Bambini: Agata dei Gotici e il fantasma del topo

Il romanzo classico ottocentesco non può fare a meno di bambine orfane (di mamma, in genere), di padri solitari, di infanzie malinconiche, di povere soffitte e di giovani sguattere.
Il romanzo classico gotico non può fare a meno dei fantasmi nel castello, di personaggi ambigui e traditori, di mostruose creature, di oscure presenze e cupe atmosfere.

 

 Anche le illistrazioni sorprendono

Chris Riddell non può fare a meno di prendere tutto questo, attingere al surrealismo allegro di Lewis Carroll e della sua Alice e provare a raccontare un mondo sorprendente e ricchissimo di ironia.
“Agata dei Gotici e il fantasma del topo” (Il Castoro, 224 pagine, 14,50 euro) è un libro di grande raffinatezza. Le illustrazioni di Riddell sono una lunga sequenza di invenzioni e di creatività, sostenute da un segno elegante e decisamente divertente.

 

La ripresa di stilemi classici

La storia riprende gli stilemi classici: Agata è orfana (di madre), vive nel Palazzo Gorgonza dei Grilli, un triste maniero di cui nulla conosce. Suo padre, giovane, bello e triste richiama decisamente il padre, altrettanto depresso, de “Il giardino segreto”. All’interno dello spettrale maniero si aggirano figure intimidatorie, come l’inquietante Maltraversi…
Ecco che riaffiorano le “citazioni” dai classici anglosassoni: ci ritroviamo suggestioni e tipologie de “Il piccolo Lord” e “La piccola principessa” .

 

C’è anche un tocco umoristico

Il tocco umoristico di Riddell impasta con leggerezza e intelligenza tutte le “citazioni”, offre al lettore il gusto dell’imprevisto e dello spasso, senza cadere nella tentazione della parodia.
Storia buffa, tradotta con maestria da Pico Floridi, che introduce un personaggio tenero e intenso: un topo, anzi il suo fantasma che – omaggio a Melville – si presenta con un deciso: “Chiamami Ismaele”. Dai 7 anni.

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