Non si ammazzano così anche le balene? La campagna anti-plastica Ue

Bruxelles – Venti minuti è l’utilizzo medio di un bicchiere di plastica, ma la sua vita è di 450 anni: prima di essere riassorbito dall’ambiente, questo piccolo oggetto ha tutto il tempo per inquinare spiagge e mari, essere ingoiato da delfini e masticato da orate e spigole e quindi ritornare sulla nostra tavola sotto forma di microplastica nel pesce che mangiamo.

Più plastica che pesci (ma nel 2050)

“Se si continua di questo passo, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci”: è il grido d’allarme lanciato dalla Commissione Ue, che nel gennaio scorso ha presentato una strategia per proteggere il pianeta dai rifiuti di plastica e a maggio ha proposto nuove norme per bandire quella monouso. La campagna che sta raccogliendo grandi consensi.

Il punto della situazione

Enrico Brivio (nella foto qui sopra), portavoce per l’ambiente per la Commissione Ue, fa con Consumatrici.it il punto della situazione.

“Il Parlamento europeo ha approvato a fine ottobre la nostra proposta per un bando generale dal 2021 per i dieci prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e e per i quali esistono già alternative (dai cotton fiocc alle posate, dai piatti alle cannucce, dai mescolatori per bevande alle aste dei palloncini) e per gli attrezzi da pesca. È un voto importante, che tiene conto della consapevolezza crescente dei cittadini e dei consumatori”, commenta il portavoce. Le immagini che documentano l’agonia delle balene morte asfissiate da sacchetti di plastica hanno scioccato l’opinione pubblica, imponendo un cambio di rotta anche ai grandi gruppi industriali e della distribuzione.

65 gruppi per una campagna (c’è anche Coop)

“Anche dal mondo produttivo è arrivato un segnale molto importante: 65 gruppi (tra questi anche Coop Italia) hanno aderito alla nostra campagna di impegni volontari”, riferisce Brivio. ” Se gli impegni verranno mantenuti porteranno almeno 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata entro il 2025.

Purtroppo, la domanda di plastica riciclata non è ancora all’altezza di questo sforzo: gli impegni volontari raccolti ammontano a 5 tonnellate. C’è ancora molto squilibrio tra la disponibilità a riciclare e la disponibilità del mercato ad assorbire plastica riciclata. Su questo gap lavoreremo nei prossimi mesi”.

L’analisi degli impegni volontari

Intanto Bruxelles ha cominciato ad analizzare nello specifico gli impegni volontari arrivati: “Vogliamo capire come intervenire e verificare se possiamo anche indicare orientamenti più precisi per sostituire la plastica nei settori delle auto, delle costruzioni e dell’imballaggio. Il rapporto sarà pronto in primavera e lo presenteremo a Bruxelles in un incontro con i 65 gruppi che hanno aderito alla campagna”, aggiunge Brivio, augurandosi che nei prossimi mesi altre imprese condividano la campagna europea.

Gli obbiettivi di raccolta

Il pacchetto di misure comprende anche obiettivi di raccolta (tra cui il 90% delle bottigliette plastica entro il 2015), l’obbligo di etichettatura per alcuni prodotti ad impatto negativo sull’ambiente (I palloncini o gli assorbenti igienici) e campagne di sensibilizzazione dei consumatori, invitati a non usare I prodotti di plastica usa e getta per i quali già esistono alternative.

Prepariamoci a brindisi natalizi con bicchieri di vetro oppure di carta. Portiamo sempre con noi la nostra tazza personale. Recuperiamo la bottiglietta d’acqua riempendola più volte prima di riciclarla. Piccoli gesti quotidiani che possono salvare i nostri mari e tanti pesci.

Alcuni dati

  • Nel mondo le materie plastiche rappresentano l’85% dei rifiuti marini.
  • In Europa ogni anno 150.000 tonnellate di plastica vengono riversate nei fiumi e nei mari.
  • Per smaltire una lenza da pesca servono 600 anni.
  • L’ultima balena vittima dei rifiuti è morta il 19 novembre scorso in Indonesia: nel suo stomaco sono stati trovati 115 bicchieri,  25 sacchetti e 4 bottiglie di plastica.
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