Vent’anni insieme a Harry Potter, parla la disegnatrice di tutte le copertine

Se citiamo Rubeus Hagrid, Albus Silente, Hermione Granger o colui che non può essere nominato, siamo certi che sono davvero in pochi a non sapere che stiamo parlando della Saga di Harry Potter, il maghetto nato dalla fantasia di J.K. Rowling che proprio quest’anno ha compiuto vent’anni.

 

450 milioni di copie vendute, 7 film
450 milioni di copie vendute nel mondo, delle quali 11 milioni solo nel nostro Paese, 7 film tratti dai romanzi, tradotto in 79 lingue, per noi italiani Harry Potter ha sempre avuto le fattezze create per lui da Serena Riglietti (nella foto in apertura e qui sopra). Serene è l’illustratrice che fin dal primo volume della serie, “Harry Potter e la pietra filosofale”, ha realizzato tutte le copertine.

Una volta non c’era la cicatrice

A dir la verità quel primissimo magico bambino, a quel tempo aveva qualcosa di diverso. Serena l’aveva disegnato senza la sua famosa cicatrice a forma di fulmine sulla fronte, chi possiede quella prima edizione del romanzo, si trova fra le mani una vera e propria rarità.

 

Dal 29 luglio una mostra antologica a Pesaro

Vent’anni dopo, la giovane illustratrice che tanto ha contribuito a forgiare il nostro immaginario riguardo ad uno dei casi letterari più clamorosi degli ultimi 50 anni e che ha realizzato moltissime altre illustrazioni, in Italia e all’estero, è diventata una donna adulta, ha due bellissimi figli e vive e lavora a Pesaro, città che le sta per dedicare una mostra antologica che si inaugura il 29 luglio presso la Galleria Ca’ Pesaro.

“Il passato è una terra straniera”

A cura di Adele Cappelli, patrocinata dal Comune di Pesaro e inserita nel programma delle iniziative collaterali del Rossini Opera Festival, “Il passato è una terra straniera”, questo il titolo della mostra, ripercorre venti anni di attività editoriale e artistica di Serena Riglietti, attraverso un percorso ragionato in tre sezioni che spaziano dal 1997 al 2017. Serena in persona ci ha raccontato come è nata l’idea di questa mostra.

Com’è nata l’iniziativa di Pesaro

Una lunga amicizia col gallerista mi ha permesso di contare sulla sua pazienza, erano due anni che la pensavamo. Quando me la propose avevo però appena iniziato un esperimento: dopo vent’anni di disegni e circa 80 libri pubblicati, volevo azzerare la mia ‘memoria’, fare un reset e vedere se ricominciando a disegnare dopo molto tempo, avrei scoperto qualcosa di me che non conoscevo.
Ho accettato un termine (la data dell’inaugurazione) e in testa avevo solo il titolo: “Il passato è una terra straniera”. L’ho preso in prestito da un libro di Gianrico Carofiglio e mi risulta che a sua volta lui si sia ispirato ad una frase di Leslie Poles Hartley che per esteso è  “The past is a foreign country: they do things differently there”. Ecco, la seconda parte della frase era un po’ quello che avrei voluto scoprire, se fosse possibile o no. E ho scoperto che è possibile solo in parte, ma non mi dispiace.

Come avete strutturato l’allestimento?

La mostra è divisa in tre sezioni. Una sala è interamente dedicata ai vent’anni del ragazzino fortunato -Harry Potter (1997-2017)- perciò ho esposto tutte le copertine originali più quelle fatte per l’editore Skira, per il Venerdì di Repubblica ed altre piccole chicche.

Una sala invece è allestita con tavole di alcuni fra i libri più significativi per me, che sono stati pubblicati all’estero, quindi poco conosciuti in Italia, come ad esempio “Magician’s boy” scritto da Susan Cooper e pubblicato da Simon & Shuster, e poi classici come “Il Mago di Oz” e “Lo schiaccianoci” edito da  Ta Chien Publishing e il mio caro ‘”L’enfant et les sortileges” pubblicato da Grimm Press e veramente longevo. Illustrato nel 1998 ha continuato ad essere ristampato e distribuito in Corea, in Russia, in Cina e in America fino all’anno scorso. La terza sezione della mostra presenta delle illustrazioni inedite, realizzate appositamente per l’occasione.

Da che cosa è nata l’ispirazione per questa terza sezione?

Il pezzo principale, molto grande per i miei standard, che misura m 2,20 per m 1,80 è nato da un desiderio che avevo da tanto tempo, quello di disegnare un albero gigantesco nel quale si sia creato un microcosmo, un mondo parallelo dove chi lo abita si senta accudito e protetto.  Molti anni fa,  dopo un violento terremoto -non ricordo neanche in che paese fosse successo-, un fotografo pubblicò un’immagine di una scoperta che aveva fatto: aveva trovato un albero completamente ricoperto di ragnatela, sembrava uno di quei teli che si usano per proteggere le piante d’inverno, invece era proprio ragnatela, tessuta da centinaia e centinaia di ragni che si erano radunati su quell’albero! Io lo trovai sconvolgente, è una immagine che non ho mai dimenticato.
Gli altri lavori sono le mie icone, in questo devo dire che il mio passato non è poi così “straniero”, infatti ho mantenuto una caratteristica che mi è sempre appartenuta: inserire un racconto. I personaggi raccontano se stessi attraverso piccoli gesti o mostrando qualcosa di sé che forse avrebbero voglia di nascondere… ma sono i miei personaggi, e io ho il dovere di convincerli a non aver paura di mostrarsi per quello che sono, quindi li ho messi in un contenitore veramente bello, li ho accarezzati e incoraggiati, e adesso sono lì. Trovo il tema di questa sezione molto ricco ed intenso. Potrei scrivere mille storie per ognuno dei miei disegni, ma ho deciso che, come del resto l’Harry Potter al piano di sotto della galleria, sono diventati più che maggiorenni, perciò possono viaggiare anche da soli, senza più le parole degli altri, cosa che fino a poco tempo fa avrei reputato impossibile.

