Pensioni: dal 1° agosto subito 796 euro, critica la Cisl: “Non basta”

Pubblicata dall’Inps la circolare che trasforma in realtà il rimborso delle pensioni dopo la bocciatura contenuta nella sentenza della Consulta dello scorso maggio che ha affossato il blocco previsto nella legge Fornero. E dal documento emerge subito una serie di elementi: il 1° agosto prossimo un pensionato che percepisce un assegno da 1.500 euro circa si vedrà riconosciuti poco meno di 800 euro (796 per la precisione).

 

aaafurlan

Critica la Cisl: “Non basta”

Ma è pronta la reazione della segretaria della Cisl, Annamaria Furlan (nella foto): “Sulla rivalutazione delle pensioni – dice – c’è stato un primo incontro dei sidacati col ministro Poletti e abbiamso detto che la soluzione è insufficente. Vogliamo che i pensionati vedano riconosciuto davvero un loro diritto”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Uil. Oltre tutto la cifra sarà tassata. Si parla di un 20%.

Critico anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Il decreto – seconso il segretario del Codacons – non risarcisce i pensionati per l’ingiusta decurtazione subita a crea anche disparità di trattamento, in presenza degli stessi diritti”.

Tutte le fasce e le percentuali di aumento

Inoltre l’importo mensile cresce già dallo stesse mese di 25 euro al mese mentre dal 2016 l’adeguamento sarà di 41 euro al mese. Se il pensionato poi dovesse morire, gli eredi possono presentare domande per riscuotere gli importi di cui i genitori avevano diritto. Più nel dettaglio, per il 2012 e il 2013, la rivalutazione degli importi fino a 3 volte il minimo (poco meno di 1.500 euro) è pari al 100%. Per gli assegni via via più alti, è del 40% per 4 volte il minimo (1.500-2.000 euro circa), del 20% fino a 5 volte il minimo (2.000-2.500 euro circa) e del 10% fino a 6 volte (2.500-3.000 euro circa). Nessuna rivalutazione per le pensioni di importo superiore.

Gli adeguamenti post 2014 e le tasse

Per gli anni a partire dal 2014, invece, per i trattamenti che vanno dai 3 a 6 volte il minimo l’adeguamento sarà del 20% rispetto all’aumento del biennio precedente. Dal 2016, per la stessa fascia, la percentuale è del 50%. Rimane la questione della tassazione che, spiega il decreto dell’Inps, si adegua al regime di tassazione separata del 23% fino al 2014 e alla tassazione ordinaria a partire dal 2015.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto