Cordoglio per la morte di Clara Sereni, la scrittrice dell’impegno politico

Serietà e levità insieme erano la cifra di una scrittrice di grande talento come Clara Sereni, morta a Perugia alla soglia dei 72 anni che avrebbe compiuto il 28 agosto. Viveva a Perugia, ma era nata a Roma nel 1946, figlia di Emilio Sereni, importante dirigente del Pci da cui aveva senza dubbio ereditato il rigore. Decisivo l’esordio letterario dopo l’impegno politico con “Casalinghitudine” nel 1987. Una fama poi consolidata dalle opere successive, come i racconti di “Manicomio Primavera” (1989) e poi il romanzo “Il gioco dei regni” (1993). Madre di Matteo, un ragazzo autistico, avuto dallo sceneggiatore Stefano Rulli, che ha senza dubbio segnato la sua arte e la sua vita da “ultimista”, come ben aveva raccontato nel “Taccuino di un’ultimista”.

L’esordio nel 1974

“I miei invitati hanno, tutti, quella stessa aria annoiata che con ogni probabilità ho anch’io, e credo sia assolutamente impossibile trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa smuoverci”, si leggeva all’inizio di “Sigma Epsilon”, libro d’esordio nel 1974 della scrittrice con qualche segno degli sperimentalismi esteriori del tempo, che in “Via Ripetta 155”, memoire di una vita, aveva ripercorso forse per chiudere il cerchio con quegli anni. Pubblico e privato, fuori e dentro, il dettaglio del personale e l’eterna speranza nel futuro, questi gli estremi sui quali la Sereni, con grazia di funambolo si è sempre mossa nell’opera letteraria come nella vita che appunto, aveva sempre guardato con un certo sano distacco.

Arriva “Casalinghitudine”

Così come all’inizio, con “Casalinghitudine”, aveva voluto ripartire chiudendo il cerchio tra il pubblico dei grandi nomi alle spalle, a cominciare da quello del padre figura di primo piano del Pci, per arrivare ai molti altri che qui compaiono, tutte persone vere, reali. La Sereni è stata in questo, coraggiosa, aperta alla verità letteraria (e ideologica e politica) mettendosi sempre a nudo, per far capire quali fossero anche i vestiti del re.

Impegnata anche nel sociale

Schietta e diretta, in un disincanto forse segnato anche dalla tragedia familiare, ma generosa sempre. Da anni impegnata nel mondo del volontariato, per oltre un decennio è stata presidente della Fondazione “La Città del Sole”, che costruisce progetti di vita per persone con disabilità psichica e mentale. Editorialista per quotidiani come L’Unità e Il Manifesto, a Perugia è stata anche vicesindaco ed assessore alle politiche sociali. Nel maggio del 2017 era uscito per Giunti Editore il suo ultimo libro, la nuova edizione di “Il gioco dei regni”.

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