A proposito di questo Harry Potter ormai più che maggiorenne, puoi raccontarci come sei diventata la sua illustratrice in Italia?

Volevo illustrare libri per ragazzi. Presi la mia cartella di disegni e andai a Milano, a presentarmi presso le case editrici più importanti. In Corso Italia da una cabina telefonica, chiamai la Salani e dissi che volevo fare l’illustratrice. Loro mi risposero che potevo mandare le fotocopie dei disegni, come fanno tutti, allora a me venne spontaneo di dire: “Ma io sono qui sotto… e poi una mia amica mi ha detto che cercate qualcuno come me.”

Non so come mi venne di dire così, ma penso di averli presi alla sprovvista, perché mi risposero: “Va bene, salga.”

 

Mi dissero che avevano i diritti di un libro importante…
Mentre stavo mostrando la mia cartella ad Alessandra Gnecchi Ruscone, entrarono i direttori Luigi Spagnol e Mariagrazia Mazzittelli e mi chiesero di ricominciare da capo. Mi fecero molti complimenti e ci salutammo. Dopo un mese mi proposero di illustrare la copertina di un libro di Beatrice Masini, ed un mese dopo ancora, mi trovavo in Sicilia, mi chiamarono e mi dissero che avevano i diritti per un libro che sarebbe diventato importante, se volevo illustrarlo io. Risposi che avevano fatto la scelta migliore. Dato che ero in vacanza, andai a comprare carta, pennelli e colori e feci il primo disegno, per la presentazione del libro in un pieghevole.

È la tavola in cui Hagrid porta Harry in Privet Drive n.4, per lasciarlo davanti alla porta degli zii. Quella tavola era completamente sbagliata. Io non sapevo che Harry era ancora piccolo piccolo, perciò lo disegnai già ragazzino sulle spalle di Hagrid! Però Luigi Spagnol, scrivendo un testo per me, dichiarò che nel suo essere sbagliata quella tavola era perfetta. “L’incontro di un segno così mediterraneo con una letteratura, come quella per l’infanzia in generale e del fantasy in particolare, che invece è principalmente nordica.”
E così diventai l’illustratrice italiana di Harry Potter.

A quel tempo eri giovane, ma già piena di talento e molto determinata. Quando hai iniziato a studiare disegno?

Io non so se l’ho studiato veramente, a volte quando sento i miei studenti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino (dove insegno “Disegno per l’illustrazione”) fare certi ragionamenti, io mi chiedo se a mio tempo li ho fatti. Io disegno allo stesso modo di come parlo o cucino o scrivo, è un mezzo espressivo di cui ho bisogno. Questa volta (a proposito del reset di cui ti parlavo prima) ho pensato che sì, forse mi sarei messa a studiare disegno, ma ha prevalso quello che sono già e quello che sono non posso dire che nasca esattamente da uno studio. Sono un po’ anarchica.

Questa mostra è un bel riconoscimento del tuo lavoro, per di più nella città dove hai seclto di vivere. Adesso che come dici tu ti sei “resettata”, che progetti hai per il futuro?

Avrei bisogno di riposare un po’, il lavoro per la mostra mi ha veramente consumata, ma non credo che sarà possibile.
Sono Art Director di un prodotto editoriale che si chiama “Divertimappe”, guide turistiche per famiglie con bambini, interamente illustrate, con testi di autori importanti e ricche di giochi. Stanno avendo successo e proprio in questi giorni ne stiamo chiudendo una, per iniziarne un’altra fantastica che racconterà i Borghi più belli d’Italia e che verrà prodotta per la Germania e presentata alla Fiera del Libro di Francoforte.

Anche una app per smartphone

Sono anche Art Director di un altro prodotto completamente diverso: si tratta di una App per smartphone che si chiama MAPPTOGO, è pensata per i viaggiatori. E’ una piattaforma nazionale che contiene tutte le città d’Italia, i link di tutti i musei e le informazioni utili, gli eventi, i cibi tipici e tanto altro, per non perdersi davvero niente. I percorsi possono essere personalizzati dall’utente in base al tempo che ha a disposizione o a quello che ama di più, insomma un bellissimo prodotto sul quale stiamo lavorando non stop da due anni e che ancora ha bisogno di essere seguito.
Poi vorrei che da questa mostra nascessero delle novità per me, mi piacerebbe portare il mio lavoro all’estero e infatti a fine agosto arriverà la mia agente da New York e vedremo di raccontarvene delle belle”.

Harry Potter Never End: potteriani riuniti a Pesaro dal 25 al 28 agosto

Sempre a Pesaro, dal 25 al 28 Agosto, oltre a poter ammirare le tavole originali delle copertine dei romanzi del loro beniamino, i fan del giovane mago potranno partecipare al raduno “Harry Potter never ends” che si svolgerà presso la Rocca Costanza. Quattro giorni di magia per ripercorrere i migliori momenti della saga.

Programma e informazioni sul sito:  http://radunohpne.com/raduno-hpne-2017.html

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