Torcicollo, male di stagione: come intervenire?

Capelli lasciati bagnati, colpi d’aria in auto, condizionatore a livelli polari in ufficio. Sono tante le situazioni che, in questa stagione, possono causare un disturbo banale, ma molto fastidioso: il torcicollo.

“Succede perché il freddo dà come risposta la contrattura muscolare, una sorta di meccanismo riflesso di difesa dei muscoli” spiega la dottoressa Luigia Brugliera (nella foto in basso), responsabile della Riabilitazione specialistica motoria dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Il fenomeno, non è grave: tende a risolversi spontaneamente nell’arco di 24-72 ore e soltanto in sporadici casi può protrarsi per qualche settimana. Ma il dolore può essere molto intenso; studi di popolazione riferiscono che circa il 70% delle persone ha sperimentato almeno una volta nella vita questo problema, che ha quindi un notevole impatto sociale (è una delle più frequenti cause di malattia e di assenza dal lavoro).

Che cosa si può fare per alleviarlo?

“Può essere utile assumere un farmaco antiinfiammatorio, eventualmente associato ad un miorilassante per diminuire la contrattura”, afferma l’esperta. “Contrariamente a quel che molti pensano, inoltre, il collo non va immobilizzato, anche se così facendo si avverte meno la sensazione dolorosa. Un movimento cauto e graduale è la cosa migliore”.

I benefici di una doccia calda

Anche una doccia calda può avere effetti benefici: “Il calore provoca vasodilatazione e porta i muscoli a rilassarsi”, conferma la specialista.

“Possono funzionare anche gli impacchi caldi (il termoforo, gli appositi cuscinetti ripieni di semi naturali da scaldare nel microonde, i cerotti autoriscaldanti…).

Da evitare il massaggio fai da te…

Meglio evitare, invece, il massaggio “fai da te”: se eseguito da mani non esperte potrebbe anche aggravare la situazione. Eventualmente, ci si può rivolgere ad un fisioterapista previa prescrizione fisiatrica”.

E se il dolore persiste?

“In questo caso, potrebbe essere la spia di qualcosa di più importante, come un’alterazione dei dischi o delle vertebre cervicali”, risponde la dottoressa Brugliera. “La cosa migliore è parlarne con il medico, che prescriverà gli esami di approfondimento opportuni ed eventualmente indirizzerà verso una visita specialistica”.

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