Coronavirus: il modulo è una schedatura di massa (download)

Non è un semplice modulo. Sembra piuttosto una schedatura di massa! Dall’assistenza al familiare disabile alla visita medica, dalla necessità di denunciare un reato al diritto-dovere per il genitore separato di vedere il proprio figlio, fino ai tanti volontari, veri e propri ‘angeli custodi’ che si muovono per aiutare le perone in difficoltà: il nuovo modello di autocertificazione per uscire da casa, dopo le nuove norme di contenimento legate all’emergenza coronavirus contenute dell’ultimo decreto, non si limita alle grandi casistiche in cui sono consentite le uscite, come lavoro o ragioni di necessità.

 

Motivazioni specifiche

Chiede ai singoli la motivazione specifica che li ha portati fuori dalle quattro mura domestiche. Lo spostamento non potrà essere in ogni caso generico perché nel modulo andrà indicato l’indirizzo di partenza e l’indirizzo di arrivo, relativo al luogo in cui ci si sta recando per “comprovate esigenze lavorative”, “assoluta urgenza”, “situazioni di necessità”, “motivi di salute”.

Nella dichiarazione bisognerà non solo scegliere una di queste motivazioni ma anche dare qualche dettaglio in più, indicando dove si lavora, per fare un esempio, o il fatto che si deve effettuare una visita medica.

 

Sotto la lente anche la solidarietà

Ma più chiarezza è richiesta anche per chi si muove per motivi di solidarietà, come i tanti volontari, dalla Caritas a Sant’Egidio, dall’Unitalsi alle singole parrocchie, che portano da mangiare ai senzatetto e alle famiglie in difficoltà. Tra i ‘suggerimenti’ indicati nel nuovo modello di autocertificazione c’è infatti anche “esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità”. Analogo discorso è per chi si sposta perché chiamato ad assistere un disabile, non necessariamente componente della sua famiglia, o un congiunto che per altri motivi ha bisogno di aiuto. Pensiamo a quanti familiari oggi fanno la spesa o portano i farmaci alle persone più anziane per evitare loro contatti con l’esterno. Uno dei grandi quesiti presenti nelle ‘faq’ in questi giorni era poi quello di poter vedere i figli in caso di separazione.

Affidamento dei minori…

È possibile ma occorre motivarlo: “obblighi di affidamento di minori”. Come anche è una giustificazione accettata all’uscita di casa quella per “denunce di reati” o “rientro dall’estero”. Tuttavia le possibilità potrebbero non esaurirsi nella casistica indicata dal nuovo modello, tanto che si lascia la possibilità di indicare anche “altri motivi particolari”.

Qui sotto il modello da scaricare

 

Ancora un modulo da compilare (ma di cui sono dotate anche le forze dell’ordine, si potrebbe compilare una volta fermati).
Il nuovo modello cita, com’era naturale, il decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nel documento, da compilare, firmare e consegnare in caso di controllo, la prima dichiarazione da sottoscrivere è di non essere sottoposti alla misura della quarantena nè di essere risultati positivi al coronavirus.

Nel secondo punto del modulo si afferma di «essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna e adottate ai sensi degi articoli 1 e 2» del decreto legge. Tanto per esser chiari, lo stampato ricorda che le disposizioni riguardano «le limitazioni alla possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale».

Le misure di necessità
Il nuovo testo specifica quando si configura il caso di necessità: spostamenti all’interno del comune, o che rivestono carattere di quotidianità o che «siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere». Nella dichiarazione che chiude il modello si deve specificareanche la reale motivazione dello spostamento: lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, esecuzione di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obbligo di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall’estero e altri motivi particolari.

Le restrizioni regionali

Ma non basta. Occorre dichiarare anche di essere a conoscenza «delle ulteriori limitazioni» disposte dai presidenti delle Regioni. Tanto che in caso di trasferimento da una regione all’altra bisogna indicare sia quella di partenza sia quella di arrivo. Le ordinanze sono ormai numerose e spesso prevedono limitazioni ancora più severe rispetto alle nuove multe stabilite dal decreto legge.

La dichiarazione di Gabrielli

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha detto a SkyTg24: ”Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali. Poi c’è un’altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi che si stanno facendo”.

Nell’annunciare il nuovo modello, il prefetto ha sottolineato come “fino al 24 marzo su due milioni e mezzo di cittadini controllati ci sono stati 110mila denunciati». Adesso cominceranno a fioccare anche le sanzioni amministrative: fino a un massimo di 3.000 euro.

Ma questa “sfilata” di modelli non convince tutti, che avrebbero preferito un “modulo universale”, senza necessità di cambiarlo di volta in volta.

Comunque, il nuovo modello potete scaricarlo qui.

 

Si cambia ancora! C’è un nuovo il modulo per l’autocertificazione dei cittadini che intendono fare spostamenti. Lo prevede una circolare inviata ai prefetti dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e contenente ulteriori misure contro la diffusione del Coronavirus.

Il Viminale cambia il modulo per l’autocertificazione inserendo le modifiche introdotte con l’ultimo Dpcm che ha vietato anche gli spostamenti per il rientro al proprio domicilio.

Nel nuovo modulo il dichiarante deve indicare oltre alla residenza anche il domicilio. Nella prima parte, tra i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, ci sono anche il Dpcm del 22 marzo e l’ordinanza del ministero della salute del 20 marzo “concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone” nel territorio nazionale.

Nel nuovo modulo occorre inoltreindicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione. Per quanto riguarda i motivi, restano le “comprovate esigenze lavorative”, i “motivi di salute” e la “situazione di necessità”, mentre la voce “assoluta urgenza” sostituisce quella del “rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, in quanto viene recepito il dpcm del 22 marzo che vieta i trasferimenti da un Comune all’altro.

Infine rimane la “situazione di necessità” per spostamenti all’interno dello stesso comune, come già previsto dai Dpcm dell’8 e del 9 marzo.

Lo potete scaricare dal link che trovate qui sotto.

https://www.ansa.it/documents/1584992341895_Nuova_autocertificazione.pdf

 

Ecco il nuovo modello

 

Il modulo precedente

Attenzione! C’è un nuovo modulo da scaricare sul sito del ministero degli Interni per sposatrsi per motivi giustificati. Il modulo è identico al precedente, ma con una asggiunta.

Si dichiara di non essere in quarantena. Si tratta di un’autocertificazione, come nei casi precedenti.

Qui trovate il nuovo modulo: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/modulo-autodichiarazione-17.3.2020.pdf

I moduli precedenti

Per chi avesse necessità di spostarsi, è disponibile il nuovo modello di autocertificazione da portare con sé e da esibire ai controlli disposti sul territorio. Il modulo segue e sostituisce quello precedente: il primo era stato diffuso quanto la zona rossa riguardava la Lombardia e 14 province; quello nuovo, scaricabile sotto, invece, è da utilizzare ora, che tutta Italia è stata dichiarata zona protetta.

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