Codigoro: fece massacrare i genitori per 1.000 euro, al baby killer l’eredità

Nonostante Riccardo sia il mandante del duplice omicidio, riceverà la sua parte di eredità. È Riccardo Vincelli, il minorenne che ha fatto massacrare da un amico i genitori, Salvatore Vincelli e la moglie Nunzia Di Gianni, promettendogli 1.000 euro. Ora andranno anche a lui, oltre che al fratello maggiore, il ristorante della coppia massacrata lo scorso 10 gennaio.

Manuel deve restare in carcere per il duplice omicidio, le notizie del 30 gennaio 2017

Confermata la custodia cautelare in carcere per Manuel, il diciassettenne indagato per il duplice delitto di Pontelangorino: è accusato di aver ucciso a colpi di scure i coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, in concorso con Riccardo Vincelli, il figlio sedicenne della coppia, la notte tra il 9 e il 10 gennaio.

La decisione è dei giudici del Riesame del tribunale per i Minorenni di Bologna, che hanno respinto il ricorso contro l’ordinanza del Gip del difensore del ragazzo, avv. Lorenzo Alberti Marangoni Brancuti.

Aveva dichairato di essere pentito per due volte

La richiesta della difesa era di scarcerazione e affidamento ad una comunità. Venerdì in udienza il giovane, che sarebbe l’esecutore materiale dell’omicidio, aveva ribadito il proprio pentimento.

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Le notizie del 12 gennaio

Il figlio che progetta l’omicidio dei genitori si chiama Riccardo, l’amico del cuore di sempre è invece Manuel. Insieme non vanno a scuola, insieme vanno a farsi una pizza, entrambi vengono sgridati dai genitori perché non hanno nessuna voglia di studiare.

Per il resto in apese pensano tutti che sono “due ragazzi tranquilli”; forse più degli altri.

Finché non progettano e portano a termine il più terribile dei delitti, uccidendo la madre e il padre di Riccardo, “colpevoli” – a quanto pare – solo di pretendere qualche risultato scolastico dal figlio (nella foto in basso, ovviamente pixelata, data la minore età, i protagonisti del duplici omicidio).

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“Temo che si suicidi…”

Ora il padre di Manuel è sconvolto. “Manuel è un buono”; ripete ai giornalisti che hanno raggiunto quella piccola frazione di Codigoro, richiamati dal clamore del duplice omicidio.

Il padre del ragazzo che – su istigazione dell’amico del cuore ha impugnato l’ascia – nega anche che si sia trattato solo di 1.000 euro. “Manuel – continua – si è fatto lusingare dai soldi ed erano davvero tanti. I carabinieri li hanno trovati qui a casa, nascosti in un angolo. Un portafoglio gonfio di soldi”.

Poi aggiunge: “I carabinieri mi hanno tenuto lì ore e ore, poi alle sette del mattino mi hanno detto che Manuel aveva confessato e me l’hanno fatto incontrare un attimo, gli ho dato uno schiaffone. Era distrutto che non sembrava neanche lui, mi ha detto ‘papà, perdonami’. Ora temo che si suicidi, quando si renderà conto di quello che ha fatto”.

 

La svolta nella notte del 10 gennaio: le notizie precedenti

 

Svolta nella notte per il duplice omicidio di Pontelangorino (frazione di Codigoro). Ci sarebbero due fermi: quello di Riccardo Vincelli, 16 anni, figlio dei due ristoratori e di un amico di cui, al momento, non si conosce ancora l’identità. Ciò che si sa, invece, è che hanno confessato e che, oltre al duplice omicidio, è stata contestata loro anche l’aggravante della premeditazione.

Il duplice omicidio sarebbe maturato dopo una serie di forti scntri tra i genitori e il figlio Riccardo perché andava male a scuola. E il ragazzo non sopportava più, evidentemente, di sentirselo dire.

Ha promesso 1.000 euro al complice

C’è un altro particolare raccapricciante, se confermato.

Avrebbe promesso 1.000 euro al suo amico se l’avesse aiutato ad uccidere la mamma e il padre. Di questi si dice che 80 euro sarebbe già stato riscossi dal complice.

 

Interrogatorio fiume

Il crollo dei due sarebbe avvenuto dopo un interrogatorio fiume nella caserma di Comacchio davanti ai carabinieri del Nucleo operativo lagunare, del pm Giuseppe Tittaferrante e della collega Marzocchi della Procura minorile.

Inscenata una rapina

Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 gennaio, è stata ritrovata sempre su indicazione del figlio l’arma del delitto, un’ascia, e vestiti macchiati di sangue. I sacchetti in test ai genitori sono stati messi per evitare di lasciare tracce nello spostamento dei corpi nel tentativo di inscenare una rapina.

L’aiuto dell’amico per “vicinanza”

Lo avrebbe detto il figlio minorenne della coppia uccisa ai magistrati. Inoltre il movente andrebbe ricercato nei contrasti in famiglia. L’amico del sedicenne l’avrebbe aiutato per “vicinanza”.

Aveva lanciato per primo l’allarme

Era stato lo stesso Riccardo a dare l’allarme, prima a una zia e poi ai carabinieri, in lacrime: diceva di aver trovato lui i corpi dei genitori. Dopo una serie di perquisizioni e di ricerca di riscontri ha preso corpo l’ipotesi, emersa fin dai primi atti di indagine, che il sedicenne fosse stato l’autore del duplice omicidio, magari insieme a un complice. A questo punto sono scattati i due fermi. L’altro giovane sarebbe l’amico da cui aveva dormito la notte precedente.

 

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Il sedicenne aveva “scoperto” i cadaveri

I cadaveri di una donna di 45 anni e di uomo di 59 anni, marito e moglie, sono stati trovati nella loro casa di Pontelangorino, nel ferrarese dal figlio sedicenne. Salvatore Vincelli è stato trovato nel garage, con la testa avvolta da un sacco di plastica ed evidenti e gravi lesioni al capo. Il corpo della madre, Nunzia Di Gianni, è sato rovato in cucina. Era nelle stesse condizioni del amrito. Nella villetta, che vedete nella foto in alto, sono intervenuti i carabinieri del Reparto operativo di Ferrara e di Comacchio. Sul posto sono tati effettuati anche i rilievi scientifici.

Pontelangorino è una frazione di Codigoro, in provincia di Ferrara, e raggiunge a stento i mille abitanti.

Segni di aggressione sui cadaveri

Dai primi accertamenti, sui corpi risultano segni di aggressione e si indaga per duplice omicidio. Entrambi i corpi sono stati trovati con sacchetti di plastica in testa. L’uomo era in garage, mentre la donna è stata trovata in cucina. Pontelangorino è una piccola località rurale non distante dall’Abbazia di Pomposa, e conta mille abitanti.

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Erano titolari di un ristorante

Le vittime sono i titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio (nella foto qui sopra). La coppia ha due figli, il 16enne, e un altro più grande che vive e studia a Torino. Al momento sono aperte tutte le ipotesi, con la certezza che si tratterebbe di un duplice omicidio – e non di un omicidio-suicidio, ipotesi avanzata nei primi momenti e prima del sopralluogo – viste soprattutto le lesioni che i due avrebbero alla testa.

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