Recovery Fund, piano von der Leyen: all’Italia 172 miliardi

Si prospetta una buona conclusione della vicenda Recovery Fund. All’Italia, infatti, secondo il piano della presidente  Von der Leyen andrebbero più di 172 miliardi, di cui 82 a fondo perduto e gli altri 91 da restituire a tassi molto agevolati.

I 172,7 miliardi proposti dalla Commissione Ue per l’Italia nell’ambito del pacchetto Recovery Fund rappresentano la quota più alta destinata a un singolo Paese. E questo sia in termini assoluti sia per quanto riguarda gli aiuti a fondo perduto che i prestiti. Segue l’Italia la Spagna, con un totale di 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti.

Questa è la proposta della Commissione. Deve passare al vaglio del Consiglio dei ministri e del Consiglio europeo. Tra giugno e luglio. Già si sa che l’Olanda ha manifestato oggi le sue perplessità per una decisione che deve essere, invece, unanime.

 

 

Conte: “Ottimo segnale”

“Ottimo segnale da Bruxelles, va proprio nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perchè ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”: lo scrive il premier Giuseppe Conte sui social.

Un piano per la ripresa dell’economia

Un piano per la ripresa dell’economia europea “scioccata” dalla gigantesca crisi del coronavirus, all’interno di un bilancio pluriennale che dal 2021 disegnerà il volto finanziario e politico dell’Europa per i prossimi sette anni. La presidente della Commissione europea presenterà nella giornata di mercoledì 27 maggio la proposta dell’esecutivo europeo sul Recovery Instrument, integrato nel Quadro finanziario pluriennale dell’Unione, con l’intenzione di dare una risposta massiccia alla più devastante recessione economica della storia europea.

Una partita tecnica molto complessa che sul piano politico rimane ancora aperta e che inizierà a giocarsi davvero solo dopo che palazzo Berlaymont avrà messo tutte le sue carte sul tavolo. Il piano von der Leyen, come racconta l’Agenzia Italia, infatti dovrà essere approvato all’unanimità dai 27 e dovrà avere il via libera del parlamento europeo. Un accordo tra gli Stati membri (che già a febbraio non avevano trovato l’intesa sul bilancio) al momento è lontano ed è difficile che si riesca a chiudere al vertice europeo del 18 giugno.

La “potenza di fuoco” del Recovery Instrument non è stata ancora nota e sarà svelata soltanto mercoledì mattina 27 maggio da von der Leyen, ma è assai probabile che la cifra complessiva si aggiri attorno ai 2000 miliardi di euro da investire, in un mix di contributi a favore delle aree e dei settori più colpiti dalla crisi e di prestiti agevolati a tassi bassi e scadenze temporalmente molto lunghe.

Il piano dovrebbe essere di 800 miliardi, di cui il 20% toccherebbero all’Italia, quale “paese più colpito” dal virus.

Finanziamenti da quando?

Nella proposta sul bilancio dovrebbe essere più chiaro inoltre quante risorse fresche saranno aggiunte al bilancio e anche, come chiede l’Italia, se i finanziamenti potranno essere utilizzati già quest’anno, visto che il Quadro pluriennale entrerà di fatto in vigore solo nel 2021.

Con il Recovery Fund il bilancio 2021-27 dell’Unione Europea sarà “adattato alla nuova realtà economica e avrà una potenza di fuoco aggiuntiva per finanziare investimenti massicci”, ha detto il vicepresidente della Commissione, Maros Sefcovic, dopo una riunione con i ministri per gli Affari europei dell’Ue.

Ma lo stesso Sefcovic ha parlato di “negoziati complessi” e ha lasciato chiaramente intendere che le posizioni dei paesi membri restano ancora distanti, anche su come e se anticipare una parte dei finanziamenti: “Abbiamo bisogno di un accordo politico rapido. Per lanciare i nuovi programmi non c’è tempo da perdere. Abbiamo bisogno di un accordo a giugno sui programmi”, ha aggiunto definendo la proposta della Commissione “la più ambiziosa mai messa sul tavolo”.

Quello che sembra chiaro dalle parole che la stessa von der Leyen e diversi commissari hanno anticipato nelle settimane scorse, è che il piano verrà finanziato a debito ma non graverà sui bilanci dei Paesi, ma sarà garantito dalla Commissione europea, che emetterà obbligazioni e raccoglierà sul mercato finanziamenti ai Paesi sotto forma di trasferimenti e prestiti a scadenza molto lunga e tassi molto bassi.

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