Mal di schiena? Le iniezioni di antinfiammatori aiutano, ma poi trovate la causa

Otto persone su dieci ne sono colpite, almeno una volta nella vita. Il mal di schiena è un sintomo frequentissimo, la prima causa di assenza dal lavoro.
Il tipo di dolore più diffuso è quello che interessa la parte bassa della colonna vertebrale, la lombare, da cui il termine di “lombalgia”.

“Alla base possono esserci cause congenite (per esempio, una malformazione ereditaria) o acquisite (contratture muscolari, difetti di postura, processi degenerativi, patologie discali, osteoporosi, alcune malattie reumatiche)”, spiega il dottor Matteo Vitali (nella foto qui sotto), specialista in Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale San Raffaele di Milano. “Il secondo gruppo è decisamente il più frequente. Ci sono poi diversi fattori predisponenti: età, gravidanze, posture scorrette, sedentarietà, obesità, carichi di lavoro eccessivi”.

Meglio le iniezioni di antinfiammatori

“La lombalgia che ha un esordio spesso acuto va trattata per qualche giorno con antiinfiammatori, che possono alleviare il sintomo: per una maggiore efficacia, meglio la via intramuscolare che non la somministrazione orale”, afferma lo specialista. “Anche agire sulla contrattura muscolare con una fonte di calore (doccia calda, termoforo, cerotti appositi venduti in farmacia) può servire ad attenuare il dolore”.

Ma poi bisogna risalire alla radice
Perché il problema sia affrontato alla radice, però, è importante risalire alla causa e fare una diagnosi corretta senza limitarsi a trattare il sintomo.

“La diagnosi si ottiene, oltre che con la visita specialistica ortopedica, con alcuni esami strumentali: come prima scelta una radiografia della colonna lombare e, eventualmente, una Risonanza Magnetica al persistere dei sintomi”, spiega il dottor Vitali. “In questo modo sarà possibile fare una diagnosi precisa alla base della lombalgia e di conseguenza impostare il trattamento più efficace e mirato per ogni  singolo paziente.

Ci sono diverse terapie disponibili

Oggi sono a disposizione varie terapie sia fisiche che manuali per alleviare la sintomatologia (tecarterapia, TENS, fisiokinesiterapia,osteopatia, chiropratica, agopuntura).
Per lavorare sulle contratture muscolari e sulla postura è indicata anche, a distanza dall’episodio acuto, una terapia riabilitativa di mantenimento con un fisioterapista, utile per prevenire eventuali nuovi episodi di dolore.

Cicli di mantenimento, almeno due volte l’anno

L’ideale sarebbe eseguire cicli di mantenimento, almeno due volte l’anno”.

Attenzione allo stile di vita

Fondamentale, poi, è rivedere il proprio stile di vita. Due le indicazioni principali: “Innanzitutto, è bene prestare attenzione alle posizioni assunte, sia durante l’attività lavorativa (un sedile ergonomico, per chi lavora a lungo alla scrivania, sarebbe l’ideale) sia quando si è seduti sul divano”, afferma l’esperto. “Tenere controllato il peso e praticare un’attività fisica moderata ma costante sono le altre raccomandazione per mantenere in buona salute la colonna”.

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