, e anche il quantitativo di vitamina E. L’olio di palma “ha una buona presenza di vitamina E e, se sottoposto alle alte temperature, non produce sostanze nocive”.

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