La strada difficile dell’Italia verso i 170 miliardi europei

Bruxelles –  La Commissione europea di Ursula von der Leyen prosegue il suo cammino virtuoso verso un’Europa più solidale ed integrata con una proposta di Recovery Fund che accoglie la richiesta di aiuto dei paesi più colpiti dal Coronavirus con un’ambizione e un’audacia che rimette l’Unione europea  sui binari federalisti. 

Con la sua proposta, l’Eurogoverno si impegna a raccogliere sui mercati 750 miliardi di euro (500 di sovvenzioni a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti che dovranno essere rimborsati, ma a tassi ridotti e con scadenze lunghe e lunghissime) attraverso lo strumento delle obbligazioni per poi ridistribuirli ai paesi che ne hanno più bisogno. 

 

L’Italia prima beneficiaria

Secondo questo piano, l’Italia sarà il  primo beneficiario ottenendo quasi 82 miliardi di euro a fondo perduto e potendo accedere a circa 91 miliardi di euro di prestiti.

‘’Un segnale eccellente da Bruxelles’’,  commenta su Twitter il premier Giuseppe Conte al quale non  sfugge  l’importanza del risultato, ma anche la difficoltà del prossimo tratto di strada.

 

Una strada ancora lunga e difficile

La proposta della Commissione ha il forte  sostegno dell’Europarlamento (il presidente David Sassoli parla con entusiasmo di ‘’ D-Day europeo’’), ma dovrà ora passare al vaglio dei 27 Stati membri. La ‘’frugale’’ l’Olanda, contraria a sovvenzioni a fondo perduto, ha già annunciato battaglia prospettando ‘’lunghe trattative’’.  Il governo olandese puo’ contare sull’Austria e sulla freddezza di Svezia e Danimarca verso la svolta di Bruxelles che fa tabula rasa delle politiche di austerità e delle ricette lacrime e sangue imposte durante la crisi dei debiti sovrani, in particolare alla Grecia.  

 

Il peso di Angela Markel

 

All’origine del balzo ambizioso di Ursula von der Leyen c’è la decisione di Angela Merkel di spostare tutto il peso della Germania verso un’Europa solidale, accogliendo la visione francese e dei paesi del sud, in particolare di Italia e Spagna.  La svolta è stata preannunciata il  18 maggio scorso con la richiesta fatta da Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron di mettere a disposizione 500 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto per i paesi piu’ colpiti dal Coronavirus.

 

Gli oppositori olandesi, ma la novità è importante

L’opposizione olandese si preannuncia tenace. Le tranttative non si concluderanno quasi certamente al vertice del 18/19 giugno e richiederanno un altro summit all’inizio di luglio. Ma la novità sancita dal Recovery fund rappresenta un punto da cui difficilmente si potrà tornare indietro, se non a prezzi troppo alti per tutti. La cancelliera tedesca  si gioca la sua eredità politica proprio mentre dal primo luglio la Germania assumerà la presidenza di turno della Ue. Una fortuna: in tempi di crisi di portata mastodontica, come quella causata dal Coronavirus, avere il timone europeo  nelle mani del paese che ha il potere di cambiarne la rotta può essere decisivo per fare grossi passi in avanti.

 

Uno sforzo da 2400 miliardi

Oltre ai 750 miliardi del recovery fund (ribattezzato ‘Next Generation Ue’), Ursula von der Leyen propone di utilizzare anche il bilancio pluriennale 2021/2027 (1100 miliardi,  finanziati con nuove risorse come la tassa sui giganti del web, sulle emissioni inquinanti e sulla plastica) oltre ai 540 miliardi del pacchetto anti-pandemia già approvato che comprende il Mes, il piano per la cassa integrazione europea Sure e gli interventi della Bei: ‘’Lo sforzo complessivo arriverà a 2.400 miliardi’’, ha sintetizzato la presidente.

 

Hamiltonian moment

Per il Washington Post, se accolta, la proposta della Commissione potrebbe essere ricordata come ‘’l’Hamiltonian moment’ dell’Europa, dall’accordo del 1790 proposto dal ministro del tesoro Alexander Hamilton che trasformò gli Stati Uniti in uno Stato federale con un governo  centrale. Il cammino è ancora lungo e pieno di insidie, ma senza dubbio è in  queste ore che si è ripresa la strada federalista europea del padre fondatore Robert Schuman.

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