Il quizzone e le 3 buste da cui pescare per l’orale: tutti gli assurdi della nuova maturità

Esame di maturità: tutti devono affrontarlo, tutti, o quasi, lo temono, eppure alla fine tutti, o quasi, lo passano. Un esame come tanti, una di quelle cose che ogni persona fa nella vita, sempre allo stesso modo e seguendo sempre le stesse modalità. Beh, sì ogni anno uguale… se non fosse che proprio quest’anno le cose sono cambiate, le modalità di esame sono state modificate e nessuno, prof compresi, ha idea di cosa lo aspetterà.

I maturandi che siederanno ai banchi di scuola per l’ultima volta il prossimo giugno, infatti, non dovranno affrontare la terza prova, il cosiddetto “quizzone”. Ma non è finita. Se ci si fermasse a questo, infatti, sembrerebbe tutto rose e fiori. Peccato, però, che oltre a ciò sono state modificate anche tutte le altre prove: la prima prova di italiano presenta meno possibilità di scelta, è stato rimosso il tema a sfondo storico.

La seconda prova di indirizzo presenta due materie anziché una: latino e greco nel caso del liceo classico, scienze e fisica nel caso del liceo scientifico e così via. L’orale? Ricordate la cara, vecchia tesina? Abolita, rimossa. Da questo giugno durante il colloquio gli studenti dovranno pescare una busta su tre a disposizione e… sorpresa! Non ne è infatti chiaro il contenuto. Così facendo, tuttavia, non si dà alcuna possibilità né agli studenti più meritevoli di mostrare il loro potenziale, né a quelli un po’ più scarsi di cavarsela valorizzando ciò in cui sono più talentosi. Saranno tutti posti davanti alla commissione come l’ennesimo studente al quale attribuire un voto. Voto basato su cosa? Su una busta il cui contenuto è ancora un mistero.

Il problema di questa nuova maturità non sono tanto le modalità, quanto più il fatto che sia stata comunicata, e per di più in modo poco chiaro, con cinque mesi di anticipo. Questo quando si tratta di un esame le cui competenze vanno e andrebbero acquisite nel corso di tutto il percorso scolastico, in particolare durante il triennio.

Applicare nella seconda prova le regole matematiche ai principi fisici, per quanto riguarda il caso dello scientifico, è assolutamente saggio e consono a quello che è il fine ultimo delle due discipline. Tuttavia avere le competenze matematiche e le competenze fisiche non significa saperle applicare l’una all’altra dall’oggi al domani.

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