“Complice dell’assassino”, condannata a 18 anni la diciassettenne di Ancona

La sentenza è arrivata ieri sera, poco dopo le 19,30 e ricalca per filo e per segno le richieste della Pm: diciotto anni per la diciassettenne (che all’epoca del duplice omicidio dei genitori aveva appena 16 anni).

La condanna è stata comminata per il duplice omicidio dei genitori in concorso con l’ex ragazzo, Antonio Tagliata, reo confesso, nell’omicidio dei genitori di lei, Fabio Giacconi e Roberta Pierini.

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Accolte le richieste della Pm

Il gup Francesca Giaquinto, che l’ha processata con il rito abbreviato, ha accolto – quindi – la richiesta di condanna del pm Giovanna Lebboroni.

I genitori della ragazza furono uccisi da Tagliata con una raffica di colpi sparati con una pistola calibro 9 perché si opponevano alla relazione fra i due giovani.

 

La richiesta dell’accusa era stata proprio di 18 anni

Diciotto anni di carcere per concorso nell’omicidio dei suoi genitori Fabio Giacconi e Roberta Pierini avvenuto ad Ancona in via Crivelli il 7 novembre del’anno scorso. È la richiesta di condanna, con lo sconto di un terzo di pena previsto dal rito abbreviato, del procuratore per i minori di Ancona, Giovanna Lebboroni, a carico della diciassettenne accusata di complicità con l’ex fidanzato Antonio Tagliata, 19 anni, per cui si procede a parte, reo confesso di aver ucciso a colpi di pistola i due coniugi che ostacolavano la relazione.

La sentenza del gup Francesca Giaquinto, che si è ritirata in camera di consiglio alle 11 di questa mattina, è prevista per oggi.

 

È arrivata da Nisida

La ragazza è arrivata dal carcere minorile di Nisida e ha trascorso la notte di ieri in un centro di accoglienza adiacente al Tribunale minorile.

Ieri mattina sono entrati da un ingresso secondario i suoi difensori, insieme ad una parente e al tutore Anna Vittoria Banzi.

In aula, davanti al gup Francesca Giaquinto e al pm Giovanna Lebboroni, c’era anche l’avvoccato Marco Pacchiarotti, che rappresenta i parenti delle vittime, che però non si sono costituiti parte civile.

Il confronto mancato tra i due in tribunale: le notizie del 5 luglio

Salta il confronto in aula al tribunale dei minori di Ancona tra i due ex fidanzati accusati di concorso dell’omicidio dei genitori di lei, Fabio Giacconi e Roberta Pierini, avvenuto in via Crivelli ad Ancona il 7 novembre scorso. I due, 17 anni lei e 21 Antonio Tagliata, sono comparsi nella stessa aula, in un’atmosfera piuttosto tesa, ma hanno evitato anche di guardarsi.

Perizie psichiatriche su entrambi

All’inizio dell’udienza il legale di Antonio ha annunciato che il ragazzo, in cura con psicofarmaci e sottoposto a perizia psichiatrica, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gup. Nelle settimane scorse anche la giovane, sottoposta anche lei a perizia, era rimasta in silenzio nel corso dell’incidente probatorio nel procedimento a carico di Antonio davanti al giudice Antonella Marrone. Il confronto di oggi sarebbe servito a verificare le diverse versioni fornite dai ragazzi su ciò che avvenne in quel tragico sabato pomeriggio.

 

Delitto Ancona, Tagliata beve candeggina: “Me l’ha detto una voce”, le notizie dell’11 gennaio 2016

Antonio Tagliata, il diciottenne detenuto nel carcere di Ascoli per l’omicidio dei genitori della fidanzata di 16 anni, Fabio Giacconi e Roberta Pierini, ha raccontato al padre e alla madre di aver ingerito martedì scorso della candeggina. Per questo, sempre secondo il suo racconto, è stato portato per accertamenti in ospedale e poi ricondotto in cella. “Una voce mi ha detto di farlo”, ha riferito secondo quanto rende noto il difensore Luca Bartolini. Da giorni Tagliata sentirebbe “voci in testa”, ma la procura conferma l’episodio.

 

Delitto di Ancona, la minorenne avrà l’eredità dei genitori uccisi: le notizie dell’8 gennaio

Riceverà la casa di proprietà dei suoi genitori, e la pensione di reversibilità di entrambi, nonostante sia in carcere con l’accusa di concorso in omicidio per entrambi. La sedicenne di Ancona indagata per avere massacrato suo padre Fabio Giaccone a sua madre Roberta resta però in carcere.

Nessun ricorso

Anche in caso di condanna i beni di famiglia restano però a lei, e verranno amministrati dal tutore legale Annavittoria Banzi, finché non avrà raggiunto la maggiore età.
Esiste la possibilità che i parenti si appellino alla decisione del giudice, ma, come riporta il Messaggero, questa possibilità è molto remota, in quanto nessuno tra i parenti ha la minima intenzione di far ricorso per indegnità della giovane all’eredità.

“Quell’uomo mi faceva paura”

Proseguono intanto le indagini sul delitto “di via Crivelli”, avvenuto ad Ancona il 7 novembre nella casa natale della sedicenne.
Il movente del delitto sembra confermato: l’opposizione dei genitori di lei alla relazione tra i due, la discussione e la lite. Antonio Tagliata, il fidanzato indagato per duplice omicidio, ha raccontato agli inquirenti di essere andato nella casa della fidanzata per chiarire con i suoi, di aver portato la pistola solo “per proteggersi” perchè Fabio Giaccone, ufficiale dell’Aeronautica, gli faceva paura. Ha poi detto di aver fatto fuoco dopo che la sedicenne gli ha urlato “Spara”. Diversa la versione della minorenne, che ha detto di non sapere che il fidanzato possedesse una pistola vera, ma di credere che fosse un’arma giocattolo.

La ricostruzione delle ultime ore

L’ultima telefonata tra Antonio e la sua fidanzata – riporta sempre il Messaggero – risalirebbe alle 12,20 del giorno del delitto. I due si sono visti un’ora dopo nella piazza della città, e dai tabulati telefonici e dagli sms risulta che avessero in programma di stare insieme quella sera, senza intenzioni particolari.
Intanto sembrano aggravarsi le condizioni di salute del ragazzo, che già prima del delitto soffriva di attacchi di panico, e che in carcere ha detto ai medici di “sentire delle voci”.

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